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Invecchiare con stile

E’ obbligatorio invecchiare con stile? E’ indispensabile? Non si può andare avanti lasciando perdere chirurghi plastici, parrucche e lettini abbronzanti?

In questo mondo sempre alla ricerca della perfezione fisica, dovuta a photoshop e al denaro speso per affidarsi ad altri che decidono come vestirsi, che cosa mangiare, come muoversi e cosa fare, non inseguire questi canoni è uno sfregio. Invece io penso che fare una vita libera dai legacci dell’apparire sia  molto rivoluzionario. I capelli bianchi, ci tornerò di nuovo, il giro vita più largo e quei colori che non sempre si accostano benissimo sono un atto di estrema libertà, prima di tutto intellettuale poi fisica.  Noi che abbiamo lottato tanto per non portare i calzettoni di pizzo bianco fino a 14 anni, e che abbiamo accorciato le gonne dopo Mary Quant, litigando con i genitori possiamo permetterci di tutto. Naturalmente c’è il limite della salute e di un buon rapporto con se stessi. Fondamentalmente io non amo molto le nonne che sembrano le figlie e le nipoti, quegli esseri strani che non sai quanti anni hanno, ma che dimostrano di essere succubi della moda, senza età. Mi piacerebbe che fosse una scelta libera, non determinata dall’ obbligo di apparire  sempre giovani. E anche vero che ormai è tutto massificato, uguale, non c’è differenza fra le diverse età, ma solo fra le diverse taglie. E’ una bella costrizione anche questa! Ci sono pochissimi abiti per persone oltre. Come se il non stare a dieta e il non seguire certi canoni estetici sia sbagliato e punito con sacchi neri e camicioni scuri e  tristi.

Ebbene io vorrei lanciare un sondaggio:

secondo te le donne devono seguire i canoni estetici

si o no?

 

Nel 2014…

Ho una lista lunga tre metri per quello che dovrei fare nel 2014.  Mi sa che rimarrà lunga!  La vita non cambia dall’oggi al domani, ci vuole volontà e allenamento, capacità che io, al momento non ho. Voglio riposarmi, rilassarmi, fare quello che mi piace, lavorare al minimo, leggere, ascoltare musica, fare la maglia o l’uncinetto, uscire con le mie amiche. Dimenticavo scrivere, scrivere, scrivere.

Già questa è una lista, che se volessi proprio rispettarla sarei felicissima. Lo so che il mio italiano è scorretto, ma lo faccio con intenzione, vorrei mettere le virgole e i verbi dove e come piace a me, non come secondo le grammatiche o la logica. Liberi. A volte il desiderio di libertà è così forte che sembro una bambina. Invece…quanta esperienza dietro l’apparenza!

Ebbene sarà un 2014 come vuol lui, pazienza. L’impostante è partire con la voglia di percorrerlo tutto, fino al 2015, 16, 17, e oltre. Tutti i buoni pensieri per le vite degli altri, i profughi, gli ammalati, i disperati, i disoccupati eccetera, li lascio nella mia mente, ormai a dirlo sembra quasi una litania ripetuta e senza senso. In fondo che fa! Basta dare due euro  al cellulare e la coscienza è a posto. No, facciamo cose più concrete, ma non so quali. A domani, il 2 gennaio, il giorno  della mia prima nascita.

Intervento dello Stato nella vita privata…non da oggi

In questi giorni , fra le varie proposte per fare cassa, i ministri hanno proposto di mettere una tassa sulle bevande zuccherate e sul  junk food, sulle sigarette dcc. Poi non hanno approvato nulla perché sono indecisi: mettere una tassa sulle bevande zuccherate vuol dire interferire con le scelte personali dell’individuo? Ha subito tuonato qualcuno. E già allora lasciamo che tutti si ingozzino di cibo e bevande che fanno male, perché così sono liberi. Io penso che ci siano altre leggi che limitano la libertà degli italiani sul piano privato e personale, molto più importanti di una tassa sulle sigarette.

Per cominciare la legge 140 sulla fecondazione assistita, già criticata dai giudici una ventina di volte e pure dal Tribunale dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Poi abbiamo la legge sui Dico, che impedisce alle famiglie arcobaleno di essere riconosciute. Poi abbiamo la legge  sull’aborto, che piano piano sta per essere strozzata dalle obiezioni di coscienza dei medici e dalla burocrazia ( salvo poi pagare cifre enormi per farlo in privato), poi abbiamo il testamento biologico, negato perché l’eutanasia non è possibile, così teniamo gente in situazioni di vita vegetale, che invece avrebbero voluto porre fine alle loro sofferenze con dignità.

Quindi siamo prigionieri dello Stato dalla nascita alla morte, nelle scelte sessuali e di vita. Queste sì che sono interferenze nel privato degli individui, non certo tassare la coca cola . Perché va detto che  le multinazionali del tabacco e delle bibite possono mettere seri ostacoli a leggi che le danneggiano, invece noi  cittadini nulla possiamo contro un Parlamento che legifera sulla nostra pelle seguendo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, come se abitassimo tutti nell’oratorio parrocchiale.

Per fortuna che i tempi si evolvono e comunque le persone stanno cambiando mentalità e tendono  a fare quello che gli pare, anche a rischio della salute.

Non facciamoci prendere dal panico

La Legge Reale no. Lasciamola dove sta. Perchè così, riproponendola, vincono i blac blok, se cambiamo le leggi sulla libertà personale. Più soldi alla polizia e strumenti moderni, benzina per le volanti e un numero maggiore di poliziotti equipaggiati in modo attuale, e la sicurezza è certa.  Altro che la Legge Reale, poi apriamo alla legge Rocco  e il cerchio si chiude.

Chi non ha vissuto  negli anni 70 non ha idea di quello che succedeva. La libertà va tenuta stretta e anzi, va tutelata, non ceduta all’ l’emozione del momento. La reazione alle violenze di sabato è già qui : smascherare gli incappucciati, raccontare al mondo chi sono coloro che si nascondono dietro un fazzoletto nero o una maschera e che dopo aver studiato in Grecia come si fa guerriglia sono arrivati in Italia, a Roma. Rimane comunque il vero e unico dubbio: perchè solo a Roma?

E aggiungo io far pagare i danni a coloro che hanno distrutto, o metterli ad aggiustare le strade, rimuovere la ferraglia  bruciacchiata  delle auto sotto gli occhi indignati delle vittime. Un sano bagno di reltà.