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Ricominciare dal ” meno di tutto”

Vorrei lanciare un mio proclama per l’ambiente:

meno petrolio, però d’inverno si deve stare un poco più al freddo e si dovrebbe girare meno

meno colthzan, però i computer non funzionerebbero e costerebbero di più

meno energia però si dorerebbero spegnere i pc e gli elettrodomestici per qualche ora al giorno

meno vestiti, meno consumismo, ma ormai la crisi si sta mangiando anche quello

meno colture intensive, ma poi si spieghi come sfamare le popolazioni della Terra.

Ma anche meno aggressività sociale, meno arrabbiature, meno violenza. più tolleranza verso il diverso, lo straniero in generale l’altro.

Mi sembra che in nome dell’ambiente e del territorio si stiano consumando le guerre peggiori, non solo con le armi, anche con la politica. E allora la parola territorio non avrà più alcun significato.

Guerre per il colzan in Nigeria e Ciad, guerra per il petrolio in Ukraina, per la manodopera  a poco prezzo schiavi in India e in Cina, per le colture intensive utilizzazione di OGM ovunque, guerre varie in Palestina, Afghanistan , nei paesi Arabi. Probabili terremoti n Pianura Padana e in tutti i posti dove si sono fatte le trivellazioni per il petrolio

 

 

Ancora sulle trivellazioni di petrolio

Per vedere se le trivellazioni per trovare il petrolio in Pianura Padana provocano terremoti cosa si fa? Si fa una trivellazione: O non succede niente e allora possono trivellare ancora o crolla di nuovo qualche cosa e è meglio non farlo più: la logica è inappuntabile, peccato che in mezzo ci siano i popoli della pianura. La notizia mi ha sconcertata, perché  è incredibile che per le logiche economiche si continui a portare avanti la trivellazione. Perché non trovare altre energie, tipo quelle naturali? Penso che non si sarà nessuno che cambierà questo dato di fatto: la ricerca delle energie alternative è osteggiata in vario modo. Uno di questi è la trivellazione.

Vi metto un link per conoscere e approfondire e anche vedere un video girato in USA. Buona visione!

http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-causato-dalle-estrazioni-di-shale-gas-9577.html

Terremoto, chiacchiere e vita al mercato rionale

I terremotati, i nostri intendo, hanno fatto una fuga in città per una canadese, un giorno di tregua, un saluto ai parenti e una sana dormita. Perché le city car non bastano a contenere comodamente corpi ormai sfiniti dal tremore continuo di una terra diventata matrigna.

Infilo in tasca il cellulare e la signora delle lane e delle stoffe racconta delle sue notti solitarie, abbandonata da tutta la famiglia che preferisce l’auto a un letto precario sotto un tetto più precario. Gente che abita al confine fra le terre terremotate e quelle ancora in piedi. Gente che scampa alla casa che si crepa mortalmente e poi muore per un cornicione caduto per caso altrove. Anche questa è una morte del terremoto.

Fra abiti nuovi o usati a due euro e cinture di pura plastica mistificate cuoio e l’odore del pesce fritto alle nove di mattina, a ricordare che si deve mangiare per vivere, camminano i giovani con stampelle che accompagnano movimenti disarmonici dovuti ad arti artificiali. Una bella ragazza, a braccetto di un uomo alto, forse il suo fidanzato, tocca una tela sottile di gonna colorata. Pare pensarci su un attimo, poi lo sguardo si incupisce e tira dritto. Per lei le gonne, almeno per ora sono impossibili da portare. Mi piace però l’indifferenza della gente che non squadra la giovane la cui andatura è evidentemente artificiale. Scorrono accanto a lei, consapevoli che non è la prima e nemmeno l’ultima che trascorre qualche ora fuori dal centro dell’Inail, dove si mettono gambe e braccia tecnologiche per continuare a vivere.

Una ragazzina cammina lentamente osservando un tenero abitino a fiorellini e disegni post moderni. Si ferma : Tira la madre per un braccio. La madre, paziente si volta, sospira e dice: “I tempi del bengodi sono finiti, bella, andiamo a prendere le patate.” La ragazzina si strofina gli occhi e prosegue guardando dritto davanti a sé.

Per vivere nonostante tutto

 

E’ come un mal di testa che non passa mai, a grappolo.

Sono ormai a livello, come dico a volte. L’ansia e la paura di questo momento stanno diventando troppo forti per continuare ad ascoltare telegiornali o leggere quotidiani. Ogni tanto mi succede di fare il pieno, di avere bisogno di silenzio, il silenzio  dalla troppa informazione, del momento per momento nel mondo. Che cosa posso fare io, basta mandare un sms di due euro che poi non so nemmeno dove finiscono? E ricevo notizie di prima mano da chi controlla la casa dormendo in macchina e osserva a ogni scossa che non cada nulla. Da chi è nell’epicentro del terremoto e rimane a guardia delle sue cose e della sua vita. E’ come un mal di testa a grappolo che non passa mai l’incertezza del futuro per queste persone E allora trovo sollievo nello scrivere storie assolutamente irreali, cercando di spostare l’attenzione e l’interesse altrove. Tanto, quando finirò lo scisma, saprò cosa fare: aiutare concretamente le persone terremotate. So che si stanno già attuando molti modi di aiuto, basta avere una tenda, del tempo e informarsi presso le associazioni, la Protezione civile ecc. Se avessi vent’anni andrei, ma non li ho più.

Per la speranza  Domani la canzone degli artisti per l’Abbruzzo.

Ancora informazioni sui pozzi di petrolio in Italia

Ho letto un articolo sul Corriere che irride chi non crede che il terremoto sia un fatto troppo imprevisto e tutte le teorie che ne derivano. Pubblico la cartina dei pozzi di petrolio o gas metano che ci sono in Italia. Uno è vicino A Mirandola ( Emilia Romagna) Le dedizione traetele voi, visto che Mirandola è quasi l’epicentro del sisma.

Fai clic per accedere a 6711_7.pdf

Qui invece un deposito di petrolio estratto dal sottosuolo

Qui notizie su Novi

Qui la ricerca del petrolio nel Veneto

La mappa dei pozzi petroliferi

Terremoto e terremoti

Non ho avvertito il terremoto, dormivo e mi hanno svegliato di proposito. Ho aspettato un attimo, poi ho guardato fuori dalla finestra: non c’era nessuno e tutto sembrava in ordine. Solo la campana del vento, fili di bambù con il pendolo in mezzo, posto di fianco a una porta suonava dolcemente, Poi ha smesso, io ho acceso la radio, e in tutta l’Italia del nord si era avvertita. Io no. il primo giornale radio era abbastanza positivo, così ho spento la luce e continuato il mio sogno. Poi qualche telefonata dai luoghi epicentro, con la  paura,  la notte in macchina,  per fortuna la casa in piedi, sana. Più in là castelli e palazzi antichi crollati, rovinati per sempre. La storia a pezzi, fragile come i ricordi, che si è sgretolata per la forza del sisma. Ora rimarranno solo cumuli di pietre, o spiazzi aperti, e cartoline ricordo. Nessuno riuscirà a ricostruire Perché non ci saranno soldi, per nessuno. Per i privati che hanno le case lesionate e per i comuni che dovranno farsi carico della ricostruzione  o dell’abbandono a scelta.

Il vero terremoto è questo: sempre l’Emilia ha dato aiuto alle altre regioni in difficoltà. Per noi, dato il tempo di crisi, non c’è nulla. Non c’è molto da aggiungere!

Piove, governo ladro!

Da Il fatto quotidiano