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Inizio di un nuovo modo di vivere

Quando la crisi ti tocca da vicino ti accorgi che è crisi. Ogni famiglia fa i conti con questa situazione inaspettata e così pesante. Chi ha i figli licenziati, chi non può più andare in pensione, chi ha problemi economici con le nuove tasse. Una signora, che fino a ieri era abbastanza indifferente alle strette e alle scelte dei governi, ora comincia a sentirsi nervosa, la sua famiglia e lei stessa sono inglobati nella crisi a vario titolo. Quando un figlio di trenta anni perde il lavoro e tu dei farne il doppio perché non sostituiscono i pensionati ti chiedi che tipo di società stiamo costruendo. Alla cinese penso io, in cui non ci sono più certezze, e si vive alla giornata, accontentandosi di mettere abbastanza soldi da parte per comperarsi una mucca o una capra in campagna, dove si torna. Dove torneremo noi? Le città sono un posto scomodo per coltivare e allevare, ma torneremo alle galline sul balcone e agli orti nei barattoli vuoti, perché si può risparmiare sulla benzina ma non si può rimanere senza cibo. Forse vedo tutto nero per l’ansia che i media mettono, ma ancor di più per come percepisco la realtà, fatta anche di incontri che stupiscono per la cruda realtà.

Dalle farfalle tattoo alle farfalle al ragù

La maternità paragonata a una malattia, o quasi, comunque un modo per far perdere tempo all’azienda, la Rai. Rimani incinta, fai troppe assenze, peggio per te, perdi il posto. E stai a casa a fare le farfalle al ragù, se puoi. Questo è un bruttissimo film, in edizione vecchissima. Anche nell’800 donne e bambini non contavano nulla. Ora contano solo come compratori di merce inutile. Da sempre le donne con le farfalline tatuate sulla pelle, nelle spille, nelle case appartate di uomini potenti ci sono state. E’ così. Abbiamo cercato di dare alle altre donne, nell’ultimo secolo, una dignità e un peso che è stato quasi raggiunto, ma ora sta svanendo. Leggendo i commenti al festival di san remo viene da chiedersi perché ogni volta che si parla di dignità della donna, ma anche delle persone, si diventa moralisti, bacchettoni, mutandoni, come se potessimo vivere in una società libera da ogni regola, che dalle mie parti si chiama anarchia. E invece viviamo in una società piena di regole non scritte: tutte le donne devono essere belle, magre, toniche, disponibili, anche dopo la gravidanza. Non si può invecchiare, non si può vivere come si vuole, altrimenti sei emarginato. Questo conformismo dettato da pubblicità e media sta riportando le donne al’800, oltre al fatto che se rimangono incinta sono un peso. Una donna che ha un bambino costa due anni circa di assenza e supplenti. Alla Rai non va bene, costa troppo.  Ci si chiede sempre perché in Italia nascono meno bambini. In una situazione così è assurdo fare figli per non avere poi di che mantenerli.

Uno dei discorsi che mi ha fatto più riflettere è stato quello relativo alle donne sovrappeso e in età , tipo me, che ho pure i capelli bianchi. Frasi razziste, stereotipate, berluconiane. E io leggendo penso : ci rivedremo fra vent’anni o trenta e e scopriremo in che condizioni sei, che anche con le plastiche, i vestiti da adolescenti e i capelli tinti sempre vecchia appari! Il mio mito é La Lagarde, gran donna.