Le vie del petrolio

Trump, presidente degli Usa, ha detto alla Merkel, primo ministro della Germania che dipende troppo per l’energia dalla Russia.

Questo è il motivo che scatena l’attuale situazione di instabilità economica e politica. L’energia, il gas metano e il petrolio rappresentano la maggior fonte di energia non rinnovabile, ma posseduta da qualcuno. Dove si trovano il petrolio e il metano?

Incollo dal blog Verso la fine dell’economia, aggiornato al 2011

Il paese al mondo con le maggiori riserve petrolifere è piuttosto sorprendentemente il Venezuela, con 296,5 miliardi di barili di petrolio (ovvero il 18% del totale mondiale), dopo che fra il 2007 ed il 2010 sono stati scoperti i giacimenti di petrolio non convenzionale della cintura dell’Orinoco (pari a 220 miliardi di barili, ovvero il 74% del totale delle riserve petrolifere del paese sudamericano).

Al secondo posto c’è l’Arabia Saudita, con riserve petrolifere accertate pari a 265 miliardi di barili, seguita dal Canada, con 175,2 miliardi di barili di petrolio (di cui 169,2 miliardi di barili provengono dalle sabbia bituminose, scoperte nel 1999), l’Iran, con 151,2 miliardi di barili di petrolio e l’Iraq, con 143,1 miliardi di barili di petrolio.

Calcolando l’indice R/P (ovvero dividendo le riserve accertate per l’attuale produzione), otteniamo un numero, che corrisponde al numero di anni che occorrono affinché si esauriscano le riserve di petrolio dato l’attuale livello di produzione annuo. L’indice R/P a livello mondiale è pari a 54 anni, ma con marcate differenze fra i quindici paesi con le maggiori riserve petrolifere

Cina e Stati Uniti hanno quasi esaurito le loro riserve di petrolio, essendo rimasti con solo dieci ed undici anni rispettivamente di autonomia (dato l’attuale tasso di produzione e sempre che non ci siano nuove scoperte). Venezuela, Iraq e Canada sono i paesi che hanno la maggior autonomia (tutti oltre i 100 anni) , dato l’attuale tasso di produzione.

A livello globale, l’incremento delle riserve dovuto a nuove scoperte è stato maggiore rispetto all’incremento della produzione di petrolio, con le prime che dal 1980 (i primi dati disponibili) al 2011 sono aumentate in media del 2,9% l’anno, mentre la produzione mondiale di petrolio dal 1965 al 2011 è aumentata del 2,2% l’anno – nonostante l’impennata del prezzo del petrolio (segno che forse le nuove riserve scoperte non sono poi così facilmente sfruttabili dati i costi di produzione o la qualità del petrolio).

Da questo post si evince che la Cina e gli Usa hanno finito le riserve e ne cercano altre. Il petrolio del Venezuela interessa, ovviamente gli Usa e ne vediamo le conseguenze : guerra civile e povertà assoluta.

L’Arabia Saudita ne ha vendere, ha già sviluppato un grande business ma ha contro l’Iraq e l’Iran e quindi, fa la guerra a queste nazioni, nascondendola dietro il motivo religioso.

E noi? Noi abbiamo giacimenti di gas metano in Emilia, nell’Adriatico, ma l’estrazione è complessa. Il gas metano è complicato da scindere dalle rocce. Quindi non avendo materie prime in generale, petrolio gas naturale lo dobbiamo comperare e pagarlo a suon di milioni. A chi lo paghiamo per il riscaldamento e per le auto?

https://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/14/gas-e-petrolio-siamo-sempre-piu-dipendenti-da-paesi-inaffidabili/28897/ In questo articolo si trovano notizie sulla nostra dipendenza energetica.

Tutto questo per sottolineare che la nostra instabilità politica nasce dal rapporto su chi appoggiare, per interesse e perché Il Ministro dell’Orrore si è sbilanciato verso la Russa.

“L’Italia si trova ad acquistare all’estero oltre tre quarti del suo fabbisogno energetico, pari a 124.7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2013. In sostanza, ogni anno dobbiamo importare più di 2 tonnellate di olio equivalente per ciascun abitante. La maggior parte di queste forniture proviene da Paesi con alta instabilità politica quando non apertamente in guerra. Nel caso della Russia, a complicare i rapporti ci sono anche le sanzioni che il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso la Ue ha da poco prorogato fino al 31 luglio 2016.”

Ma come la metteremo con gli Usa di cui siamo ancora un protettorato?

“Gli interessi che abbiamo dovuto “pagare” agli Usa per il debito contratto in 70 anni, sono maturati sotto forma di dipendenza – siamo un loro protettorato quando non un 51° stato – per un appoggio incondizionato a tutte le “iniziative” di Washington, alla nostra partecipazione alla NATO, e in tutto questo mai ci è stata data altra scelta che schierarci al loro fianco anche quando le nostre precarie condizioni economiche, la logica della pace e quella del rispetto dei diritti imprescindibili derivati dall’autodeterminazione degli stati sovrani lo avrebbero dovuto impedire.

Oggi, dopo l’Afghanistan e l’Iraq, ci troviamo di fronte ad una situazione molto pericolosa e simile a quelle scelte fallimentari, perché sono evidenti le intenzioni degli americani in merito alla situazione in Siria.”

Ricominciare dal ” meno di tutto”

Vorrei lanciare un mio proclama per l’ambiente:

meno petrolio, però d’inverno si deve stare un poco più al freddo e si dovrebbe girare meno

meno colthzan, però i computer non funzionerebbero e costerebbero di più

meno energia però si dorerebbero spegnere i pc e gli elettrodomestici per qualche ora al giorno

meno vestiti, meno consumismo, ma ormai la crisi si sta mangiando anche quello

meno colture intensive, ma poi si spieghi come sfamare le popolazioni della Terra.

Ma anche meno aggressività sociale, meno arrabbiature, meno violenza. più tolleranza verso il diverso, lo straniero in generale l’altro.

Mi sembra che in nome dell’ambiente e del territorio si stiano consumando le guerre peggiori, non solo con le armi, anche con la politica. E allora la parola territorio non avrà più alcun significato.

Guerre per il colzan in Nigeria e Ciad, guerra per il petrolio in Ukraina, per la manodopera  a poco prezzo schiavi in India e in Cina, per le colture intensive utilizzazione di OGM ovunque, guerre varie in Palestina, Afghanistan , nei paesi Arabi. Probabili terremoti n Pianura Padana e in tutti i posti dove si sono fatte le trivellazioni per il petrolio

 

 

Ancora sulle trivellazioni di petrolio

Per vedere se le trivellazioni per trovare il petrolio in Pianura Padana provocano terremoti cosa si fa? Si fa una trivellazione: O non succede niente e allora possono trivellare ancora o crolla di nuovo qualche cosa e è meglio non farlo più: la logica è inappuntabile, peccato che in mezzo ci siano i popoli della pianura. La notizia mi ha sconcertata, perché  è incredibile che per le logiche economiche si continui a portare avanti la trivellazione. Perché non trovare altre energie, tipo quelle naturali? Penso che non si sarà nessuno che cambierà questo dato di fatto: la ricerca delle energie alternative è osteggiata in vario modo. Uno di questi è la trivellazione.

Vi metto un link per conoscere e approfondire e anche vedere un video girato in USA. Buona visione!

http://www.greenstyle.it/terremoto-in-emilia-causato-dalle-estrazioni-di-shale-gas-9577.html

La Nigeria, il mondo e le ragazze – prima parte

La storia di queste ragazze rapite di notte nei convitti delle scuole non mi è chiara. O meglio mi è chiara la situazione, è il silenzio che ci sta attorno che non mi è chiaro.  Non basta che Michel Obama abbia tenuto il discorso alla Nazione e che abbia ripreso una campagna per sensibilizzare il mondo. No, è il silenzio del resto del mondo. Sembra che tutti stiano a guardare, come se non si sapesse bene come agire.  Pare che nel frattempo  le ragazze  siano state convertire all’Islam. Poi forse saranno vendute , più probabilmente saranno sposate, secondo il vecchissimo copione dello stupro dei popoli. Scava scava si scopre che la Nigeria è una nazione ricchissima, il sottosuolo è pieno di petrolio, diamanti, uranio, colzan. Ma è diviso in due parti, una cattolica a sud e mussulmana a nord.  Quindi noi ci troviamo con la tratta degli schiavi che arrivano dalla Nigeria tramite  i gommoni ma anche ricchezze in varie forme: petrolio, diamanti per l’industria, colzan per i cellulari, legno per i mobili. Nulla di più normale mantenere i commerci e  se non c’è una poderosa campagna contro i ribelli che hanno rapito le ragazze, pazienza!. Un bel intreccio fra economia, diritti umani e religione. In fondo sono solo ragazze nigeriane, perché scatenare una guerra economica, penseranno all’Enel. Il fatto che tutta questa operazione l’abbiano portata a termine un gruppo di terroristi balordi non vuol dire nulla, anzi delle due peggiora le cose. Nella foresta sono padroni loro. Non so che cosa accadrà alle ragazze,  spero le salvino, perché a volte la vita può essere un inferno peggiore della morte, ma è certo che tutta questa situazione vede le donne di nuovo ributtate nell’arcaica predominanza maschile. Le  nigeriane non andranno più a scuola, non andranno più nei convitti e lasceranno agli uomini, come sempre, il comando e il governo. E il mondo, fra qualche giorno avrà già dimenticato. Mi viene un lampo pensando che le foto di protesta e sensibilizzazione sono scattate con gli stessi strumenti che sfruttano le ricchezze della Nigeria! Un articolo di un missionario comboniano, di prima mano anche se di qualche giorno fa. http://blog.vita.it/africana/2014/05/07/nigeria-continua-a-scorrere-sangue-innocente/

Un augurio per le ragazze

La metamorfosi di Formigoni

A vedere le foto pubblicate sul Corriere Formigoni ha subito una vera  espropri metamorfosi, simile a quella dell’uomo di Kafka. Già uno che si fa chiamare il Celeste ( niente a che fare con la canzone Così Celeste di Zucchero, altra storia), e che si professa cattolico poi viene sospettato di aver venduto favori in cambio di vacanze , mi fa pensare. Già all’epoca dell’Oil for Food, operazione che dava cibo alla popolazione irakena in cambio di petrolio la Compagnia delle Opere e lo stesso Fomigoni erano sospettai di atti illeciti. Adesso lui vive in comunità, dice che è sempre in gruppo, vuole fare il novello s. Francesco, ma alla fine rimane un vanitoso, arrogante e sovrano di un regno chiamato Lombardia. Ma urticano anche  le persone che non hanno mai detto nulla e che ora si meravigliano. Il sistema era ben congegnato e i socialisti di una volta ora non c’entrano nulla. I ladri si sono moltiplicati all’ombra di B e ora, lentamente qualche cosa viene a galla.

Insieme alla Lega, i ladri di salsicce, hanno ingrassato le  loro casseforti e depredato il bene pubblico. Potranno andare a nuove elezioni quando vogliono, ma credo che non basterà a far risalire tutti e due gruppi. Per fortuna ormai sono livello di gruppo di quartiere!

Le foto

Per rifarci il palato