Tag: Guccini

Vorrei

Vorrei tornasse l’estate, sbocciassero i fiori che ho piantato l’anno scorso, in autunno, tulipani provenienti dall’Olanda che mi ha regalato una vicina, vorrei smettere di andare per ospedali, vorrei trovare gente  che ha fiducia del futuro, vorrei che il caos si cancellasse da solo, vorrei avere una sfera di cristallo e sapere come finirà questo periodo di sospensione, vorrei riassaporare le pesche con il piacere  di quando ero bambina. Vorrei riuscire a ricordare  i libri che ho letto e cercare nella mia scrittura ciò che ho imparato da tanti autori diversi e generi diversi. Vorrei poter bere il caffè anche di pomeriggio, senza rischiare di restare sveglia tutta la notte, vorrei, vorrei, vorrei…

Dopo avere visto Report

Dopo aver visto Report e la faccia di bronzo di tutti coloro che sono a vario titolo indagati  e siedono in Parlamento mi chiedo chi potrà mai varare leggi a loro danno. Mai. Nè leggi elettorali, né leggi contro la corruzione.  E a noi cittadini basta leggere o vedere tutto ciò, indignarci , firmare petizioni, ma mai scendere fino davanti al Parlamento a muso duro. Siamo mansueti e pacifici come agnellini a Pasqua, a noi basta l’IPhon5 e siamo felici, il calcio, i reality e poco altro. Parlo in generale, naturalmente le sacche di resistenza ci sono ma appaiono come gli ultimi indiani della riserva. La cosa che più mi fa pensare è che molti di coloro che dovrebbero indignarsi sono  quelli che  negli anni 70 hanno occupato, lottato, combattuto per quella fantasia al potere che non avremo mai. Siamo tenuti in scacco matto dalla crisi, dai problemi economici e dagli scandali. Meglio parlare dei parlamentari e vari che hanno mangiato a tre palmenti che  scendere con i forconi. Forconi che forse faremmo bene a tenere stretti per quando si dovrà tornare a lavorare la terra per far nascere quel cibo che non farà più così facile reperire, a causa della crisi.

A  forza di ascoltare notizie di questo tipo mi sto spaventando. Potrei radere al suolo le piante del mio giardino e fare un orto con tanto di frumento, davanti, al posto dell’erba che non cresce, perché risparmio l’acqua. Che pirla che sono!

Viaggio nel tempo che fu, ma non è ancora

Nei cassetti della memoria  sono nascosti file di ricordi, confusi, dispersi. Per fortuna internet aiuta a rimettere insieme almeno quelli musicali. Gli altri, quelli personali rimangono  avvolti in un lunghissimo gomitolo sempre più ingarbugliato, dove forse, è meglio non entrare!

“Per fare un uomo” è anche una riflessione che in questi giorni sto facendo che molte persone sui giovani, questi sconosciuti, per molti aspetti, lontani mille anni dalla nostra concezione di vita. La vita precaria che sono costretti a fare, la carenza di denaro che tarpa sogni e speranza è lontana dalla nostra vita negli anni del boom e dopo, quando andavamo a contestare per avere la fantasia al potere. Ora c’è la fantasia al potere ed è quella di inventarsi un lavoro.  Buona domenica a tutti, nella speranza che migliori.

Maliconia

Oggi ho la malinconia, la voglia di quel che di indefinito che credo potrebbe rendermi felice e quindi mi sento defraudata di quello che non ho nemmeno chiaro in testa!  e’ scesa lentamente come certe nebbie autunnali, che fin dalle prime ore della giornata avvolgono il paesaggio della bruna infinita e biancastra che non lascia trasparire nulla. Ora  è meno frequente, anzi qui è quasi scomparsa. Ma tanti anni fa riempiva il paesaggio. L’indefinito di quello che non si ha e si vorrebbe e in ogni caso non andrebbe bene, perché chissà esattamente che cosa metterebbe fine a questa malinconia. L’età che trascorre, lo specchio che riflette una immagine che assolutamente non è la tua, l’abito che non entra nemmeno a  spingere, o invece un libro non pubblicato o una grande passione per tutta la vita. Non so. Il senso di inutilità fra quaderni e matite nuove, zaini e quaderni. Nostalgia del passato? Quattro chiacchiere con un ragazzino degli anni passati orami grande, che mi ricorda come anche loro, i bambini crescono e diventato adulti e io ho contribuito  a questa crescita almeno un poco.  O è lo strappo di quel giorno,  davanti alla dottoressa e al suo sorriso stereotipato che mi raccontava di una vita obbligatoriamente lontana dai banchi. E io che avevo un mondo ancora da costruire ho deglutito tutto, cancellando dalla mente un mondo che ora torna, lentamente. Intanto ascolto Guccini e non è un grande aiuto per ritrovare il sorriso.

Luca Carboni Malinconia ( non è proprio nelle mie corde, ma illustra bene)