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1 Maggio, Festa del lavoro?

Oggi si festeggia il primo Maggio fra garofani, inaugurazioni e disperazione. Si festeggia il lavoratore, che non dovrebbe fare più di 8 ore al giorno e avere un lavoro per vivere con dignità. Dignità parola grossa attualmente .  Lavoratori se hanno il lavoro altrimenti disoccupati . Nell’ultimo mesi i disoccupati sono aumentati alla faccia di tutte le riforme del lavoro favorevoli alla Confindustria. Tanto favorevoli che stianno svendendo tutte le attività agli stranieri, cinesi in prima linea, i cui lavoratori prendono 3 euro forse all’ora e sono quasi schiavi.

Conosco persone che lavorano a 3 euro all’ora anche in Italia, altre che vivono con 350 euro al mese, tutto compreso. E non sono pensionati con la pensione minima sono lavoratori e non disoccupati. Sorridono e vanno avanti.

Si inaugura l’Expo, che sinceramente non ho seguito molto, troppe polemiche attorno al cibo, che serve per non morire di fame e invece in molti ci si ingrassano abbondantemente. Non con il riso o la tapioca ma con il denaro utilizzato per costruire questo mostro.  Nessuno parla dei lavoratori anche volontari, senza stipendio quindi per mandare avanti una esposizione il cui costo è triplicato.

Ultima annotazione: bisognerebbe proporre mi hanno detto. Propongo che il denaro venga ridistribuito a cominciare dalle pensioni d’oro, in modo che tutti possano vivere dignitosamente. Oltre alla proposta si far entrare gli operai nel Consiglio di Amministrazione delle industri. Il problema è che industrie non cene sono quasi più. Buon Primo Maggio.

Se ci comprano i cinesi…

Se i cinesi acquistano i nostri debiti che cosa vogliono in cambio? Ci salveranno dalla recessione e dal fallimento in cambio di che ? Non gratuitamente, penso. Sono arrivati in Europa spinti dall’economia dei più spregiudicati affaristi con le cineserie a prezzi quasi zero e noi abbiamo abboccato. Non abbiamo visto che dietro lo sparuto gruppo dei negozianti ci sono  un miliardo e mezzo di cittadini affamati e desiderosi del nostro benessere. E se per caso a loro non interessa, poco male, ci sarà la pubblicità a far venire i bisogni. Dunque che cosa gli daremo in cambio? Che già non abbiano. Contratti stracciati e pagamento quasi a zero delle ore di lavoro, come sta avvenendo. Mi dicono che in Cina non è tutto rose e fiori, gli operai si stanno organizzando e diventa più difficile fare dei guadagni. Ma loro sono tanti e noi un numero minuscolo, una punta di spillo direi.  Vuoi mettere uno sciopero di cinquecento  milioni di persone, loro, contro un milione, noi?
Proprietà dei monumenti e delle zone di interesse turistico saranno molto desiderate,
da  vendere  poi agli americano, inglesi o arabi , meglio gli arabi, sono più  ricchi . Alla fine si studierà il cinese nelle scuole e si mangerà riso alla cantonese anziché risotto allo zafferano. A me non cambia molto, ma la libertà ne soffrirà certamente. Quindi forse, prima di venderci ai cinesi è meglio pensarci. Si sa mai che il prossimo presidente non abbia gli occhi a mandorla, alla faccia della Lega che tace e tace, pavida e opportunista!

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