Due titoli in uscita, in gruppo, ma non sono Manzoni

Capita che io scriva dei pensieri,  racconti le storie di personaggi in corsi di scrittura o progetti in rete. E capita che escano nello stesso periodo.  Mi piace questo confluire di energia positiva. Ne ho bisogno dopo tante riflessioni amare sulla parola scritta, lo sguardo puntiglioso degli altri, la severa visone del critico che c’è in me. La mia parte anarchica rifugge dalle regole imposte, perché diventano catene, ma anche vivere liberi richiede del coraggio. Io non so da che parte sto, tentenno. Ho scritto due cose una in un laboratorio di scrittura, inventandomi un personaggio all’interno di una storia, quindi sotto la lente del gruppo; l’altra in piena libertà, quasi in fretta, con l’urgenza di raccontare i miei pensieri della mattina del due agosto. Per lasciarlo  a chi non ha  memoria della strage e del pericolo costante della democrazia.

Esperienze opposte una faticosa e l’altra incosciente. Ma sono soddisfatta.

Il 16 dicembre 2014 alla Mediateca di S Lazzaro presentazione di “Trailer,” libro del collettivo InDIMondi, Giraldieditore, coordinatore Gianni Cascone, copertina di Pietro Annicchiarico, un mito

Il 12 gennaio 2015 a Ozzano dell’ Emilia presentazione dell’e.book” Il nostro 2 agosto.” Copertina di Gabos curato da Officina Marziani e Luca Martini. Partecipazione gratuita, lavoro gratuito da parte di tutti, Ed Tombolini.

Da Agota Kristof a Elena Ferrante, letture

Ultimamente scrivo pochissimo, leggo molto di più. Ho scoperto Elena Ferrante e ho  terminato l’ultimo libro in un baleno. Mi piace la scrittura fitta e concentrata, ma ricca di significati.

Sono andata in giro  a cercare gli altri volumi della serie L’amica geniale. Non c’erano. Forse li troverò in biblioteca. Meglio, anche se a me i libri piace possederli, tenerli nello scaffale a vista, a volte posare gli occhi e pensare che quella era una bella storia scritta bene. Io non riesco più a scrivere. Mi sembra una attività senza senso, faticare tanto e alla fine essere sommersa da altri autori, altre storie, altre critiche. Nelle librerie e nelle biblioteche ci sono migliaia di autori letti e non e in giro ci sono solo titoli da leggere, volendo, come i detersivi o le acque minerali. Prodotti. Mi viene da pensare che forse non ho più nulla da dire, o meglio che quello che ho da dire è così personale  che non voglio dividerlo con nessuno. Fondamentalmente non ho più voglia di mettermi in discussione, di offrirmi alle critiche e anche agli apprezzamenti. Intanto leggo bravi autori e devo dire che mi diverto. Ultimi titoli:

La mia famiglia e altri animali, ( lo consiglio vivamente agli amanti della natura),

Storia di chi fugge e e di chi resta, ( Elena Ferrante)

L’analfabeta ( Agota Kristof)

Il Paradiso è altrove ( Mario Vargas Llosa)

Inizierò a leggere

Memoria del fuoco ( Galeano, 1 parte di tre).

 

 

Aspettando che il pesce scongeli

Che confusione! Da ogni parte, sia chiaro, sia nella vita politica che nella vita e basta. Gioco a giochini stupidi aspettando :

che il ginocchio guarisca, finisca la conta dei QUOTA 96, per sapere se andrò poi in pensione, si decida per i docenti fuori ruolo, che il pesce si scongeli, che il giochino si ricarichi che le vite finiscono subito, e io non voglio spendere soldi, che il governo faccia qualche cosa, che la politica si muova, che i  5S diano un colpo di reni, anziché  bamboleggiare, che si sia qualche film decente in tv, che mi vengano idee per il nuovo romanzo, e che tutto diventi più chiaro, meno confuso e nebbioso. Non è per caso, tranne il pesce che si scongela. Il tutto è voluto. Dai mezzi di comunicazione e dai politici. ormai alla sera spengo la tv e leggo un libro. Ho noia anche dei libri. Basta, vado a fare il pesce. Per il resto può aspettare.  Ma una domanda mi frulla in testa : il nuovo dov’è? Non c’è, come nella moda,  ora si ricicla tutto, specialmente le idee ammuffite e obsolete. I nomi delle tasse per esempio. Potevano chiamarla TRISTE. Una tassa triste è il massimo!

 

Alice Munro, per me un mito, per il mondo il Nobel alla letteratura

Lei è il mio mito letterario, inarrivabile, semplice e complesso allo stesso tempo. Ho tutte le sue opere, che a volte rileggo altre utilizzo per spunti o idee da sviluppare. La prima opera letta è stata “Nemico, amico, amante.” Leggendo le pagine iniziali avevo  la sensazione fisica di gustare descrizioni e scene del Canada anni ’50. Vita di provincia lontana  con relazioni familiari così simili a tante altre nel mondo.

Sì sono molto contenta, penso sia meritato come riconoscimento a un tipo di scrittura particolare e a un genere poco  niente apprezzato in Italia.

Non piace solo a me! Ecco una intervista allo scrittore Frozen

intervista dal Corriere

Libri da leggere.

Questa sera consiglio due libri da leggere, di amici. Due libri doversi anche per come sono stati prodotti.

Francesco Salis  “Posto di guida”

Franz è un blogger che fa il taxista e scrive le sue avventure notturne alla guida della Cavallona, la sua auto. E’ vegano, rispetta la natura, è molto legato al rispetto dell’ambiente in generale. Anche nella stampa del suo libro  ha voluto cara a basso impatto ambientale. Il libro lo trovate nelle librerie on line.  Ecco il sito di Franz a cui auguro un bel successo di lettori. Fa sempre piacere quando si annuncia una nascita!

Mauro Maggiorani  “Ballata del tempo sottile”

Altro libro pubblicato da un compagno di avventure di scrittura. Mauro Maggiorani l’ho conosciuto in un laboratorio  e con altre 20 persone abbiamo scritto un romanzo. E’ una persona semplice e alla mano, molto lontano dall’idea che si ha di uno storico e professore universitario. Ci ha informati giorni fa della uscita del suo libro e oggi della intervista di Marilù Oliva nel suo blog .

Auguro ad ambedue un successo che ricompensi della fatica della scrittura! Auguri.

Cambiare

Di notte faccio fatica a dormire e allora mi sveglio tardi alla mattina. Posso permettermelo, per fortuna. Una telefonata ha interrotto il mio sonno: mi hanno informato che ho cambiato lavoro: impiegata o meglio bibliotecaria. Io che di libri ne leggo molti  e ne scrivo, ma in quanto a catalogazione non so nulla, sono contenta alla fine. Più ore ma più tranquille. Ebbene in fondo come dico sempre l’importante è essere qui a parlarne. Va bene anche così. Intanto ringrazio la Fornero, che mi ha regalato altri tre anni di lavoro, poteva farseli lei, anzi tutti quelli che ha aggiunto a noi poteva farseli lei, per una riforma fallita. Mi scusino disoccupati, ma dopo 38 anni si può desiderare di stare a casa in salute e non per una malattia. Va bene, festeggiamo, in fondo non sono in mezzo a una strada. Ora ho un altro problema: dove sono finiti i libri della biblioteca comunale che ho mescolati ai miei e smarrito durante il trasloco? Come premessa al nuovo lavoro non è male.

Dopo il mio passaggio

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Scrittori, lettori e librerie

In questo periodo conosco almeno tre scrittori che sono in giro per presentare il libro pubblicato. Anche sei se conto tre che non frequento abitualmente. Mi chiedo se tutte le persone che presenzieranno in libreria acquisteranno il libro. Mi auguro di sì, perché scrivere un libro è una grande fatica che va premiata. Ammirevole la costanza che ci vuole per mettere la parola fine all’effluvio si parole che escono dalla penna appena ci si siede , o si scrive al pc. Detto questo, visto che anche io appartengo al gruppo degli “scrittori” mi chiedo se vale la pena faticare tanto e poi trovare il libro già accantonato dopo due mesi. Ho letto con attenzione questo Post  di un libraio che parla della stategia di mercato della Mondadori per vendere libri. E spingere alla produzione di e-book, che costano molto meno e richiedono molto meno magazzino. Ciò che emerge è la difficoltà a distinguere la qualità le varie opere pubblicate, e come penso io, alla difficoltà a pensare chi resterà nella storia della letteratura fra tanti, tantissimi. Io no di sicuro, non possiedo le competenze necessarie né un giro di amici scrittori così ampio da potermi affermare. Tralascio la diatriba secolare fra l’auto pubblicazione e la pubblicazione da casa editrice. Io credo che uno debba pubblicare dove gli pare e meglio ancora dove riesce e non è detto che il libro di una casa editrice sia meglio di uno on-demain.

E’ con questi pensieri che mi pongo davanti al quaderno ( io prima scrivo in nero  a mano su quadernoni scolastici a quadretti possibilmente della serie Natura, marca Pigna) e metto mano al mio ultimo romanzo per inserire un personaggio nuovo. Vorrà dire che lo farò leggere solo agli intimi!

Alcuni scrittori in presentazione sono:

Milvia Comastri con Colazione con i City Remblas   Il 17 a Monza

Serenella Gatti Linares con Era ed è ancora il 17 ore 17,30 Armonie Bologna

Fabio Cicolani con la Trilogia di Omnia dove non lo so, reduce dal Festival di Lucca

Se capita andate, loro sono persone gradevoli, simpatiche e a loro modo originali.

Per i libri da buttare invece qui, le interessanti riflessioni di un libraio di libri usati.

 

 

Libri, enciclopedie e ricordi

Alla conta dei libri ne ho troppi. Non riesco a sistemarli tutti normalmente, figuriamoci in un ambiente più piccolo! E le enciclopedie? Arte, fiori, esoterismo ( un regalo inaspettato), cartoline ecc. Interessano solo a me e quindi me ne dovrò liberare. Insieme alla enciclopedia Conoscere, tenuta per nostalgia. Un ricordo della mia adolescenza, quando leggevo le enciclopedie per passare il tempo. Oltre alla Conoscere, che apprezzavo moltissimo per i disegni, ho letto tutta l’enciclopedia Motta  (12 volumi). Allora erano tempo duri per le ragazze, si poteva uscire poco e sempre a orari definiti. E quindi oltre ad ascoltare la radio si leggeva e si faceva la maglia. Credeteci, ero veramente brava! Anche adesso me la cavo bene! Torniamo alle enciclopedie, perché il settore hobby non l’ho ancora affrontato! Mi chiedo se la campana della carta le conterrà tutte. Però mi dispiace, perché oggi si usa internet, ma siamo sicuri che sia corretto? Ma forse in questo mondo imperfetto e in cambiamento costante l’enciclopedia non ha molto senso. Mah! Ho notato che i mobili moderni, tipo le cucine sono studiati per contenere tutto quello che invece ora sta fuori utilizzando contenitori adeguati. Tutto ordinato e a portata di mano.  E fuori nulla. Troppo ordine mi mette ansia da ospedale!

Comunque mentre sono alla ricerca delle cose superflue e da buttare ritrovo oggetti e indumenti dimenticati in fondo  a una cassa, o dentro un mobile. Ho trovato  i costumi di carnevale che avevo realizzato molti anni fa  con pailettes, tulle e raso azzurro. Una tenerezza infinita, ma non nostalgia. Come un vecchio cappello da strega usato per Halloween, impolverato e ammaccato. Lo regalerò a qualche streghetta piccola e moderna!

Anche questo fa parte dei ricordi….

 

 

La memoria nei pixel

Le piattaforme della rete non sono eterne, cambiano, si cancellano, si fondono, scompaiono e ricompaiono Non so perché. Nella mia mente la rete ha uno spazio illimitato, ma credo non sia vero. é già da alcuni anni che il fenomeno cancellazione si ripete, infatti il blogger accorto fa il salvataggio di ciò che pubblica. Non sempre. Io fra quelli. Metti poi di essere al mare e di non avere internet per scelta torni a casa e trovi il tuo vecchio blog cancellato, pur restando nelle pagine di google traccia degli scritti o delle fotografie. Per molti, anche per me , il blog è uno spazio di scrittura libera, un brogliaccio di commenti e fotografie varie, ma il blog che ho perso é quello della scrittura, dove avevo pubblicato brani e foto di incontri e avvenimenti. Non c’è più. Restano le foto nel mio computer, che se non sto attenta rischio di perdere. Nel caso in cui il portatile mi cada, si rompa la scheda madre ecc.  come è già accaduto. Io i racconti o i romanzi li scrivo prima su un quaderno, quindi rimane traccia di quello che ho messo sulla pagina bianca, ma le foto no.Sono solo nel pc.

Piccoli spazi di pixel, memorie labili di avvenimenti e incontri. Non le faccio stampare per pigrizia, tanto sono lì, come lì era il blog che non c’ é più. La traccia di ciò che ho scritto e fotografato si è persa. La memoria di quegli avvenimenti ora è solo nella mia testa, che nel tempo modificherà il ricordo, fino a trasformarlo in altro. Ma non importa. Ciò che conta è l’oggi, quello che si fa ora e domani. Più che mai in questo periodo conta il presente, anche nei blog. A volte rileggendo pagine antiche sembra di ripetere concetti di oggi. Altre volte ci si stupisce della propria capacità narrativa, ci si sorprende, altre si ricrede della propria sanità mentale. Oramai è accaduto, il blog non c’è più. Ne aprirò un altro per i miei racconti,  dove potrei pubblicare anche un romanzo, a puntate, corte. Vedremo. Intanto un saluto a “ritazaghi.leonardo.it/blog”  scomparso nel mare della rete. Ma è pur vero che niente va perso nel mare di internet, quindi aspettiamoci che qualche cosa ritorni indietro!

Vado via, in ferie, evviva

So che per molti le ferie sono un sogno, nel senso che dati i tempi è meglio evitare. Ma io sono due anni che per motivi vari, indipendenti da me, sono rimasta a casa anche quei sette giorno all’anno. A parte alcuni brevi soggiorni da un’amica.

Parto, una volta tanto senza tutto l’armamentario delle vacanze in appartamento, tenda, e simili. Erano vacanze a mezzo ,ma libere  dallo schiavismo del tutto compreso.  Cercherò  di utilizzare   tutte    le risorse a disposizione, per vedere l’effetto che fa. Le mie vacanze poi sono turistiche e stanziali. Amo vedere  luoghi, piazze,  paesi nascosti in questa Italia martoriata ma bellissima. Ho paura, è vero, di quelle stradine piccole piccole, a cavallo delle colline dove i paesi mediovali scrutano l’orizzonte, in attesa dei briganti a cavallo, che non arriveranno più. Meglio l’auto.  Temo per l’auto che a volte   fatica a passare, anche con gli specchietti ritirati come lumache spaventate ;capisci perchè in molti usano l’apecar o la Panda quattro ruote motrici.

Uno dei ricordi più buffi fu una strada  abbandonata , ma ancora percorribile con il cartello dell’Anas che avvisava di averla dismessa. Mi scappava da ridere al pensiero delle altre strade Anas non dismesse, ma purtroppo nelle stesse condizioni.

Dentro la mia valigia sono un quaderno, un libro, un piccolo astuccino con penne e matite, il manoscritto del mio romanzo da correggere, se si incappa in un giono di pioggia,il minipuzzle per il relax totate e tutto ciò che serve per il mare, compreso un pull caldo e un  impermeabile. Una  valigia  grossa e  pesante.  Non prenderò il pc, sarà un digiuno totale, dall’informazione, dalla tv e dai giochi on line. Saranno invece presenti cellulare, ipod, macchina fotografica. Come tutti direi!