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Primo giorno di lavoro- Lettera Alla Ministra Fornero

Gentilissima Ministra Fornero, oggi sono andata in ufficio per la prima volta. Prima lo sa facevo altro e ho tirato avanti fino ai 35 anni di lavoro per  godere della mia pensione. E invece lei ha pensato di farmi un regalo sgraditissimo per il  compleanno, noi del 52′), lo devo dire. Sette anni di lavoro in più, se le par poco! Oggi sono andata lì, con il  Bloknotes in mano a prendere appunti per svolgere poi il mio compito in autonomia. Mi hanno dato un corredo di biro e matite che prima invece comperavo direttamente dal cartolaio, ma stia tranquilla, materiale serio e adatto al ruolo, niente fronzoli. Sono stata bene, non c’è che dire. Ma ho avuto un dubbio per tutto il tempo: non era meglio che io me ne stessi in pensione e al mio posto ci mandasse un giovane, che impara e poi si forma la carriera? Non le sembra che il tempo e le energie utilizzate  per formare me, siano uno spreco per lo Stato, in tutti i sensi? Tanto lo stipendio me lo deve dare e la pensione sarebbe inferiore. Sa, in casa non ho un ufficio e quello che sto imparando non mi servirà fra alcuni anni.  Ci ripensi  e metta un post-it sul faldone che passerà al prossimo ministro, prima o poi lo faranno e lei potrà ridere tranquillamente, anche se non avrà trovato i due milioni di euro per gli esodati, lo scriva : la riforma delle pensioni non è stata un granché meglio eliminarla e crearne una VOLONTARIA, così chi vuole lavorare fino a 70 anni potrà farlo, ma chi vuole restare a casa sarà felice e potrà pensare ai nipotini serenamente. La saluto

Se il lavoro non è un diritto che si fa, sig. Fornero?

La Fornero non diventerà mai un gran politico, non ne imbrocca una. Ha già detto e fatto  tante cose sbagliate che ormai siamo  al ridicolo. Il lavoro non è un diritto, secondo lei. Ci andrebbe benissimo se potessimo essere mantenuti tutti e potessimo scegliere il lavoro opthional. Capisco che dalle aule universitarie il mondo lo si veda lontano, ma così lontano mi sembra assurdo. Non può essere un lapsus freudiano, e in ogni caso la dice lunga su quello che pensa la signora. Non ha preparato la lezione in anticipo e va  a braccio? Anche così è un pensiero scorretto per i lavoratori nel mondo. Se poi il suo scrittore di discorsi si è sbagliato, lo licenzi. Insomma non può permettersi un errore dl genere. Sono parole irrimediabili. Poteva dire che non tutti trovano lavoro, che si fa fatica, ma che non sia un diritto no. Per una volta concordo con quelli della Lega che hanno chiesto se ha votato su Topolini e non sulla costituzione. Il primo articolo dice , almeno ancora, che l’Italia è una Repubblica  democratica fondata sul lavoro. Non certo  quello dei deputati e senatori che protestano perché devono lavorare in luglio.

In ogni caso se il lavoro non è un diritto  mandi a casa tutti i parlamentari. Risparmieremmo un sacco di soldi!

Comunque aspetto informazioni sul mio e altrui mantenimento senza il lavoro. Perché mangiare dobbiamo mangiare e il lavoro sembrava un modo onesto per trovare i soldi.