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I gatti stanno bene

Lui è un tipo molto concreto: mangiare e dormire. Mangia dove trova, perfino strusciando contro le
gambe del capo cantiere che sovrintende i lavori di ristrutturazione. Ha dormito ovunque: in vasi enormi dove dovevano crescere piante rampicanti, le ha uccise con il peso e il calore del suo pelo, ha dormito nel barbecue coperto dalla plastica, sotto il tavolo del giardino e nella cesta a sua disposizione, sotto il calorifero. Ma la sua grande passione è il cibo. nella ciotola, sparso sul tavolo, in giro. Dipende da dove lo trova. Cercare croccanti nei cortili dove abitano cani cattivissimi, che di notte dormono al caldo, o nelle case di altri gatti. Un furbone che fa sparire le sogliole fra due piatti senza un tremito. Lui cammina lento e attento lungo i cordoli del marciapiede e tutto quello che gli succede non è mai colpa sua.
Lei, elegante nella sua pelliccia nera, con collarino rosso fosforescente: ama le tradizioni, le solite cose, Ecco che di prima mattina, uscendo dal nascondiglio, sotto il materasso doppio del letto della sua giovane padrona, è felice di fare una passeggiata fino all’edicola, al seguito della sua vera padrona. Camminano fianco a fianco lei saltellando fra un sanpietrino e l’altro, la padrona in passo lento, da passeggiata, appunto.
La gatta nera rimane ferma sopra un muretto e attende che la sua padrona arrivi. Al fischio risponde, si toglie dal muretto e zampetta accanto, felice. L’altro si è già perso dietro il profumo di qualche scatoletta.
Ebbene, dopo il trasloco, di questo mi parlano i vicini: dei gatti. Sono rimasti soli? Sono stati abbandonati da noi? Ebbene no, ogni giorno io o altri portiamo la gatta in passeggiata fino al bar e diamo al gatto da mangiare fino a scoppiare. Lo stanno bene, stanno abituandosi al cambio di padrone, ma sicuramente alla fine saranno quelli che stanno meglio. Spero. DSCN0065

Mancano solo le tende

Post leggero, perché, diciamolo è un periodo pesantissimo tra crisi e elezioni in arrivo, ormai diventate una minaccia per la salute pubblica. Ebbene parlerò delle tende, vintage naturalmente. Mancano solo le tende nella mia nuova casa. E’ che le case non sono più come una volta. Sono più basse, con le finestre più larghe. Il problema maggiore è cosa metto in bagno? Tende moderne, antiche, vintage? Mah! ci penserò a lungo , mai dirlo, domani avrò  una idea strepitosa. Infatti avevo pensato di mettere un paio di asciugamani antichi, con pizzi, facili da lavare che tengono l’umidità. Oppure due asciugamani id lino ricamati, ma ne ho due diversi.  Vedremo. Ma il problema di fondo è che le case di oggi sono più piccole, più basse, con le finestre più larghe. Mah! In camera da letto ho recuperato le tende degli anni ’70. Bianche, con ghirigori opaco e lucido, belle. Lunghe, da accorciare, naturalmente!. Per la sala non so bene, tendini  a vetro che richiamo il mega poster di stoffa di Klimt, Il Bacio, o colore neutro? Mah! Vedremo. Dipende da quello che trovo.

Klimt Il Bacio
Klimt Il Bacio

In ogni caso si sappia, cambiare, ogni tanto fa bene! Ciao

 

Libri, enciclopedie e ricordi

Alla conta dei libri ne ho troppi. Non riesco a sistemarli tutti normalmente, figuriamoci in un ambiente più piccolo! E le enciclopedie? Arte, fiori, esoterismo ( un regalo inaspettato), cartoline ecc. Interessano solo a me e quindi me ne dovrò liberare. Insieme alla enciclopedia Conoscere, tenuta per nostalgia. Un ricordo della mia adolescenza, quando leggevo le enciclopedie per passare il tempo. Oltre alla Conoscere, che apprezzavo moltissimo per i disegni, ho letto tutta l’enciclopedia Motta  (12 volumi). Allora erano tempo duri per le ragazze, si poteva uscire poco e sempre a orari definiti. E quindi oltre ad ascoltare la radio si leggeva e si faceva la maglia. Credeteci, ero veramente brava! Anche adesso me la cavo bene! Torniamo alle enciclopedie, perché il settore hobby non l’ho ancora affrontato! Mi chiedo se la campana della carta le conterrà tutte. Però mi dispiace, perché oggi si usa internet, ma siamo sicuri che sia corretto? Ma forse in questo mondo imperfetto e in cambiamento costante l’enciclopedia non ha molto senso. Mah! Ho notato che i mobili moderni, tipo le cucine sono studiati per contenere tutto quello che invece ora sta fuori utilizzando contenitori adeguati. Tutto ordinato e a portata di mano.  E fuori nulla. Troppo ordine mi mette ansia da ospedale!

Comunque mentre sono alla ricerca delle cose superflue e da buttare ritrovo oggetti e indumenti dimenticati in fondo  a una cassa, o dentro un mobile. Ho trovato  i costumi di carnevale che avevo realizzato molti anni fa  con pailettes, tulle e raso azzurro. Una tenerezza infinita, ma non nostalgia. Come un vecchio cappello da strega usato per Halloween, impolverato e ammaccato. Lo regalerò a qualche streghetta piccola e moderna!

Anche questo fa parte dei ricordi….

 

 

E un giorno…

Ti svegli una mattina e ti accorgi che quello che hai intorno non ti piace più. Troppe cose, troppe storie che raccontano oggetti usati e accumulati nel tempo, senza che tu potessi accorgertene, inglobata nella vita di lavoro-casa-lavoro procedendo ogni giorno con una stanchezza superiore alle tue forze. Esci e osservi i grandi alberi che ti hanno  accompagnato negli ultimi tre decenni. Li ami , come fossero persone che da sempre accompagnano la tua vita.: nido degli uccelli che hai fotografato nella neve,  palestra perfetta per i tuoi amici felini e i ricci , che non conosci, ma sai che ci sono. Le foglie secche scrocchiano sotto le piccole zampette, e il lieve rumore del loro passaggio si  mescola alle grida dei ragazzi che oltre la siepe passano urlando d’estate, quando anche tu esci sfidando le zanzare tigre fameliche e pungenti.

E alla fine ti rendo conto che è tempo di cambiare, come una storia finita che si trascina nel tempo. Un amore fortissimo, a cui hai dedicato tempo ed energie come  i piccoli ciclamini sbocciati sotto il corbezzolo  ti dimostrano. Non volevano crescere, ma tu, paziente hai aspettato insieme ai muscari primaverili e ai tulipani, sbocciati ogni primavera nel piccolo fazzoletto del giardino. Di ogni pianta, dall’acero a sei tronchi, fino al liquidambar, che solo ora darà il meglio di sè, hai seguito curato e controllato la crescita. Ti restano le piante grasse, sopravvissute  alla calura estiva che fioriscono , quasi, e ti informano che pianta grassa non è sole e sabbia. Dentro questa casa hai vissuto, amato, sofferto, lottato, ma ora hai voglia di cambiare, lasciare per un luogo diverso, chissà dove, altrove. Una vita differente e meno complessa. Chissà!