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Rita Atria, testimone di giustizia

Rita è un nome femminile molto diffuso. Deriva da Margherita.  Famossime:  Rita Hawword,  (un mio mito) Rita Levi Montalcini ( altro mito) fino a Rita Pavone . E altre. La santa da cui il nome si chiama Rita da Cascia, la santa dei miracoli impossibili di cui ho già scritto.

Ora invece vorrei ricordare una Rita molto meno famosa, molto meno ricordata, ma come donna ugualmente importante. http://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Atria

Nel 1985, all’età di undici anni Rita Atria perde il padre Vito Atria, mafioso della locale cosca ucciso in un agguato.

Alla morte del padre Rita si lega ancora di più al fratello Nicola ed alla cognata Piera Aiello. Da Nicola, anch’egli mafioso, Rita raccoglie le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna. Nel giugno 1991 Nicola Atria venne ucciso e sua moglie Piera Aiello, che era presente all’omicidio del marito, denuncia i due assassini e collabora con la polizia[2].

Rita Atria, a soli 17 anni, nel novembre 1991, decide di seguire le orme della cognata, cercando, nella magistratura, giustizia per quegli omicidi. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni fu il giudice Paolo Borsellino (all’epoca procuratore di Marsala), al quale si legò come ad un padre. Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre testimonianze, permisero di arrestare numerosi mafiosi di Partanna, Sciacca e Marsala e di avviare un’indagine sull’onorevole democristiano Vincenzino Culicchia, per trent’anni sindaco di Partanna[3][4].

Una settimana dopo la strage di via d’Amelio, Rita Atria si uccise a Roma, dove viveva in segreto, lanciandosi dal settimo piano di un palazzo di viale Amelia, 23.

Rita Atria per molti rappresenta un’eroina, per la sua capacità di rinunciare a tutto, finanche agli affetti della madre (che la ripudiò e che dopo la sua morte distrusse la lapide a martellate), per inseguire un ideale di giustizia attraverso un percorso di crescita interiore che la porterà dal desiderio di vendetta al desiderio di una vera giustizia. Rita (così come Piera Aiello) non era una pentita di mafia: non aveva infatti mai commesso alcun reato di cui pentirsi. Correttamente ci si riferisce a lei come testimone di giustizia, figura questa che è stata legislativamente riconosciuta con la legge 45 del 13 febbraio 2001[5].

Perché ricordare Rita Atria? perché anche lei , nel suo piccolo ha fatto cose impossibili, rinunciando, per esempio, all’affetto della madre.  Anche queste persone, che vivono seguendo un ideale sono importanti e di esempio. Non solo quelle più famose. Auguri e rose profumate.

Il mare di Toscana

Il mare della Maremma è bellissimo, e nei giorni di cielo limpido si vede l’isola del Giglio in lontanaza. Ho sempre sperato di andarci, anche se poi dipende solo dalla mia pigrizia. Quando sono in vacanza non amo svegliarmi presto alla mattina! Non so come sarà il mare di Toscana la prossima estate, ( speriamo non inquinato dal petrolio della nave da crociera che si sta inabissando) ma sempre al centro dei pensieri di tutti resterà quell’enorme relitto, un palazzo di ferro, legno e plastica, arenato troppo vicino all’isola del Giglio. Il perché non si sa, anche se tra le varie ipotesi quella di una scommessa mi sembra la più accreditata. Ma l’idea che ogni giorno questi enormi casermoni galleggianti nevighino dentro i nostri mari guidati da giovanotti troppo disinvolti è ansiogena. Già a Venezia ci sono state lamentele per il saluto che le altre navi da crociera mandano troppo vicini alla città. Troppo grandi, troppo costose, troppo complesse per essere affidate a un pugno di uomini che al massimo hanno avuto dei problemi in moscone. Forse no, ma li manderei un anno intero su una nave  a vela  per verificare come comportarsi senza la tecnologia, i satelliti e tutto quello che è meraviglioso  usato in casa ma sorprendente usato altrove. Si pensi al navigatore satellitare che ne combina di tutti i colori, facendo litigare famiglie intere, perchè lui dice di andare a destra ma tutti sanno che a destra c’è un canale, per dire.

Dopo questo episodio tragico ci saranno cinquemila persone che non dormono la notte per molto tempo e una, il capitano,  che non riuscirà più a vivere, per una stupida gara, scommessa o altro.