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Tanto di cappello al popolo di Grillo

Elezioni con il botto. il popolo degli elettori si è diviso in tre gruppi: destra. sinistra, Grillo. Grillo esce da ogni categoria politica, se non che è contro la casta, concordo, e ha questo modo di dire che si accorderà legge per legge. Si può fare, ma se succede che i progetti sono già in attuazione che si fa? Perché a
Parma l’inceneritore parte. Era già stabilito e a nulla sono valse le proteste di Pizzarotti, immagino anche legali. Se un popolo vota per il un partito così fuori dalle regole vuol dire che è molto, molto cosciente e inc….to. Ultima spiaggia forse, forse vera speranza. Ecco speranza, una parola che in pochi hanno detto e sostenuto e che ha fatto presa: speranza. La speranza di un futuro consapevoli che anche le tasse servono, ma che si può e si devono togliere privilegi di pochi a scapito di molti. E’ stato un ritorno alla politica nelle strade e nelle piazze e sul web. Mi congratulo con gli elettori e spero che abbiano anche una via d’uscita per questo casino in cui non si riesce a fare un governo e che quindi le leggi non si possono discutere.
Perché nelle piazze non c’erano anche altri politici?

Voti nel caos

Hanno vinto i grillini aParma e dopo due giorni hanno iniziato a litigare a causa di un tale già buttato fuori dal M5S in aprile.  Un commentatore radiofonico diceva che le liti nei partiti ci stanno. Io non sono d’accordo, in particolare con i  grillini. Fino ad oggi ci hanno raccontato, Grillo poi, che loro sono l’antipolitica , hanno blaterato contro gli altri che ci governano e la prima cosa che fanno è litigare sulla nomina di un consigliere. Nemmeno B. l’aveva fatto in modo così esplicito. Cpme dire che il primo atto pubblico-privato è una lite fra il capo e uno dei suoi sottomessi. Ma le premesse non erano ” uno vale uno”?

Altra valutazione personale sul voto a Parma : chi avrebbe preso amano un debito di seicento milioni di euro fatto dalla precedente gestione di destra? La destra non ci sarebbe riuscita, e allora che fa? Dirotta i voti su grillo , facendo una scommessa: se va bene si prendono le misure per le elezioni del prossimo anno; ma se va male il posto del M5S rimane vuoto e ci sono un 9% di elettori da conquistare. Basta fare delle liste civiche e il gioco è fatto. Cosa sta pensando B.? Alle liste civiche. Vuoi vedere che l’anno prossimo ce lo troviamo con bandana e eskimo a fare le barricate contro le leggi approvate da lui durante i vent’anni di regno! Valutazioni davanti a un caffè ormai tiepido!

Dire, fare…

Dire, fare, baciare, lettera, testamento, pioggia, vento. Una conta di quando ero piccola, per individuare il primo del gioco. Adesso le conte sono diverse e si contano le scarpe (!) . Mi piace l’idea della conta che mette al primo posto il dire, cui segue, a debita distanza il fare, poi le altre  azioni in una sequenza identica nella vita. Si parla molto, e si fa meno, si bacia quando si può, le lettere ormai si scrivono solo con la tastiera e il testamento non si fa più, tanto agli eredi rimangono certamente debiti e poco altro. Chi ha pensato a questa conta conosceva la vita fatta di parole, apparenza e illusioni. Ultimamente mi viene spesso in mente, come una logora cantilena. Ho la sensazione che si parli molto e si faccia pochissimo, sia per la vita che per la crisi. Serpeggia una certa insoddisfazione sulla lentezza con cui si muove il rinnovamento. Si vorrebbe cambiare tutto in fretta, ma non è possibile. Ma il cambiamento lento, il fare, c’è. Un milione e più di firme raccolte per abrogare il porcellum. Non è di poco conto smuovere un milione di persone e far firmare con nome e cognome e documento! Senza campagna pubblicitaria, per di più.  Far cadere il sindaco di Parma furor di popolo. Se non sembra poco! A suon di percussioni sulle pentole e rabbia per il modo di governare. Lascia un debito di sei centomilioni.

Persino la Confindustria ha stilato un documento con cinque punti per affrontare la crisi. Al di là della condivisione o meno, io non sono per niente d’accordo sull’aumento degli anni di pensione, visto che sono a tiro!, si sono mossi anche gli industriali. Ecc. Quindi il momento critico è anche un momento di  riflessione , di analisi e di proposte. tutti ma proprio tutti stanno elaborando il momento. Solo al Parlamento è tutto fermo, forse perché sono consapevoli di aver raggiunto il capolinea, con tutto quel loro dire e mai fare. Ora è il momento di un’altra conta: unci, dunci, trinci, quari, quarinci, un fran, chesh. Chissà cosa vuole dire!

Il blog di Franz per altre informazioni sul fare della gente