Tag: Sanremo

Avevo perso una password e altro

Torno dopo tanto tempo perché finalmente sono riuscita a recuperare la password del blog. Così ho scritto da un’altra parte, con lo stesso successo che ho qua! Va beh! si sa che i blog ormai sono arcaici e solo pochi e ostinati lettori e scrittori continuano a manifestare idee e pensieri che non siano una sintesi della parola. Perché a volte la sintesi, il twitter per capirci causa problemi. Difficilissimo spiegare una teoria in pochi  caratteri. I blog sono in decadenza anche perchè, secondo il mio punto di vista, se non sei famoso non ti fila nessuno, invece io credo che anche le idee delle persone non famose abbiano la loro importanza.

Sto recuperando molte altre cose, perché un giorno mi sono alzata ed ho capito che non ero io in quel vestito.

Per felicitarmi di avervi ritrovato la canzone che ha vinto Sanremo cantata da Arisa.

Dalle farfalle tattoo alle farfalle al ragù

La maternità paragonata a una malattia, o quasi, comunque un modo per far perdere tempo all’azienda, la Rai. Rimani incinta, fai troppe assenze, peggio per te, perdi il posto. E stai a casa a fare le farfalle al ragù, se puoi. Questo è un bruttissimo film, in edizione vecchissima. Anche nell’800 donne e bambini non contavano nulla. Ora contano solo come compratori di merce inutile. Da sempre le donne con le farfalline tatuate sulla pelle, nelle spille, nelle case appartate di uomini potenti ci sono state. E’ così. Abbiamo cercato di dare alle altre donne, nell’ultimo secolo, una dignità e un peso che è stato quasi raggiunto, ma ora sta svanendo. Leggendo i commenti al festival di san remo viene da chiedersi perché ogni volta che si parla di dignità della donna, ma anche delle persone, si diventa moralisti, bacchettoni, mutandoni, come se potessimo vivere in una società libera da ogni regola, che dalle mie parti si chiama anarchia. E invece viviamo in una società piena di regole non scritte: tutte le donne devono essere belle, magre, toniche, disponibili, anche dopo la gravidanza. Non si può invecchiare, non si può vivere come si vuole, altrimenti sei emarginato. Questo conformismo dettato da pubblicità e media sta riportando le donne al’800, oltre al fatto che se rimangono incinta sono un peso. Una donna che ha un bambino costa due anni circa di assenza e supplenti. Alla Rai non va bene, costa troppo.  Ci si chiede sempre perché in Italia nascono meno bambini. In una situazione così è assurdo fare figli per non avere poi di che mantenerli.

Uno dei discorsi che mi ha fatto più riflettere è stato quello relativo alle donne sovrappeso e in età , tipo me, che ho pure i capelli bianchi. Frasi razziste, stereotipate, berluconiane. E io leggendo penso : ci rivedremo fra vent’anni o trenta e e scopriremo in che condizioni sei, che anche con le plastiche, i vestiti da adolescenti e i capelli tinti sempre vecchia appari! Il mio mito é La Lagarde, gran donna.

Non ho visto Celentano, né Sanremo.

Appartengo al 51% di share che non ha visto Celentano, dispersa fra le altre offerte televisive. Sanremo non mi piace, per alcuni motivi, anche se dal punto di vista sociologico bisognerebbe vederlo.

Gran clamore per chi partecipa, cantanti, vallette, comici ecc e speri in uno  spettacolo all’altezza delle aspettative. Alla fine rimani lì con un pugno di mosche in mano, gli occhi che ti cadono dal sonno e la vaga idea che non hai capito che cosa hai visto. Canzoni? Verso il fine settimana, se capita, comici sgonfi, polemiche a valanga, vallette più simili a manichini. Non si capisce quale è lo scopo di questa manifestazione. Vendere spazi pubblicitari , che si alzano come costi in base allo share. Pubblicizzare  cantati e canzoni che poi si dimenticano. Pagare presentatori, vallette, comici molto in più del solito per ringraziarli, per omaggiarli? Mah!. L’offerta musicale, anche quella straniera non è molto all’altezza, sarà i posto. lo stress, la tensione, non so. E dire che io guardo Un posto al sole tutte le sere, le Casalinghe disperate, Glee e altro, oltre ai programmi di informazione.

Uno dei problemi più grossi della televisione italiana è la dilatazione di tutti i programmi, si potrebbe fare meglio tagliando la metà del tempo, all’americana, con un ritmo sostenuto e poche, ma chiare idee da esporre,  e sostenere. Due ore al massimo, ma  anche meno, altrimenti ci si annoia, prima , durante e dopo!

Arisa La notte

Scelta casuale, Arisa mi sta simpatica