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Quello che non di Francesco Guccini

La vedi nel cielo quell’ alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d’ un fiato che il dio dell’ inverno è arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato…

Conosci l’ odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un’ ex terza classe?

L’ angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita…

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non siamo…
Si fa a strisce il cielo e quell’ alta pressione è un film di seconda visione,
è l’ urlo di sempre che dice pian piano:
“Non siamo, non siamo, non siamo…”

sabato e domenica, il week end

Il sabato e la domenica, adesso che sono a casa mi sembrano giornate come le altre, non modifico di molto il mio fare, o non fare, ma dedico tempo alle mie passioni, agli amici, agli hobby. Non sento la festa, i giorni d riposo, il tempo fermato per riprendere energie e ricominciare a correre, lavorare ecc. Ma adesso che è tutto aperto, sempre, alla moda degli americani e dei commercianti mondiali penso che anche le altre persone non avvertano più la differenza. Perché aprire i negozi anche alla domenica e non le pasticcerie o le trattorie, ma i supermercati? Molta gente afferma che è più comodo. Può essere. ma forse forse è solo un modo per impiegare il tempo in una attività conosciuta che non corra il rischio di mettere in crisi le abitudini. Voglio dire che ormai si vive inscatolati dentro stereotipi e autostrade, supermercati e fiere, spiagge e montagne, salotti in finta pelle anonimi, dove non puoi piantare chiodi perché crollerebbe il sottile muro di cartongesso . Programmi televisivi fotocopia e di calcio  ogni sera in modo che nessuno si scolli dalla casa, dal tv, dall’immobilità. Questo è il bromuro sociale, il modo per tenere calmi tutti, per dire “Vedi poi alla fine la tv c’è, l’autostrada pure che vuoi? I soldi?” Mi fanno tristezza le famigliole che trascorrono i pomeriggi delle feste dentro i centri commerciali, un hamburger, due vetrine, la spesa e via  a casa. A giocare a play station O nintendo, a simulare passeggiate, corse, giochi di abilità che si possono fare all’aperto. Ma se a loro va bene, io chi sono per metterlo in dubbio? Buon w.e. e buona spesa!

Le donne normali

Non so bene che significato abbia il termine “normale”se  vuol dire : abituale, ordinario, regolare, usuale, comune, solito, consueto. Cercatemi una donna che sia abituale, comune, consueta. Forse Ordinaria sì, ma per il resto…ebbene quando la moda vuole sganciarsi dalla perfezione sartoriale  si rivolge a una donna normale, vale a dire a un non modello.  Perché la difficoltà dei sarti è che le donne sono tutte diverse, anche quelle anoressiche e quindi adattare un abito al fisico di una donna non  così semplice. Si usano donne manichino perché è più facile far aderire la stoffa e modificarla secondo il gusto dei vari stilisti.In tempo di crisi allora le case di abbigliamento pensano di invogliare donne normali a comperare i loro abiti. E si scopre, ma véh! , che hanno un fisico diverso.

#media

Evviva allora la scoperta delle donne normali, cioè noi.

Cosa succede in città?

Che cosa sta succedendo in generale? Io non capisco più niente  devo dire ho intenzione di arrebdendirmi, a differenza dei tanti politici che , con le mani nel gruzzolo non si arrendono mai, immarcescibili. La cosa peggiore e che sembra che qualche cosa cambi, invece non cambia nulla. Prendiamo Grillo e i 5 stelle. Sono già ai ferri corti fra di loro, Grillo passando dalle idee ai fatti non riesce a dare splendore alle sue teorie. Va bene la gente onesta, ma ci vuole gente preparata non solo nel campo specifico, ci sono i tecnici, ma anche in quello di mediazione ( parolaccia, ma legata indissolubilmente  alla democrazia) .

Una volta conoscevo un gruppo di cittadini che aveva preparato una lista civica in tre mesi, alle elezioni ha raccolto l’11% dei voti, con un consigliere comunale eletto. Erano d’accordo su quasi tutto, prima delle elezioni, dopo sono emerse le differenze e il gruppo , dovendo scegliere fra due strade privilegiate si è rotto, finito nel nulla, lasciando il consigliere a lottare per i suoi ideali e non tutti quelli del gruppo. Notare che il programma era stato condiviso in ogni virgola.

Per questo il caso di Grillo mi pare normale, non particolarmente diverso da altri se non che lui ha fatto nascere tante speranze. La cosa più positiva è la grande riflessione che ha costretto a afre a molti cittadini sui deputati e la loro moralità. Buona cosa.

Il Celeste,Formigoni, invece, mi sembra Gastone, il cugino di Paperino , antipatico come pochi e sempre al di sopra di tutti. Anche se ha le mani sporche di petrolio dell’Irak in cambio di Pane, Oil for food, in cui è indagato ; e siamo all’alba del suo mandato, appena dopo la Guerra del Golfo.

Dopo di che il grande ha incrementato CL ( Comunione e Liberazione) fino a pareggiare il trattamento fra il pubblico e il privato. Naturalmente le cliniche, le mense, le case editrici, le scuole private ecc erano quasi tutte della Compagnia delle Opere, (azienda di C.L.) da noi c’è la Manutencoop, oppure la Camst , ma mi risulta che non abbiano scuole o cliniche, al massino le puliscono!

Il divino ha detto che non cede, non se ne va, anche se è indagato per altri soldi e accomodamenti.  Che dire, quando il potere diventa un diritto e non un atto democratico? Dove sta tutta la democrazia dei celesti dietro questi fatti riassunti malamente? E poi se la prendono con l’aborto, i gay, il divorzio. Già e questo perchè ? Perché i cattolici ( la maggioranza di CL si professa cattolica) hanno la confessione , vanno dal prete, gli raccontano le loro nefandezze e dopo sono come nuovi, pronti a ricominciare. Vale anche per la pedofilia, lo stupro e la violenza sulle donne. Tutti crimini con lo sconto e la penitenza, preghiere e fioretti. Anziché una bella denuncia alla polizia. Terribile. Ma come fa un prete a tenersi tutto dentro?

Ero cominciata lieve e ora sono sprofondata. Sarà il caldo!

 

Terremoto, chiacchiere e vita al mercato rionale

I terremotati, i nostri intendo, hanno fatto una fuga in città per una canadese, un giorno di tregua, un saluto ai parenti e una sana dormita. Perché le city car non bastano a contenere comodamente corpi ormai sfiniti dal tremore continuo di una terra diventata matrigna.

Infilo in tasca il cellulare e la signora delle lane e delle stoffe racconta delle sue notti solitarie, abbandonata da tutta la famiglia che preferisce l’auto a un letto precario sotto un tetto più precario. Gente che abita al confine fra le terre terremotate e quelle ancora in piedi. Gente che scampa alla casa che si crepa mortalmente e poi muore per un cornicione caduto per caso altrove. Anche questa è una morte del terremoto.

Fra abiti nuovi o usati a due euro e cinture di pura plastica mistificate cuoio e l’odore del pesce fritto alle nove di mattina, a ricordare che si deve mangiare per vivere, camminano i giovani con stampelle che accompagnano movimenti disarmonici dovuti ad arti artificiali. Una bella ragazza, a braccetto di un uomo alto, forse il suo fidanzato, tocca una tela sottile di gonna colorata. Pare pensarci su un attimo, poi lo sguardo si incupisce e tira dritto. Per lei le gonne, almeno per ora sono impossibili da portare. Mi piace però l’indifferenza della gente che non squadra la giovane la cui andatura è evidentemente artificiale. Scorrono accanto a lei, consapevoli che non è la prima e nemmeno l’ultima che trascorre qualche ora fuori dal centro dell’Inail, dove si mettono gambe e braccia tecnologiche per continuare a vivere.

Una ragazzina cammina lentamente osservando un tenero abitino a fiorellini e disegni post moderni. Si ferma : Tira la madre per un braccio. La madre, paziente si volta, sospira e dice: “I tempi del bengodi sono finiti, bella, andiamo a prendere le patate.” La ragazzina si strofina gli occhi e prosegue guardando dritto davanti a sé.

Per vivere nonostante tutto

 

E’ come un mal di testa che non passa mai, a grappolo.

Sono ormai a livello, come dico a volte. L’ansia e la paura di questo momento stanno diventando troppo forti per continuare ad ascoltare telegiornali o leggere quotidiani. Ogni tanto mi succede di fare il pieno, di avere bisogno di silenzio, il silenzio  dalla troppa informazione, del momento per momento nel mondo. Che cosa posso fare io, basta mandare un sms di due euro che poi non so nemmeno dove finiscono? E ricevo notizie di prima mano da chi controlla la casa dormendo in macchina e osserva a ogni scossa che non cada nulla. Da chi è nell’epicentro del terremoto e rimane a guardia delle sue cose e della sua vita. E’ come un mal di testa a grappolo che non passa mai l’incertezza del futuro per queste persone E allora trovo sollievo nello scrivere storie assolutamente irreali, cercando di spostare l’attenzione e l’interesse altrove. Tanto, quando finirò lo scisma, saprò cosa fare: aiutare concretamente le persone terremotate. So che si stanno già attuando molti modi di aiuto, basta avere una tenda, del tempo e informarsi presso le associazioni, la Protezione civile ecc. Se avessi vent’anni andrei, ma non li ho più.

Per la speranza  Domani la canzone degli artisti per l’Abbruzzo.

Home ovvero parliamo della nostra Terra

Ho ricevuto il link del film Home. Non ci  sono attori, ma splendide scenografie e la storia racconta di una grande ricchezza che viene  velocemente sperperata, fino a quando, il protagonista principale non morirà. La storia dell’uomo e del suo rapporto con la Terra.

Metodi di pulizia della nonna e non solo

Leggo un articolo interessante che consiglia di sostituire i detersivi chimici con sostanze meno aggressive e velenose, come ai tempi della nonna. Ricordo tempo fa la pubblicità di un nuovo detersivo liquido che recitava ” tutto in uno”. Un solo detersivo per tutte le pulizie di casa. Sospetto che non abbia venduto abbastanza perché dopo sei mesi lo hanno  sdoppiato e ora sono quattro i detersivi, divisi canonicamente : per sgrassare, per bagno, per cucina, per pavimenti. In ogni confezione c’è scritto anche di testarlo, perché corrode. In altri detersivi c’è scritto di usarli su superfici di plastica nate  solo da dieci anni , perché macchiano. In parte è una necessità. quella dei numerosi detersivi sostenuta dalla pubblicità, in parte dalla eccessiva importanza che, da sempre, ha la pulizia domestica in casa. Non voglio dire che dobbiamo avere case come nella trasmissione “case da incubo”, molto inglese, in effetti. Nemmeno però che sembrino delle sale operatorie, dove tutto è pulitissimo e inutilizzabile. Basterebbe poi che nelle pulizia di casa ogni componente  della famiglia si  occupasse di una pulizia. I single uomini  tengono puliti i loro appartamenti e quindi perché non dopo il matrimonio? Fatica, mancanza di tempo, poca attenzione ai problemi dell’inquinamento. La verità è che è più complesso prendere bicarbonato, succo di limone, sale o aceto e fare diversi  composti chimici per pulire. La chimica, si sa, è una materia sconosciuta ai più. Si fa prima ad afferrare uno spray e via, sulle ali del pulito ( forse).

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