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IL blog è morto, viva il blog

Anche la tecnologia ha il suo reparto archeologico, vecchi pc cui guardiamo con tenerezza perché vi abbiamo trascorso le prime ore, storditi da questa cosa che non è c’è ordine in quello che cerchi e se non ti punti le pagine sei perso. Oppure un gioco nostalgico con conigli che devono attraversare una scala mobile per poter arrivare alle carote dall’altra parte. non le mangerà mai, nonostante i tornei e le dispute tra amici ormai adulti entusiasti come i bambini. Il Pc era un Lemon, chissà che fine ha fatto.

Poi la comunicazione, i social si dice adesso. La chat che non prendeva mai, le email tra sconosciuti, messenger eccc. Poi il blog dove si può scrivere di tutto. A differenza di Facebook che è abbastanza anonimo qui sei responsabile di quello che scrivi e riconducibile a una persona fisica, sotto la responsabilità di una piattaforma. Insomma parlano di libertà di espressione!

Un blog lo scrivo da sempre, sono riuscita anche a salvare le pagine di alcuni eliminati con la piattaforma intera, tipo Leonardo. Ma dopo l’arrivo di Facebook e simili ho lasciato un poco perdere. Ma è arrivato Matteo Renzi, ha aperto il suo blog e a tutti noi ha dato una speranza. Essere letti!

Ebbene ho pensato che posso dare nuova vita a questo blog alternando pensieri miei sulla politica e pubblicando le mie cose scritte, possibilmente già pubblicate. Perché sui social diciamo sta diventando un macello, sembra di essere su un autobus nell’ora di punta dove tutti parlano, si esprimono liberamente e non si capisce nulla.

Bene, grazie per l’attenzione. Per coloro che mi stanno già seguendo comunico che la Pet è risultata negativa e questo mi lascia altri sei mesi di leggerezza. Poi vediamo.

 

 

 

 

Incontri

Che dire : ci sono rimasta di sasso, con il fiato sospeso. Il racconto della persona che ho avuto davanti è stato  tremendo, in discesa, una discesa sociale senza freni, allo sbaraglio. Non la vedevo da mesi, nemmeno incontri fugaci al bar per il caffè o in pasticceria. In pasticceria vado poco, non stravedo per i dolci, e lì ci sono quelli e meravigliosi cioccolatini che mangerei a mani piene, ma evito. Io evito molte cose: la neve, la guida sul bagnato, i bagni pubblici, se posso, i dolci, i vestiti troppo scoperti e leggeri, il fegato, che mi fa orrore, troppo sciroppo di fegato di merluzzo da piccola, la cioccolata, a volte mi concedo quella fondente al 90 % nell’illusione che non mi faccia male, e la varechina. Ma non la incontravo nemmeno prima, e io pensavo che avesse una vita normale, i turni, i film, le sigarette e la voglia di girare con le amiche. Invece.

L’ho incontrata per strada, un ciao come stai e lei una cascata di parole senza fine, la sua vita stesa sul marciapiede, calpestata da mille ingiurie. Ho trattenuto il respiro, le avevo appena raccontato dei miei problemi con il lavoro, lavoro che lei non trova da mesi, troppo vecchia e troppo stanca. Anche se in realtà non lo è, ma la vita al limite economico ti porta fatiche insormontabili. Per la prima volta qualcuno mi ha raccontato del suo peregrinare per il lavoro, il cibo, e una casa meno costosa.  Solitamente chi lo fa non lo dice, nasconde dietro vaghe parole il vuoto e la paura del futuro. E io mi sono sentita impotente, senza possibilità di aiutarla in alcun modo, perché un mio aiuto saltuario forse sarebbe solo carità, e lei non vuole la carità. Vuole una soluzione ai suoi problemi. Mi sono sentita in difficoltà per averle parlato  dei miei problemi, della mia vita, che la momento scorre. Lei mi ha risposto che ognuno ha la sua di storie, è vero, e le storie sono fatte anche di scelte, aggiungo io. Ma questa crisi così forte non l’ha scelta nessuno e questi drammi sono il risultato di scelte altrui, teppe tasse, troppe chiusure di industrie , troppe chiacchiere dei politici.

Ho visto il film “Le ceneri di Angela” ambientato in Irlanda all’inizio del 1900, fra bambini poverissimi e una vita di stenti che strappa la salute e il respiro. Un bel quadro della miseria e di quello che fa fare la miseria. Ho pensato che la realtà di adesso, per molti non è tanto diversa. Non hanno ancora abiti stracciati e  case distrutte, ma il contenuto è uguale. tengono le luci spente e il riscaldamento spento, mangiano alla mensa dei poveri e non pagano gli affitti.

Ha continuato a  protestare, lamentarsi, sempre più incattivita e io sono rimasta zitta, senza parole.  Poi ha ricevuto una telefonata e si è messa  davanti a una vetrina a parlare sottovoce. Sono scivolata lontano, non sapendo come salutarla, perché tutte le parole mi sono inutili.  Che cosa si può dire a chi sta scivolando nell’oblio e non può essere aiutato?

Avevo perso una password e altro

Torno dopo tanto tempo perché finalmente sono riuscita a recuperare la password del blog. Così ho scritto da un’altra parte, con lo stesso successo che ho qua! Va beh! si sa che i blog ormai sono arcaici e solo pochi e ostinati lettori e scrittori continuano a manifestare idee e pensieri che non siano una sintesi della parola. Perché a volte la sintesi, il twitter per capirci causa problemi. Difficilissimo spiegare una teoria in pochi  caratteri. I blog sono in decadenza anche perchè, secondo il mio punto di vista, se non sei famoso non ti fila nessuno, invece io credo che anche le idee delle persone non famose abbiano la loro importanza.

Sto recuperando molte altre cose, perché un giorno mi sono alzata ed ho capito che non ero io in quel vestito.

Per felicitarmi di avervi ritrovato la canzone che ha vinto Sanremo cantata da Arisa.

Nel 2014…

Ho una lista lunga tre metri per quello che dovrei fare nel 2014.  Mi sa che rimarrà lunga!  La vita non cambia dall’oggi al domani, ci vuole volontà e allenamento, capacità che io, al momento non ho. Voglio riposarmi, rilassarmi, fare quello che mi piace, lavorare al minimo, leggere, ascoltare musica, fare la maglia o l’uncinetto, uscire con le mie amiche. Dimenticavo scrivere, scrivere, scrivere.

Già questa è una lista, che se volessi proprio rispettarla sarei felicissima. Lo so che il mio italiano è scorretto, ma lo faccio con intenzione, vorrei mettere le virgole e i verbi dove e come piace a me, non come secondo le grammatiche o la logica. Liberi. A volte il desiderio di libertà è così forte che sembro una bambina. Invece…quanta esperienza dietro l’apparenza!

Ebbene sarà un 2014 come vuol lui, pazienza. L’impostante è partire con la voglia di percorrerlo tutto, fino al 2015, 16, 17, e oltre. Tutti i buoni pensieri per le vite degli altri, i profughi, gli ammalati, i disperati, i disoccupati eccetera, li lascio nella mia mente, ormai a dirlo sembra quasi una litania ripetuta e senza senso. In fondo che fa! Basta dare due euro  al cellulare e la coscienza è a posto. No, facciamo cose più concrete, ma non so quali. A domani, il 2 gennaio, il giorno  della mia prima nascita.

Oggi il cielo è cupo

Saranno tutte ‘ste notizie poco rassicuranti, dal punto di vista economico, tutte le ruberie varie e il clima opprimente, ma comincio a sentirmi a disagio.  Dovrei scrivere un racconto da mandare a un concorso per ricordare chi mi ha fatto scoprire il mondo della scrittura creativa ma il foglio rimane bianco. Vorrei scrivere una storia con un finale positivo, ma non trovo né trama né parole. Ho incombenze che mi stanno pressando e quando la mente è occupata non c’è posto per altro. Ascolto Adele e la malinconia aumenta!  Spero che la sua energia mi dia la carica per riempire un foglio di belle parole. Ma forse non importa, posso anche non partecipare , in fondo il ricordo si porta nel cuore, come i ricordi di tutte le persone che hanno attraversato la mia vita e hanno lasciato un segno. Io sono il frutto della mia biologia, ma anche di tutti gli incontri sorprendenti con persone molto interessanti e piene di umanità. Lui è stato un periodo, adesso ci sono altri, con cui percorro  strade differenti, forse meno colte, ma più ampie e piene di vita. Adele non mi serve per tirarmi su, ma ha una voce bellissima.

 

Le parole non valgono niente, ma non è vero. I fatti di Torino

I fatti di Torino andrebbero spiegati da un sociologo o da un antropologo. A sedici anni dire bugie credo sia molto normale, ma dire una bugia razzista e accusatrice, capace di smuovere una folla di persone  e di trasformarle in incendiari e nazisti, no. Quanto era consapevole la ragazza di quello che stava dicendo, di colpire i reietti della società, i nemici che l’avrebbero resa vittima di una violenza, per altro mai accaduta? E quanto desiderio di sterminio c’era nella reazione della gente nel distruggere il campo Rom con il desiderio  farli scomparire attraverso il fuoco, che non lascia possibilità di fuga?

E come saranno i genitori di una ragazza che deve inventarsi una bugia sterminante, per giustificare un rapporto , il suo primo che avrebbe dovuto essere indimenticabile ( lo sarà per sempre) e gioioso, (non lo sarà mai più)? In questa epoca di sesso sbattuto ovunque, di rapporti raccontati in ogni trasmissione, avete mai visto Centovetrine alle ore 14, in ogni puntata c’è un letto disfatto e due che ci sudano dentro? Il GF sta rasentando il porno per i vari episodi ecc. Ebbene nell’epoca del bunga bunga c’è ancora chi punirebbe la figlia per avere avuto il primo rapporto con il suo fidanzatino. Ci sta. In ogni famiglia ci sono delle regole. Ma che il timore della punizione arrivi a far dire una tale bugia  fino a  suscitare una tale reazione non lo immaginava nessuno. Addio piccola ragazzina bugiarda e spaventata. Al tuo posto ora c’è una giovane donna spaventata e consapevole del valore delle parole e degli atti.