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Liste della spesa, dei politici e altro

ieri è scaduto il termine per presentare le liste dei candidati alle elezioni di febbraio. Il motto era: solo insospettabili. Bene, ci siamo detti tutti quanti, vediamo se ci sono. A sinistra non è cambiato tantissimo, a parte Grillo con il suo movimento e Ingroia, alternativo, volendo a Grillo. Ma la destra ha fatto i fuochi d’artificio. Anzi per dimostrare che è coerente ha messo primo in lista uno che ha già fatto tre legislature, ha già subito dei processi e anzi ne ha in corso uno, ha 75 anni.Il suo secondo nel Veneto ha detto papale papale che se no andrà a votare in parlamento è perché ha altro da fare, e la politica non è solo schiacciare un bottone. Altro figuro è Scilipoti, che non lo vuole nessuno, ma se lo terranno, perché così ordina il capo. Insomma un partito nel frullatore delle poltrone, una classe politica sempre più da avanspettacolo e noi qui, a guardare, i piccioni che beccano. Speriamo di no, almeno questa volta.

Beppe Grillo vale uno? O vale di più dei suoi sostenitori?

Beppe Grillo è arrivato ai ferri corti con alcuni dei suoi simpatizzanti. Come in un qualsiasi partito si formano delle correnti di pensiero, che poi si trasformano in altri partiti. Qui, mi pare, il problema è serio, UNO VALE UNO, era lo slogan. Ma Beppe Grillo ha allontanato dal movimento una persona che ha pensato di fare diversamente da quello che ha deciso lui. Al di là delle cose giuste che Beppe Grillo ha reso pubbliche in questi anni e, oltre il Movimento 5 stelle, che si è insediato in molti consigli comunali, spiazza questa imposizione di autorità. Se il 5 Stelle è di tutti, non si capisce perché Grillo allontani uno dei suoi; se il 5 stelle è di Beppe Grillo allora siamo alla pari con Berlusconi. Ciò che mi colpisce è la cronologia di una situazione classica, che accade sempre. C’è un guru che fa affermazioni interessanti, persone che ne condividono gli ideali, gruppi che si formano, vittorie , e alla fine scissioni, quando  le idee non collimano. Per questo vale sempre il detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e come ben si vede non è vero che UNO VALE UNO. E’ solo questione di comando. A essere cattivi non sarà che quel 5% di votanti, che si prevedono alle comunali, fanno gola a tutti?

Mi dispiace invece per le idee, che, come sempre, sono solo un mezzo per altri fini.

Articolo dal il Fatto quotidiano