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Maliconia

Oggi ho la malinconia, la voglia di quel che di indefinito che credo potrebbe rendermi felice e quindi mi sento defraudata di quello che non ho nemmeno chiaro in testa!  e’ scesa lentamente come certe nebbie autunnali, che fin dalle prime ore della giornata avvolgono il paesaggio della bruna infinita e biancastra che non lascia trasparire nulla. Ora  è meno frequente, anzi qui è quasi scomparsa. Ma tanti anni fa riempiva il paesaggio. L’indefinito di quello che non si ha e si vorrebbe e in ogni caso non andrebbe bene, perché chissà esattamente che cosa metterebbe fine a questa malinconia. L’età che trascorre, lo specchio che riflette una immagine che assolutamente non è la tua, l’abito che non entra nemmeno a  spingere, o invece un libro non pubblicato o una grande passione per tutta la vita. Non so. Il senso di inutilità fra quaderni e matite nuove, zaini e quaderni. Nostalgia del passato? Quattro chiacchiere con un ragazzino degli anni passati orami grande, che mi ricorda come anche loro, i bambini crescono e diventato adulti e io ho contribuito  a questa crescita almeno un poco.  O è lo strappo di quel giorno,  davanti alla dottoressa e al suo sorriso stereotipato che mi raccontava di una vita obbligatoriamente lontana dai banchi. E io che avevo un mondo ancora da costruire ho deglutito tutto, cancellando dalla mente un mondo che ora torna, lentamente. Intanto ascolto Guccini e non è un grande aiuto per ritrovare il sorriso.

Luca Carboni Malinconia ( non è proprio nelle mie corde, ma illustra bene)

Oggi il cielo è cupo

Saranno tutte ‘ste notizie poco rassicuranti, dal punto di vista economico, tutte le ruberie varie e il clima opprimente, ma comincio a sentirmi a disagio.  Dovrei scrivere un racconto da mandare a un concorso per ricordare chi mi ha fatto scoprire il mondo della scrittura creativa ma il foglio rimane bianco. Vorrei scrivere una storia con un finale positivo, ma non trovo né trama né parole. Ho incombenze che mi stanno pressando e quando la mente è occupata non c’è posto per altro. Ascolto Adele e la malinconia aumenta!  Spero che la sua energia mi dia la carica per riempire un foglio di belle parole. Ma forse non importa, posso anche non partecipare , in fondo il ricordo si porta nel cuore, come i ricordi di tutte le persone che hanno attraversato la mia vita e hanno lasciato un segno. Io sono il frutto della mia biologia, ma anche di tutti gli incontri sorprendenti con persone molto interessanti e piene di umanità. Lui è stato un periodo, adesso ci sono altri, con cui percorro  strade differenti, forse meno colte, ma più ampie e piene di vita. Adele non mi serve per tirarmi su, ma ha una voce bellissima.

 

Malinconia

A volte  mi viene la malinconia, il desiderio di qualche cosa che non è nemmeno chiaro. Un evento, forse, una persona, ma non è detto, un’epoca, direi più l’emozione legata a un determinato avvenimento. Io mi sento così, sospesa fra il presente e un passato che so non esistere più. Andato, perduto.  Molto dipende dai cambiamenti avvenuti nella mia vita cui ancora faccio fatica ad abituarmi, alle cose ancora irrisolte, al futuro incerto nel privato e nel pubblico, alla continua e insistente campagna per l’infelicità. Ma poi sorrido se vedo il mio gatto che dorme nei vasi con le mie piante  sempreverdi malconce e stropicciate. O se riesco a leggere un buon libro, o a stare in compagnia. Sto leggendo  l’uomo senza qualità, ma anche Il mistero del Caravaggio, alternati. E ascolto musica.

Come sempre, nei momenti di malinconia i R.E.M che hanno un effetto rasserenante. Everybody  Hurts