25 aprile, oltre

Domani sarà la Giornata della Resistenza. Si ricorda, si celebra, si festeggia. Ne vorrei parlare in modo diverso: parlando delle donne durante e dopo la guerra, le due guerre.

Durante la seconda guerra mondiale le donne si sono sostituite agli uomini, mandati a combattere o nascosti nelle montagne  per contrastare i fascisti  e i nazisti.  Le donne, vestite nelle tute o nelle divise hanno occupato tutti i posti liberi nelle fabbriche e nelle amministrazioni pubbliche. Le donne hanno fatto orti nelle città dove  c’era spazio per dare da mangiare ai bambini e gli anziani. Le donne si sono occupate di tutto, riuscendo in un’impresa che sembrava impossibile ai più : sopravvivere. Hanno dimostrato, se mai se ne fosse stato bisogno, che potevano andare  avanti anche senza uomini, in modo indipendente e se vogliamo creativo. Cosa c’è di più creativo di cercare ogni giorno di superare le paure e i drammi della guerra senza impazzire? Al giorno d’oggi ci sono molti popoli in guerra, e  forse le guerre moderne sono molto più devastanti, radono al suolo tutto quanto, case , società civile  e vita.  La guerra è la guerra, distrugge senza lasciare scampo, se non a coloro che possono andarsene altrove. Le donne, in Italia , hanno fatto la Resistenza anche con le biciclette, portando messaggi, nascondendo uomini, combattendo anche loro accanto agli uomini.  Forse si è quasi sfiorata la parità dei sessi, forse. Dopo la guerra tutto è tornato come prima : le donne a casa a fare l’angelo del focolare, gli uomini a lavorare, per costruire e rimettere in piedi la società. Poi le cose sono degenerate : bisognava ricostruire la società a immagine somiglianza di quella precedente, con le donne  a occuparsi della famiglia, degli anziani, attorniate da elettrodomestici sempre più lucenti.  Tutta l’energia femminile è stata convogliata in poche cose : elettrodomestici, attenzione esasperata per il fisico, dipendenza dalla televisione.  Tanto che l’Italia ha una occupazione femminile al minimo, ha pochissimi asili nido, e le libertà individuali si stanno sciogliendo al sole dietro la spinta della Chiesa. Di nuovo Madonne, di nuovo Sante?  Certamente meno valorizzate come persone e spesso picchiate e uccise da chi le ritiene una proprietà. Si potrebbe iniziare una nuova Resistenza delle donne.

Sento già le critiche ai miei pensieri, per tutti gli uomini, eroi , che hanno lottato per liberarci dal nemico. Vero, ma pure vero che dopo, immediatamente dopo tutto è tornato come prima Un film americano molto istruttivo in questo senso: La donna pertefetta

 

La donna perfetta

Intanto la vita prosegue

In questi giorni di attesa, non di arresa però , succedono cose indipendenti dalla mia volontà e meno male! Un mio amico ha deciso di chiudere il suo blog http://lucarinaldoni.wordpress.com. Mi dispiace molto, perché un blog che chiude è un pensiero indipendente che si spegne Lui poi ha una scrittura molto particolare e interessante, a volte stralunata, altre fantascientifica, in generale molto divertente. Se vi capita andate a leggere. Io ho finito la prescinda stesura di un lavoro che sto facendo, pare che la mia atavica lentezza si sia data una mossa! Intanto raccolgo materiale per l’altro.  Il lavoro prosegue mentre le idee del governo sono sempre più confuse, sarà per la crisi o perché hanno latri interessi da affrontare. Mah!

E candelina sulla torta  il B. non è più senatore. A noi rimangono i danni che ha fatto, le rovine e il modo di pensare ( tutto permesso per chi vuole fare soldi e ha soldi) assorbito in modo endemico dalla popolazione spinta dalla televisione privata e dal consumismo . Adesso non ci sono soldi ma i telefonini non si spengono, magari non si fa benzina, ma la ricarica sì, facendo di tutto per averla. Il cellulare sostituisce un essere umano, un amico con cui dividere un caffè, due chiacchiere o una chiccles. Un  succedaneo dei rapporti umani. Che tristezza! E per finire il gelo: freddo da congelarsi.

Il dubbio è: pulisco la macchina dal gelo ( 10 minuti) percorro la strada in mezzo al traffico ( 10 minuti) o vado a piedi ( 10 minuti) ? Domani decido, sembrerò un pinguino, ma va bene.

Una canzone dedicata a un uomo che se ne è andato.

ciarpame e vecchi merletti

Metti una casa da svuotare, metti la mania di tenere molti oggetti, metti una passione profonda per la lettura, metti la passione per la scrittura. Metti tutto negli scatoloni. Metti che pesano, metti che sono troppi, metti che ” dove ci sta un corpo non ce ne sta un altro”.  Metti che trovi piccoli oggetti dimenticati e cerchi di ricordare da dove vengono. Invano. Metti che alla fine poi non te ne importa molto, il passato è andato, resta il presente e il futuro.  Metti che in fondo sei contenta di un bel ripulisti, di trovare l’essenziale. Le 100 cose indispensabili per vivere. Non le scarpe con le ciliegie e una punta a stiletto, né un servizio di piatti da Arrosto stile casa di campagna, né  un cappello stile anni 70 di velluto beige.  O i vecchi merletti raccolti nella scatola Ikea con l’intenzione di trasformarli in un qualche non ricordo bene che cosa!

Ma quali sono le 100 cose indispensabili per vivere?

Bisogna fare una lista personale,  perché ogni persona ha le sue, escludendo gli oggetti di casa, tipo pentole, ecc.

Ci proverò, ma ho dei dubbi!

Leggere un articolo che tratta di quesito argomento può essere interessante.

 

Libri, enciclopedie e ricordi

Alla conta dei libri ne ho troppi. Non riesco a sistemarli tutti normalmente, figuriamoci in un ambiente più piccolo! E le enciclopedie? Arte, fiori, esoterismo ( un regalo inaspettato), cartoline ecc. Interessano solo a me e quindi me ne dovrò liberare. Insieme alla enciclopedia Conoscere, tenuta per nostalgia. Un ricordo della mia adolescenza, quando leggevo le enciclopedie per passare il tempo. Oltre alla Conoscere, che apprezzavo moltissimo per i disegni, ho letto tutta l’enciclopedia Motta  (12 volumi). Allora erano tempo duri per le ragazze, si poteva uscire poco e sempre a orari definiti. E quindi oltre ad ascoltare la radio si leggeva e si faceva la maglia. Credeteci, ero veramente brava! Anche adesso me la cavo bene! Torniamo alle enciclopedie, perché il settore hobby non l’ho ancora affrontato! Mi chiedo se la campana della carta le conterrà tutte. Però mi dispiace, perché oggi si usa internet, ma siamo sicuri che sia corretto? Ma forse in questo mondo imperfetto e in cambiamento costante l’enciclopedia non ha molto senso. Mah! Ho notato che i mobili moderni, tipo le cucine sono studiati per contenere tutto quello che invece ora sta fuori utilizzando contenitori adeguati. Tutto ordinato e a portata di mano.  E fuori nulla. Troppo ordine mi mette ansia da ospedale!

Comunque mentre sono alla ricerca delle cose superflue e da buttare ritrovo oggetti e indumenti dimenticati in fondo  a una cassa, o dentro un mobile. Ho trovato  i costumi di carnevale che avevo realizzato molti anni fa  con pailettes, tulle e raso azzurro. Una tenerezza infinita, ma non nostalgia. Come un vecchio cappello da strega usato per Halloween, impolverato e ammaccato. Lo regalerò a qualche streghetta piccola e moderna!

Anche questo fa parte dei ricordi….

 

 

Incontro al futuro ( racconto)

Incontro al futuro

Un piccolo sacchetto di tessuto intarsiato di fili d’oro compare sul tavolo e

la stanza si illumina all’improvviso. Ci si accomoda attorno al tavolo sgombro, c’è chi appoggia i gomiti a sorreggere un viso curioso e gli sguardi interessati corrono al piccolo involucro misterioso,

-Ci siamo!- nessuno ha parlato, ma da giorni aspettano l’incontro con il destino, raccontato da un’amica, come altre mille volte, ma sempre  con lo stesso affanno.

Le amiche attendono pazienti il loro turno, ci sarà tempo per tutte, senza incertezze, senza timori.

Le mani velocemente mescolano le 22 carte dei Tarocchi Maggiori con maestria, lo sguardo ai gesti consueti, mentre il silenzio si può quasi accarezzare, dopo tante chiacchiere allegre.

Muta, la consultante, pensa a tutta la vita presente, ai dolori, ai dubbi e osservando il movimento delle mani vorrebbe trovare risposte, certezze, serenità.

Il mazzo lentamente si dispiega e svela le sue verità misteriose codificate e mai dimostrate .

Diavoli, Papesse e Appesi raccontano quanto complicata sia la vita, comunque. Quante sofferenze dell’anima e del corpo uguali e diverse ogni volta lamentano gli uomini,.

-E ora che dicono?- il sussurro si spande nell’aria

-Parla, racconta, voglio sapere- pensa la consultante, ma timida e restia, tace, non esprime i suoi desideri, troppi occhi e troppi visi in attesa di una risposta.

Non vuole svelare i suoi dubbi, non desidera ricordare l’ultimo amore finito male o quel lavoro che non si trova.

Sarà colei che mescola il mazzo e possiede il sapere che scoprirà lentamente, con un linguaggio a volte oscuro a volte banale ciò che interpreta nelle buffe immagini antiche .

Sarà vero? Sarà una favola di quelle che si raccontavano ai bambini prima di addormentarli? Non ha importanza, interessa che quelle lame scavino nell’anima, nei pensieri e facciano  riflettere, fino a comporre il mosaico del proprio agire, fino a scoprire dentro di sé risposte inascoltate.

I visi si protendono  per scrutare la sequenza di personaggi seduti, in piedi, capovolti o di astri caduti dal cielo.

Ecco apparire la Luna, misteriosa. Nella Luna c’è la donna nascosta, le inquietudini legate all’ignoto, le angosce infinite, ma anche la madre, l’intuizione.

E’ la donna che segue i sogni e si trasforma ogni giorno correndo incontro al futuro.

Ieri ,oggi, il futuro: le lame sono adagiate in sequenze prestabilite da tempo immemore per comprendere un disegno oscuro, ogni volta differente.

Altre figure scendono dal mazzo e finalmente si presenta la lama degli Amanti. Sono in tre.

Tre figure, sempre l’uomo, in alto, che sceglie. Amore sacro o amor profano. Un tuffo al cuore, una leggera ebbrezza, ma breve come il battito della pendola.

Non c’entra l’amore pare suggerire La Ruota della Fortuna.

Chissà dove si è appoggiato l’Imperatore, così immobile, così deciso, è vicino alla Torre, quasi a sostenere una casa che cade. Accidenti, nemmeno questa volta va bene!

Finalmente esce il Sole che scalda e illumina la stesa di carte riportando allegria.

 

Un sospiro di sollievo si avverte nell’aria ammorbata dal fumo delle sigarette. Qualcuno centellina un goccio di vino bianco frizzante e svagatamente sgranocchia piccole leccornie da aperitivo.

-Allora, che succederà ?.-

Le parole rompono il silenzio ancora una volta e raccontano una storia   di lacrime, di amore. Desiderio  infinito di riempire un vuoto che al momento rimane nell’anima.

La consultante reagisce, a volte scuote la testa,, quasi  accarezza le lame distese, chiede spiegazioni.

Alla fine ringrazia, ripensa alle parole già dette aggrottando la fronte .

-Quando me le fai la prossima volta?- chiede sottovoce.

Intorno di nuovo il silenzio, in attesa di un’ altra domanda. A chi tocca?

 

Maliconia

Oggi ho la malinconia, la voglia di quel che di indefinito che credo potrebbe rendermi felice e quindi mi sento defraudata di quello che non ho nemmeno chiaro in testa!  e’ scesa lentamente come certe nebbie autunnali, che fin dalle prime ore della giornata avvolgono il paesaggio della bruna infinita e biancastra che non lascia trasparire nulla. Ora  è meno frequente, anzi qui è quasi scomparsa. Ma tanti anni fa riempiva il paesaggio. L’indefinito di quello che non si ha e si vorrebbe e in ogni caso non andrebbe bene, perché chissà esattamente che cosa metterebbe fine a questa malinconia. L’età che trascorre, lo specchio che riflette una immagine che assolutamente non è la tua, l’abito che non entra nemmeno a  spingere, o invece un libro non pubblicato o una grande passione per tutta la vita. Non so. Il senso di inutilità fra quaderni e matite nuove, zaini e quaderni. Nostalgia del passato? Quattro chiacchiere con un ragazzino degli anni passati orami grande, che mi ricorda come anche loro, i bambini crescono e diventato adulti e io ho contribuito  a questa crescita almeno un poco.  O è lo strappo di quel giorno,  davanti alla dottoressa e al suo sorriso stereotipato che mi raccontava di una vita obbligatoriamente lontana dai banchi. E io che avevo un mondo ancora da costruire ho deglutito tutto, cancellando dalla mente un mondo che ora torna, lentamente. Intanto ascolto Guccini e non è un grande aiuto per ritrovare il sorriso.

Luca Carboni Malinconia ( non è proprio nelle mie corde, ma illustra bene)

Oggi il cielo è cupo

Saranno tutte ‘ste notizie poco rassicuranti, dal punto di vista economico, tutte le ruberie varie e il clima opprimente, ma comincio a sentirmi a disagio.  Dovrei scrivere un racconto da mandare a un concorso per ricordare chi mi ha fatto scoprire il mondo della scrittura creativa ma il foglio rimane bianco. Vorrei scrivere una storia con un finale positivo, ma non trovo né trama né parole. Ho incombenze che mi stanno pressando e quando la mente è occupata non c’è posto per altro. Ascolto Adele e la malinconia aumenta!  Spero che la sua energia mi dia la carica per riempire un foglio di belle parole. Ma forse non importa, posso anche non partecipare , in fondo il ricordo si porta nel cuore, come i ricordi di tutte le persone che hanno attraversato la mia vita e hanno lasciato un segno. Io sono il frutto della mia biologia, ma anche di tutti gli incontri sorprendenti con persone molto interessanti e piene di umanità. Lui è stato un periodo, adesso ci sono altri, con cui percorro  strade differenti, forse meno colte, ma più ampie e piene di vita. Adele non mi serve per tirarmi su, ma ha una voce bellissima.