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Sabato pomeriggio

_ Cosa fai oggi?-

-Niente, perché?.-

-Se voi andiamo, prima dai pachi o dai cinesi e dopo a fare la spesa, e anche per i gatti.-

-Ok. Dopo.-

-M sono tutti qui?-

-Pare, non è un sabato da mare.  Pensavo che con il sole…-

-Ma è nuvolo.-

-La crisi, ma quante macchine! Va beh, la spesa la salto.-

-Gatti?-

-Fila anche qui! Sono tutti a prendere cibo per cani e gatti.-

-Allora dai pachi ( negozio di abbigliamento di gestito dai pachistani, tipo outlet).-

-Non c’è parcheggio, sono tutti qui, ma non hanno niente da fare?.-

-Come noi.-

– La prossima volta  al sabato sto a casa.-

-Meglio.-

-Partita? Brasile Cile.-

 

 

Auguri di Natale

Auguri a me prima di tutto, il perché lo sapete, e se non lo conoscete leggete il blog . E’ il terzo Natale, e vai! Auguri a tutti coloro che soffrono, hanno sofferto e soffriranno per un tumore. Un pezzetto del mio cuore è per tutti loro.

Auguri a tutti i docenti che diventeranno impiegati, almeno un lavoro lo avranno,e  di questi tempi è molto importante.
Auguri ai politici, spero che rimangano in bolletta ( sui loro conti)  così provano un poco la crisi e la smettano di usare i nostri soldi per mutande verdi e mentine al cianuro.

Auguri agli altri blogger che continuano , con indomita tenacia a scrivere pagine,diari e commenti  pensati con la loro testa, senza avere un capo che declina le parole. I pensieri liberi sono il meglio!

Auguri ai bambini che ancora riescono a vivere pensando al futuro. Diranno peste e corna quando si accorgeranno di quello che gli stiamo lasciando, dalla Terra dei Fuochi alla vacuità dei nostri modi di vivere, sempre senza pensare all’essenziale.

Auguri anche  a tutti coloro che si danno da fare per cambiare il mondo. E’ quasi impossibile, ma si può fare.

Auguri a tutti, in fondo tutti abbiamo bisogno di qualche giorno di stop e di goderci quello che abbiamo, che dopo si ricomincia.

Cambia-menti, di Vasco Rossi. Ultimamente mi sento molto in sintonia con quello che canta! Anche lui è del 1952!

Ebbene sì, sono tornata dalle ferie.

Ieri mattina c’era una nebbia fitta fitta, 15 gradi di temperatura e le montagne invisibili. Mi sono infilata il maglione, e altri strati di maglie poi sono salita in macchina. Viaggio comodo, senza ostacoli, per fortuna. Camminare, respirare a fondo, andare per boschi e poi per malghe. Sì ma non proprio. Devo ancora allenarmi un po’ quindi ho fatto con calma. Poche passeggiate nei boschi, ma ho camminato ugualmente. In effetti non sono ancora la top, e quando mai?, cercherò di allenarmi in futuro. In compenso  ho fotografato molte case caratteristiche del luogo. Sono andata nell’alto Veneto, ma preferisco il Trentino.

Il ritorno, almeno alla fine di agosto, è sempre pieno di buoni propositi, un capodanno in anticipo: mi iscrivo in palestra, faccio la dieta, basta con i carboidrati e cose così. Poi si riprende il tran tran e si torna a fare il solito. Normale.

Mentre ero via ascoltavo le notizie con un orecchio, ma trovavo tutto talmente deprecabile ( e parlo della politica, dell’ egonano e dei suoi servi) che non vi ho prestato particolare attenzione. Con la crisi che c’è, e si vede benissimo, tutto il resto è noia, come cantava Califano, uomo concreto.  Ciò che mi stupisce è l’accettazione della gente, ma credo sia proprio perché è troppo presa a contare le monete che ha in tasca o a controllare che non gli rubino la fabbrica, nel senso completo e reale della parola, che non ha tempo di seguire il resto. Ma rimane una parola che esce: VERGOGNA per questi animali, caimani, pitonesse, falchi, colombe e vermi. Vedremo, ma non sarà comico, solo nauseante.

hyeronimus bosch
Hyeronimus Bosch

Il Cristo con la croce ha sbagliato quadro.

Il ritorno

La casa al ritorno sembra più bella, migliore di quando l’hai lasciata, comoda con gli oggetti che non hai usato per una settimana. Ma è anche un attimo triste, perché l’estate se ne va, quatta quatta. Al mare gli alberghi chiudono le cucine e gli ombrelloni sono sempre meno mentre i bagnini  puliscono gli sdrai per metterli in deposito. I primi due giorni c’era pioggia ed era molto triste il grigiore del cielo che si confondeva con il mare. Poi per fortuna è uscito il sole e ha dato il meglio di sé regalandomi una buona tonalità ramata. Popolo di settembre tedeschi, bambini, nonni, terza età, pochi venditori ambulanti, che sfilavano fra gli ombrelloni, per sfuggire ai controlli della polizia. Poi alle sei mercato all’aperto e merce in saldo. Montagne di paccottiglia cinese e indiana che poi finirà in qualche magazzino o addirittura verrà esportata su altre spiagge. Ho incontrato persone con storie interessanti e originali da cui prenderò spunto per scrivere racconti. Chissà che cosa mi aspetta nei prossimi mesi! Mi piacerebbe essere più organica, stabilire giorni o momenti per fare delle attività. Vedremo. Intanto mi leggo tutto ciò che ho perso nei blog degli altri e riprendo la solita vita.

Ancora in ferie

Ancora in ferie, al mare. E vai! Settembre il mese dolce, della vendemmia e del sole che tramonta sempre prima. Sarà la prima volta per me , nuova esperienza, sperando che non piova troppo. Alla settimana prossima e buon lavoro per chi inizia da lunedì. Vi penserò :-))))

Ebbene sì, siamo a Ferragosto

Chi prende fuori la graticola per l’annuale grigliata al fiume, ormai secco  e privo di qualsiasi goccia d’acqua, cenno di vita e pieno di sterpaglie a causa del caldo ( sarebbe meglio chiamarlo bollore) che ci attanaglia da due mesi due. Oppure si mandano email   e sms per organizzare il pranzo di ferragosto, cercando che nessuno resti solo. Non c’è niente di peggio che vedere il telegiornale decantare le virtù di pranzi sociali e famigliari, mentre le persone veramente sole nell’anima restano davanti al cartoccio della friggitoria a brindare con il vuoto e a sentirsi malissimo. Chi è già in vacanza sarà alle prese con i gavettoni e le mille altre forme di festa, a volte un po’ forzate. Io sono alle prese con un arrosto, che mi sono entusiasticamente offerta di cucinare, anche se non ne cucino mai. Per me domani sarà un pranzo di famiglia, com nuove entrate e vecchie conoscenze, chi è appena tornato dalle ferie, chi arriva dal terremoto, chi resta a casa a bollire nell’afa cittadina. La certezza di pranzi semestrali in cui si riunisce tutta la famiglia e il mondo che rappresenta.  Buon Ferragosto a tutti, a chi lavora e a chi riposa e a chi da settembre sarà in cassa integrazione.

Parlamento in ferie

Mentre noi trascorriamo ore  seduti sul divano a vedere atleti magici che riescono in imprese divine, tipo Bolt, La Idem, ecc la crisi  avanza. Per fortuna il Parlamento è chiuso per ferie e il rischio che i parlamentari combinino guai è lontano, per ora.Mi piacerebbe sapere quanti di loro trascorrono le ferie in una pensioncina a 50 euro tutto compreso, anche la serata musicale e il noleggio delle biciclette. Il Celeste, Formigoni, per chi non lo sa, sotto il sole d’estate diventa lo smemorato di Collegno, si trova su panfili, paradisi del mare e isole di sogno senza sapere perché e chi lo ha mandato lì. Ha inventato, dopo Star Trek, il teletrasporto e se lo tiene solo per lui. La Minetti  ha già capito da tempo come funziona e allora gite con Corona, il fotografo del ricatto, e dichiarazioni di fedeltà alla politica. Certo, con quello che prende anche io sarei fedelissima al mio portafogli. Gli altri chissà dove sono. Ricchi e spaparazzati mentre noi respiriamo a fatica questa aria mefitica.

Nonostante questo vuoto arrivano echi di proposte varie, di richieste di aiuti alla Bce, di Italia in default e visite ai mafiosi  in carcere da parte dei parlamentari. Una volta si scriveva del padrone che  morsicava il cane, ora si raccolgono tutti i sospiri di chi potrebbe essere il detentore di proposte  risolutive e si pubblica. Poco importa se non c’entra niente. Basta parlarne.  Meglio, molto meglio gli dei dello sport e le loro imprese, anche se a volte il doping la fa da padrone. Un pensiero a Swarz, beccato con l’Epo. Sappia che lui è quello sfortunato. Scoperto e denunciato. Gli altri  sono, forse, più furbi. In ogni caso prendere il doping è un furto,oltre che un danno alla propria salute, come prendere i nostri soldi e non fare niente per farci uscire dal pantano economico-politico dove siamo.

Di libri e pile.

Io sono una lettrice onnivora, l’ho già detto e mi piace acquistare il libro, anche se in biblioteca ce ne sono veramente tanti. I libri li scelgo leggendo la quarta di copertina, l’autore, oppure i commenti. Ma dopo averli letti che ne faccio? Perché i libri una volta terminati sono da mettere da qualche parte e io non so più dove.

I libri capolavoro, quelli l tengo sul comodino, da rileggere, prendere spunto e pensare a che autori bravi ci sono.

I libri belli, interessanti, li metto in uno scaffale della libreria, da cui devo togliere qualche altro volume.

I libri carini li leggo velocemente e dopo non so più che farne. Impilo.

I libri, era meglio se non lo compravo, non so dove metterli, ma non riesco a buttarli via. Non ho idea, perché la biblioteca non li vuole e a nessuno interessano.

Quelli proprio brutti cerco di non comperarli, ma a volte capita e allora dopo averli letti, se ci riesco, li butto e basta, quelli sì.

Ne ho terminato uno che appartiene alla terza specie, i carini, e adesso che ne faccio, anche perchè la pila è molto alta e rischia di cadere.

Adesso ne ho altri due sul comodino, La modella e  I falò dell’autunno. Vedremo  quale resterà oppure dove finirà la pila.

Ma il vero problema è che non so che farne dei libri che cominciano a riempirmi la casa!

La cicala

C’è una cicala che canta a momenti sul mio ciliegio e mi disturba a momenti. Io speravo  nella gazza e nei vari uccellini che ancora svolazzano del parco e fra le fronde degli alberi. E’ l’unico suono che si sente, a parte il trattorino  che falcia l’erba del parco medesimo. Anche i ragazzini sono lontani. La giornata è fresca, il cielo coperto, c’è umido: un giorno da dimenticare, il preavviso che nonostante il caldo dei giorni  passati arriverà l’autunno.

Agosto per  me è questo: il vuoto. Negozi chiusi, poche persone in città, per lo più rinchiuse dentro le case  forse  rinfrescate meccanicamente. La cicala mi fa pensare alle pinete, non so perché, alle vacanze.
Rimane il sollievo del cinema all’aperto, dell’ozio e di quel pregustare il dolce far niente, in cambio della frenesia della vita. Ho incontrato un’amica che mi ha detto che corre, corre in questa società che non ha altro modo di relazionarsi. La fretta. Una donna nell’ufficio postale ha dato in escandescenze, insultando le impiegate, perché lei aveva fretta e una di loro era in pausa. Aveva fretta, aveva lasciato la macchina in mezzo alla carreggiata, aveva fretta, perché lei doveva andare  lavorare e doveva aspettare. Mi sono venute mille domande, ma una risposta sola: anche io tempo fa avevo fretta, molta fretta, correvo dal lavoro al supermercato, a casa e stravolta svolgevo le mille incombenze della vita. Le riunioni fino alle otto di sera, i colloqui interminabili fra sordi, il tempo perso dietro alla burocrazia, che come un mostro insaziabile continua anche ora a inseguirmi. Ora ho tempo per ascoltare le cicale e pensare che, a volte, hanno ragione loro.

Dalla spiaggia della Romagna

Sono tornata dopo una nuova vacanzina. A Cervia si stava benissimo, sole, arietta, buon cibo e spettacoli. Più di così!  Sono tornata alla formula B&B, mangiando qua e là possibilmente piatti a base di pesce. Ho gradito lo spettacolo delle barche della costa dei salinari che partono verso Venezia per portare il preziosissimo sale e i giardini  sistemati dalle varie città del mondo , una traduzione molto affascinante, perché  attraverso il verde di costruisce un paesaggio coinvolgente.

Tanti bambini e tanti nonni, i giovani a ballare. I bambini mi lasciano sempre di stucco, per quello che dicono e fanno, spesso molto più saggi dei loro genitori.

Matteo,seduto sul lettino in spiaggia, brontola da alcuni minuti sempre più forte .

“Voglio tornare a casa. Voglio tornare a Milano, là si sta più bene.” “Perché?” “Perché si dorme tutto il giorno.”

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La mamma osserva la merce sul banchetto, mentre il bambino  dal passeggino Urla” Basta, sono stanco, voglio andare via.”

La mamma ” E’ un tipo strano”dice rivolta agli astanti. “Aspetta che poi andiamo.” Lui ,spazientito, scende dal passeggino, afferra il manico e spinge, andandosene. La madre lo trova una bancarella più avanti perduto in una folla compatta e colorata.

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“No, mamma, ti prego, non comperare quelle scarpe così alte ( tacco 15) che poi cadi e ti fai male!”

Il ritorno i città è stato tremendo, tira un’aria calda e furiosa, che sembra di essere in un libro di Lansdale.