Tag: internet

Ci sono ancora..

Eccomi, frastornata, stanca, dubbiosa ingrassata ma ci sono. Tre mesi di isolamento, utilizzo del delivery, del pc e della tv, dei detergenti e delle mascherine. Mi sono abituata al guscio, alla permanenza in casa con costanza e determinazione e faccio fatica ad uscire. Non mi fido di nessuno. I politici fanno quello che possono, l’economia arranca, la gente si comporta come prima, quando il coronavirus era sconosciuto e la distanza era solo quando andavi al mare o in viaggio. Adesso esco con mascherina, guanti nella borsa, igieneizzante firmato medio. Un viaggio nell’ignoto perché non so se tornerò sana o infettata. Quindi esco poco. Anche perché i morti sono sempre tanti. Ieri erano seicentosessanta, metà della regione Lombardia che ha il primato mondiale degli infettati e specialmente morti, principalmente nelle Rsa e nelle terapie intensive.

Dove sono?

Finalmente un periodo tranquillo, ho pensato il 27 gennaio 2020. Abbiamo vinto le lezioni dell’Emilia Romagna, sconfitto il felpa e lo stuoino, riportato la gente in piazza contro l’odio e il razzismo. Abbiamo vinto, mi ci metto anche io perché ho partecipato emotivamente a tutto. Ebbene no, nemmeno un giorno di riposo. E’ iniziata la pandemia, dice pandemia anche  l’OMS. Dalla Cina inoltre. Quindi adesso si sta scatenando il panico, il razzismo e la xenofobia contro i cinesi italiani e non. Fino a domenica convivevamo tranquilli, abbastanza, adesso i social e la stessa parte politica si sta scatenando. E primo fra tutti chi? Sempre lui, che per un voto in più sarebbe capace di allearsi con Satana. O l’ha già fatto? Quindi ricominciamo a rintuzzare gli attacchi. Le stelline sono scomparse, sembrano quelle in brodo che si mangiano con il raffreddore!

Fb, il bullismo e il pensiero unico

In questi giorni ho commentato molto su Fb e naturalmente sono stata bullizzata. Cioè uno a caso ha estrapolato un mio commento e l’ha inserito in un a codice in cui diceva ai suoi seguaci di linciarmi. Per fortuna non c’era molto da linciare, il mio era un commento moderato e raziocinante che terminava con un ognuno guardi quello che vuole.  Purtroppo la mia inesperienza gli ha permesso di cancellare il post e evitare una querela. Mi ha avvisato una persona che non conosco, ho salvato il post sugli articoli da salvare ma non è stato sufficiente. Sto cercando se lo trovo nella rete, ma dubito, visto che lo ha cancellato alla fonte.

Mi chiedo che senso ha invitare coloro che leggono i post a linciare qualcuno, forse sono alla ricerca di quel Pensiero Unico che tanto negano. Una mi amica, a cui ho raccontato l’episodio mi ha detto di smetterla di  commentare e di dedicarmi ad attività più leggere.

Ebbene no, non posso farlo. Siamo in un momento epico della storia italiana. La trasformazione, che non è cambiamento è assoluta. Stiamo tornando agli anni ’50 sia nella stile di vita, povertà, incertezza, lavoro che salta velocemente, che nei diritti con l’avanzata di teorie medioevali sul ruolo della donna. Ricacciata nell’angolo della casa a conservare il focolare, curare i figli,  far quadrare il bilancio, messo in crisi dal lavoro che manca. Poi i diritti due Gay e del fine vita. Tra poco toglieranno anche i canali tv, o faranno  la tv monotematica, stanno già dicendo che i giornali devono mantenersi con le proprie entrate e che dalle grandi opere si deve arrivare alle piccole opere.

Negli anni ’50 ci sono già stata e di tutto questo ne ho già avuto prova, vorrei evitare di tornarci. La donna succube del marito economicamente e psicologicamente, la tv che non lascia vedere il mondo oltre la siepe, i diritti che non ci sono li ho già vissuti e ne ho avuto abbastanza. Se il mio ostinarmi a diffondere filmati, riflessioni  e ironia su quello che accade mi costa sopportare qualche atto di bullismo da gente ignorante, pazienza.

Supero prove ben più complesse.

All’autore di tutto ciò auguro di fare la mia strada e non sarà in discesa.

 

Rosa nei capelli

Il parrucchiere mi ha sorriso, mi ha accolto nel suo salone quasi entusiasta. Si è sbracciato per farmi accomodare sulla poltroncina illuminata dalla luce esterna.”Cosa facciamo oggi? E’ tanto che non ci vediamo.”

“Da luglio, le avevo detto che ci saremmo visti in autunno!” Muove i capelli bianchi e li studia con fare distaccato.” Tagliarli direi di no , o pensava a qualche cosa di diverso?” Mi scruta, mi conosce abbastanza per sapere che io con i colori e i tagli dei capelli ci gioco, da sempre direi.

” Vede qui” sollevo una ciocca” ecco vorrei rifare questo”

Lui si sofferma ancora e aggiunge: ” Ma permanenti o quello che durano tre giorni, una settimana? Da lei sono durati molto, il suo capello assorbe molto il colore, e’ la prima volta che mi capita in tanti anni di lavoro , e ne ho visti. Questi sono sottili, fragili.”

“Ecco, io ho pensato di farli con le mèche color fenicottero, come a luglio, ma più leggero.” Lui mi guarda molto sorpreso e dondola sulle gambe, poi si allontana e torna con un mazzo di ciocche colorate.” Ecco questi sono i colori delle extension. ” li accarezzo un attimo, guardo il fucsia, il viola e il rosa leggero, li voglio più delicati di luglio ma visibili. Voglio le mèche rosa che spiccano sul candore della chioma. Ho riflettuto su questa scelta per un mese almeno. E’ l’alternativa alla tinta, e io adoro le alternative. Dopo un’ora sono pronta per uscire pettinata, i capelli del colore di una rosa canina alternato al bianco .

” Sa lei mi piace perché e’ piena di vitalita’. Nessuna delle donne che vedo qui i dalla vetrina hanno questi capelli. ” Gli faccio un gran sorriso, mi piace quando mi fanno dei complimenti.” “In città se ne vedono di più, anzi avevo pensato di andare da Orea Malia’ per il colore. Poi ho pensato che rosa o nocciola per lei è uguale! Buona giornata! Ci vediamo verso Natale.” E sono uscita felice.

Manco a farlo a posta, ho incontrato una ex collega, di quelle che sanno tutto di tutti e mentre ci scambiavamo i soliti salamelecchi mi sono chiesta : ” Chissà se le piacciono le mèche rosa. ” Non lo saprò mai.

Politica a lungo raggio

L’obiettivo di questa campagna di razzismo e parole odiose, tipo parassiti riferito a uomini, ha come obiettivo NOI. Sta cercando, e ci sta riuscendo, di scardinare le ultime tracce di umanità, tolleranza, e analisi critica che rimane. Un popolo arido si lascia manipolare meglio, basta fargli credere che quello che fai è per lui, i suoi figli, il suo bene. Un popolo assoggettato si adegua in fretta a quello che c’è. E in questo momento i due partiti al governo stanno facendo questo: cercano di cancellare il nostro passato civile. Da una parte Salvini che brutalizza la convivenza sociale attaccando gli immigrati, i Rom, e i gay, poi sarà la volta delle donne, poi i vecchi, gli ammalati in un crescendo di follia che ci farà apparire il passato come un paradiso. Restano fuori i maschi euroasiatici, che possono fare quello che gli pare, comperare armi, drogarsi, giocare basta che lavorino come schiavi, perché non essendoci più altri saranno loro a lavorare, pagati una miseria, sottomessi al potere dell’economia per poter campare. Dall’altra il Movimento 5 Stelle che sta sgretolando la democrazia, togliendo il concetto di partito, diventato un movimento senza punti di riferimento, filosofia su cui appoggiare le proprie scelte se non la convenienza estemporanea. In questi giorni è stato un sì, un no, un sì, un no per la Tav e la Tap,  come se i grandi lavori fossero vestiti da cambiare a piacimento. E non investimenti allunga scadenza e trasformazioni del territorio. lentamente cancellano il bisogno di rappresentanza, di democrazia con l’introduzione della Rete per decidere il da farsi. Così attribuisce un potere enorme a chi la piattaforma sa usarla, ai pochi esperti pagati dalle lobby. Di Maio l ‘ha già detto che in un tempo non lontano si farà tutto con la Rete ma la Rete è anche il lato oscuro, la delinquenza, tutto ciò che è nel lato buio del mondo, prostituzione, armi, droga, colpi di stato e chi più ne ha ne metta. I gattini, i fiori, i bellissimi piatti di cibi ci distraggono, ci fanno credere che andare  oltre non sia possibile e che prima o poi tutto finirà al meglio, ma non credo sia così.

E il romanzo non piace?

Una persona che conosco, amica? non so, aveva accettato di leggere un mio romanzo e fare un poco di editing, visto che lei si vanta sempre di saperlo fare. La storia di questo romanzo è, direi, travagliata. Scritto degli anni 2000, dato ad una agenzia per fare l’editing , pasticciato il tutto e quindi ritirato, rimesso nel cassetto, nuovamente proposto a due persone  che non hanno finito di leggerlo. Quindi ne deduco che è bruttissimo. Forse noiosissimo, forse inaccettabile. Sono solo io che amo le storie dei senza storia? Mah!

La mia amica mi da appuntamento per bel quattro volte. Io ogni volta mi preparo piena di entusiasmo, anche con l’idea che non piaccia, sia orribile. Ma sono adulta e in grado di affrontare le sfide della vita, che se fossero solo queste, sarei a posto. Ogni volta si rimanda quasi all’ultimo. La prima volta per causa mia, lo ammetto, le altre per problemi vari suoi. Quindi le ho chiesto al telefono, mezz’ora prima di partire da casa, se è così orribile, come intuisco. Ma no, mi piace ma si vede che è ancora grezzo, che non è un romanzo, queste sono le bozze. E che allora l’agenzia che ha fatto? Non risponde e io che non amo gli scontri le dico di stare tranquilla che lo riprendo in mano, poi vedrò.

Il problema di fondo è che io a questa storia o meglio alla motivazione delle storia ci credo, sono convinta che possa piacere, ma un romanzo storico deve avere delle caratteristiche particolari e non sempre piace  a tutti.

Proverò di nuovo  a metterci le mani, forse a riscrivere alcuni capitoli, a rivedere le correzioni della agenzia e umilmente ripartirò. Ma lo voglio vedere finito prima o poi!

Ho anche deciso che non chiederò mai più a qualcuno di leggere qualcosa di mio, primo perché i tempi sono infiniti, secondo se non piace non riescono  a dirlo!

Dicono che se proprio non si riesce a pubblicare è bene farlo sul blog. Mah! Non sono sicura che sia una buona strada.

 

 

 

IL blog è morto, viva il blog

Anche la tecnologia ha il suo reparto archeologico, vecchi pc cui guardiamo con tenerezza perché vi abbiamo trascorso le prime ore, storditi da questa cosa che non è c’è ordine in quello che cerchi e se non ti punti le pagine sei perso. Oppure un gioco nostalgico con conigli che devono attraversare una scala mobile per poter arrivare alle carote dall’altra parte. non le mangerà mai, nonostante i tornei e le dispute tra amici ormai adulti entusiasti come i bambini. Il Pc era un Lemon, chissà che fine ha fatto.

Poi la comunicazione, i social si dice adesso. La chat che non prendeva mai, le email tra sconosciuti, messenger eccc. Poi il blog dove si può scrivere di tutto. A differenza di Facebook che è abbastanza anonimo qui sei responsabile di quello che scrivi e riconducibile a una persona fisica, sotto la responsabilità di una piattaforma. Insomma parlano di libertà di espressione!

Un blog lo scrivo da sempre, sono riuscita anche a salvare le pagine di alcuni eliminati con la piattaforma intera, tipo Leonardo. Ma dopo l’arrivo di Facebook e simili ho lasciato un poco perdere. Ma è arrivato Matteo Renzi, ha aperto il suo blog e a tutti noi ha dato una speranza. Essere letti!

Ebbene ho pensato che posso dare nuova vita a questo blog alternando pensieri miei sulla politica e pubblicando le mie cose scritte, possibilmente già pubblicate. Perché sui social diciamo sta diventando un macello, sembra di essere su un autobus nell’ora di punta dove tutti parlano, si esprimono liberamente e non si capisce nulla.

Bene, grazie per l’attenzione. Per coloro che mi stanno già seguendo comunico che la Pet è risultata negativa e questo mi lascia altri sei mesi di leggerezza. Poi vediamo.

 

 

 

 

Mattina in centro, piccole cose e grandi pensieri

Questa mattina sono andata a zonzo per la città. Avevo bisogno di staccare, prendermi del tempo  gironzolando per il centro. Sono salita su un autobus e mi sono lasciata portare, gustando ciò che ho visto.

Una città ormai omologata a tante altre, piena zeppa di vetrine di abbigliamento nemmeno tanto particolare. Le famose porte i spalancate con l’aria condizionata a palla dentro, spreco infinito di energia. I negozi in compenso vuoti, con manichini spaesati e freddi in attesa di chissà quale pubblico. Ho incontrato molti stranieri e moltissime donne in età, in gruppi, da sole sedute ai tavolini dei bar intente a parlare fitto fitto o a grattare qualche grattaevinci. Pochi uomini in verità, sembrava la giornata della donna. E’ il pubblico che non ti aspetti, il bacino di utenza della pubblicità e del denaro che perfino Franceschini ha scovato. La sua idea è che gli anziani debbano pagare il biglietto dei musei mentre i giovani  no ; sperando che tutti vadano a visitare mostre.  Le utenti sono in percentuale massima donne, per saperlo basta guardarsi attorno quando si fa la fila per entrare nei musei. Oppure anziani dei centri anziani, intruppati, che pagano  pullman, pranzi e guide per arrivare a destinazione.  Ormai sembra che diventare  pensionati sia un dolore e un enorme peso per la società. I giovani dicono, ma forse no: che fanno quelli che si godono la pensione, vanno in giro per mostre e si godono vacanze a prezzi stracciati mentre noi non abbiamo di che vivere. Sembra quasi che non gli abbiamo preparato il futuro. Eppure ci sono tante donne che conosco che mantengono alto il tenore delle cure. Molte si occupano dei nipotini , che non possono andare al nido perché costa troppo e contemporaneamente dei genitori che con o senza badante in ogni caso dipendono da loro. Queste generazioni hanno portato l’Italia a scuola, hanno cercato di costruire un futuro migliore, studi, casa, lavoro sicuro. Adesso diventa una colpa. E nessuno pensa che se siamo messi così è colpa delle banche e della globalizzazione del tenore di vita sempre più basso che stanno cercando di spalmare sul mondo. Perché mi chiedo nessuno si arrabbia veramente per quello che sta accadendo ? Perché sopportiamo tutto senza un briciolo di ribellione? Dove sono finiti i nostri sogni e quel motto “la fantasia al potere” che tanti  di noi hanno scandito  prima durante le marce del Vietnam e dopo? Che cosa ci è successo per sopportare tutto? Non può essere che ci siano rimasti solo i Rolling Stones e Vasco Rossi, Dario Fo o Renato Zero ( generi diversi e ribellione uguale). Dovremmo essere rabbiosi per le prese in giro che ci stanno facendo a noi e ai nostri nipoti, me restiamo qui, immobili come manichini a sorbirci tutto, dalla Tv a internet, che ormai l’ho capito, se da un a parte aiuta a conoscere dall’altro azzera lo spirito critico.

Dopo sono tornata a casa, ho fatto la spesa e preparato il pranzo. Come sempre, sigh!

Sono tornata

Alcuni giorni di ferie, per staccare, per cambiare, perché posso solo ora.

Statistica:

animali visti: lepre, furetto, rapace, lucciole, che belle, gruccioni, insetti di vario genere

animali di cui ho saputo : tasso, cinghiali, cerbiatto, cuccioli di lepre, rane

bandiere blu 5

pesce congelato nel menù  : quasi tutto,  con tutte quelle bandiere blu speravo che almeno uno fosse del posto!

giorni di pioggia. ogni metà

connessione internet nessuna (!) esistono ancora luoghi i dove internet non c’è, e io li conosco !

fotografie: molte di soggetti naturali. Nn sopporto le mie foto.

occasione ( di partecipare a una cosa) persa : una, pazienza,

partite perse dall’Italia nel mentre una. No comment.

Vado a scaricare le foto.

Citazione

 

La rete ha dei buchi

Il risultato delle elezioni è lì, nei numeri. Ha vinto Renzi. Hanno perso gli altri e molti si sono astenuti. Punto. Adesso tutti parlano di elettori che non hanno capito, di elettori pensionati, di elettori che non sanno guardare al nuovo ecc, ecc. Dopo che gli lettori, anni fa, sin sono presi dei coglioni ora sono diventati idioti, rimbambiti, cullati nel loro nulla. No, questo non mi piace per niente. Specialmente da chi come Grillo ha fatto della comunicazione la sua bandiera. Credo che il problema che dovrebbero porsi  lui e Casaleggio è il limite della rete e di Internet. Credevano di poter governare a insulti vari e con le connessioni? Ma dove vivono? Sono andati in mezzo alla gente, negli uffici, nei negozi e nei bar ad ascoltare i commenti dopo le sparate dei comizi? Si sono mai preoccupati di leggere veramente che cosa vuole la gente? Grillo ha visto, oltre le sue platee teatrali, chi veramente lo segue?

Questa non è comunicazione è piagnisteo dopo aver perso, è lamento indecoroso di chi ha buttato al vento milioni di voti. Nessuno c’è riuscito. Le imprese della sinistra in questo senso, della Lega e di Forza Italia sono nulla rispetto alla stupidaggine che Grillo ha fatto. Lui, presuntuoso e arrogante, come pochi possono esserlo, per capirci i miliardari, ha disprezzato in campagna elettorale tutto e tutti. Pensava che le persone accettassero con indifferenza il suo ripulire in continuazione le schiere di adepti, a ogni piccola decisione diversa dalla sua? Pensava che accettassero silenziosamente il suo denigrare la tv e poi andare da Vespa? Me per chi ci prende? Io ho votato per chi mi pare, ma ci sono andata per mille motivi e non ultimo poter dire io l’ho fatto e non venitemi a dire che ho sbagliato. Siete  voi che avete sbagliato a comunicare, voi padroni della rete della connessione e del wireless. Io leggo molti libri e giornali, ma questo non fa di me un elettore idiota.

Mi dispiace solo di una cosa molto seria. Grillo e c hanno buttato al vento tutte le parole importanti per il nostro futuro e si sono arroccati dentro le catene, i colpi  teatrali, il Parlamento, la solitudine. Le parole che non hanno saputo utilizzare sono: inceneritore, salute pubblica, scuola, servizi sociali, cura degli anziani, lotta alla Mafia, lotta alla evasione, limite delle tasse.  Nessuno le ha cavalcate in modo convincente, ma almeno ora non solo lì a insultare gli elettori. Ma Grillo non aveva detto che se ne andava se perdeva? Adesso fa la pubblicità a un medicinale per la gastrite, così oltretutto ci guadagna anche. Lui è furbo, noi invece…