Che si fa in casa chiusi per neve?

E’ una domanda che tutti ci poniamo organizzando questo inaspettato tempo libero. Io proseguo con i miei hobby, knitting, letture e cucina, oltre qualche incursione sul web, su FB, forse più approfondita.

Sto leggendo “54”  dei Wu Ming, ho scoperto che c’è un minisito sul il libro QUI Lo trovo molto interessante, e racconta di storia recente che non conoscevo. La storia di Tito mi era completamente sconosciuta. Invece apre prospettive diverse sulla storia moderna e sulle relazioni  politiche degli Stati  europei.

Lavoro a maglia una sciarpa soffice e colorata per la primavera o l’autunno prossimo.

Cucino oggi cioccolata in tazza con una spruzzata di zenzero, piacevole con quel pizzico esotico.

Ho preso uno stop dalla scrittura. Elaboro con la mente, ma non ho voglia di battere sui tasti.

Lo so che non è una vita entusiasmante e un racconto interessante, ma nemmeno parlare sempre della neve, della crisi, dei partiti che ci sdrenano è interessante. Se penso poi che siamo tornati al problema dei produttori del latte che non hanno pagato le multe e le pagheremo di nuovo noi, non ci resta che piangere.

 

La neve e la nostra vita tranquilla

Al supermercato gli scaffali sono quasi vuoti. La merce non viene portata dai tir fermi fuori dalle città. La barista impreca, perché non entra nessuno per un caffè, restano tutti in casa. E gli affari vanno  sempre peggio.Il primo giorno c’era, invece, aria di festa, genitori a spasso con i figli e lo slittino, un ragazzo con gli sci  che sciava in mezzo alla strada già ghiacciata. L’aria era festosa, come di una vacanza imprevista in montgna. Oggi , con il ghiaccio sotto il soffice manto di neve è più pericoloso girare, e quindi sono tutti in casa. A razionare le dosi delle provviste perché non si sa fino a quando durerà questa situazione. Basta la neve per cancellare, o quasi, la normale vita della città, e anche della campagna? C’è una catarsi in tutto ciò. I trasportatori hanno fatto sciopero la settimana scorsa, e non lavorano nemmeno questa!  I taxisti girano malissimo, la merce manca dagli scaffali. Un anticipo di tempi futuri?

Nella città non so , dove abito io strade ancora coperte di neve e ghiaccio e montagne di neve ovunque. La mia auto chiusa tra due muretti di neve , quella che c’è dentro il cancello e quella buttata dallo spazzaneve contro   il cancello. Inamovibile fino al disgelo! A Roma pare sia ancora peggio, ma è caduta meno neve. Può essere che una nevicata blocchi la città?  A quanto pare sì. E i giovani palestrati perché non spalano e i disoccupati perché non si armano di pale e danno una mano? Spero che da qualche parte si faccia. Ma il problema di fondo è che viviamo in un mondo di macchine, auto che fanno barriera alle intemperie. Forse dovremmo averne meno e andare con i mezzi pubblici, se questi non rimanessero bloccati , vedi i treni !

Meglio stare al caldo e attendere il disgelo , che è ancora molto lontano.