Tag: Grecia

Politica del gelato

In questo periodo va di moda il cubetto di ghiaccio e il gelato. Nella vita normale un buon gelato aiuta a sopportare il caldo, i cubetti di ghiaccio li vedo bene in un tè freddo o in un aperitivo. Ma sono stati usati per fare pubblicità a una malattia terribile, la SLA, e il gelato per rispondere all’ironia di un settimanale americano sul “nostro” Renzi.
Nel caso della SLA si è parlato molto della malattia, ma le donazioni sono state poche. Forse il cubetto ha raffreddato la generosità! Sicuramente ha solleticato il narcisismo spinto di tutti coloro che hanno partecipato. Ma le donazioni languono.
Poi il gelato di Renzi. La comunicazione al potere, in modo così smaccato che ormai non sa nemmeno più che raccontarsi. Sul primo ministro Renzi si potranno fare trattati relativi alla disinvoltura nel cambiare idea, ammesso che sia veramente idea, fino al negare quanto detto poco prima.
Avrei da raccontare sull’atteggiamento in relazione ai famosi Q96 da parte di politici, deputati e parlamento intero, quasi sit comedy delle peggiori seguita dalla pochezza del giornalismo italico. Notizie che si sono strascinate da una fonte all’altra in un tripudio di niente, nessuna ricerca personale e precisa sulle situazioni.
E lui in cima. Parla a spot, secondo slayde che altri hanno elaborato. Rimangiandosi quanto affermato prima. Un esempio: vi stupiremo sulla scuola il 29 agosto, nel CdM.
Il 29 agosto non c’è possibilità di parlare della scuola nel Cdm! Si rimanda ad altri tempi.
Bene, Io ho sempre temuto l’aiuto dei boy scout per attraversare la strada.Funziona se conosce il codice della strada, Ma se passa con il rosso? Ebbene noi stiamo passando con il rosso, tutti dietro. E ci sta venendo addosso un tir di cose non fatte e di crisi. Meglio attraversare da soli! E senza gelato!

Il ponte blu

Alla mattina amo fare una passeggiata fino al lavoro a piedi. Mi piace il fresco dell’aria, non ancora bruciata dai raggi del sole  e i pochi passanti che attraversano  le strade, specialmente ora, in estate, rari e spesso in bicicletta, o con il cane al guinzaglio. La strada è sempre sotto il sole, fino alla voltata del ponte blu Si chiama così Ponte Blu in onore del gemellaggio con una città della Grecia, a Creta, Rhytimnon, Il ponte è piccolo ma con quattro torrette blu e si slancia fra le due rive di un torrente, l’Idice.

Ad un certo punto del passaggio sul ponte, girando lo sguardo verso est il fiume appare un luogo diverso, un qualsiasi luogo di villeggiatura, l’ansa di un fiume che si perde nel nulla, fra cespugli, alberi ed erba alta. A volte le anatrate, pare messe  da un privato, e un airone, libero e solitario nuotano nelle pozze più profonde, felici, penso. In  due o tre secondi mi libero di tutta la fatica quotidiana e mi rilasso, penso che in fondo basta vedere il paesaggio con occhi disincantati e sembra un mondo diverso!

 

 

Nebbia e pioggia, cambiano le stagioni

La malinconia mi prende già di prima mattina, al risveglio. Lo sguardo si perde nella coltre di nebbiolina, o pioggia, ancora non è  chiaro. Di certo sarà una giornata di novembre. Siamo in novembre, per forza. Ancora protetta dalla mia casa rimango a bere un caffè e a leggere le ultime notizie. Grigie come la giornata. Da una settimana c’è un alone di serietà, perbenismo e buone maniere, se escludiamo i soliti quasi imbarazzanti, mentre la vita scorre come prima.. Come mettersi il vestito bello per una pizza con gli amici. Ma se tutti sono eleganti va benissimo. I tono sono più bassi, meno caciaroni e romaneschi, tutto è sul filo del perbenismo borghese. Non so chi possa seguire questo stile  per molto tempo dato che la borghesia media e piccola ormai è un ricordo, disoccupata e senza soldi, ma potrebbe essere una buona cosa fare la fila alla Caristas, per ricevere il pasto quotidiano, in ordine e silenzio. Perché non si sa che stanno decidendo nelle camere alte. Non lo dicono, vaghi accenni, di certo metteranno mano a quelle riforme mai fatte, sempre che non sia troppo tardi e noi si affoghi dentro il mare di debiti come in Grecia. In tutto questo caos silenzioso resta una constatazione di fondo: io non ci capisco più niente. Se fossi un marziano venuto sulla Terra per aprire delle trattative di amicizia me ne andrei subito. Non si capisce più chi è chi e che cosa fa. Una cosa sola è certa: c’è un club di persone, una ventina che scommettono sulla nostra vita e nessuno fa niente per fermarli. Che non siano quelli che sono al governo nelle nazioni più importanti del mondo? O forse sono i ricconi che scommettono su di noi come in un grande Risico, che contiene carri armati e sacchi di grano. Vince chi raccoglie tutto. In Borsa naturalmente.

E ora che si fa?

Oggi sono andata in centro, pieno di gente, negozi vuoti, solo curiosi che si davano un tono. Il ristorante naturista era pieno in effetti, ma non fa storia, i suoi clienti sono una nicchia. Ci sono andata in bus, non mi serve l’aereo, per cui non so se l’areoporto era intasato come dice il premier. A me sembrava un bus di gente solita, più triste, silenziosa di sempre, meno trilli di telefonini e meno chiacchiere. Ma dobbiamo stare tranquilli, ora che siamo monitorati, dal fondo monetario internazionale, sotto la sua tutela e un poco guidati possiamo risparmiare per bene. La cosa mi indigna e mi offende come cittadina. Io mi sento nauseata e comincio a non poterne più di questo andazzo. Meglio occuparsi di soap opera che seguire la politica. In fondo non c’è differenza: è tutto falso e si torna sempre al punto di partenza. Dalla destra alla sinistra mi pare un balletto osceno, senza un capo e una coda. Ma possibile che non si riesa a cambiare niente in meglio? abbianio detto peste e corna della Gracia e dei greci e noi che facciamo? Come loro. Io reto convonta che se si volesse veramente il premerie dovrebbe presentare le sue dimissioni. Ma alla fine resto convinta che nessuno lo voglia veramente. In tutto questo chi ci guadagna in denaro? Non è che sono gli stessi politici che scommettono sulla nostra economia alla faccia nostra?   Noi possiamo ridurre il tenore di vita, ma gli altri devono fare la loro parte. Ma nin mi pare, anzi.

Indignati il 15 ottobre nel mondo

Franz e Milvia hanno ricordato la manifestazione del 15 ottobre in tutto il mondo, qui in Italia a Roma e in altre città. Che cosa succederà? Tutti gli indignati manifesteranno nelle piazze  “contro il sistema finanziario, paradisi fiscali compresi; contro il potere politico e i politici che hanno perso contatto con la realtà e con la popolazione; contro le iniziative militari, comprese quelle della NATO; e infine contro il potere mediatico, accusato di non dare spazio sufficiente al dissenso e di soffocare le voci libere, anche sulla Rete”

La Rete ha messo in contatto le persone, i popoli, le genti e l’adesione è massiccia. Apartitica, libera dalle bandiere, unita del gridare la rabbia di chi è al centro e vittima delle manovre speculative delle banche e del potere economico e politico. A volte, analizzando quello che succede, sembra che ormai le nazioni siano usate come laboratori per togliere libertà e democrazia in nome della crisi e del profitto. Mi pare, ma forse è solo fantascienza, che ci sia una ricerca nello spegnere  le richieste della gente. Chi è povero o non ha lavoro non può chiedere più libertà o più giustizia. Chi ha paura del futuro abbassa di molto le sue richieste, concentrato sulla sopravvivenza quotidiana. Non penso sia solo la crisi economica, ma i soldi dove sono finiti? Penso ci sia un disegno preciso nel declassare l’economia della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda. Cominciarono con l’Islanda, che si ribellò per prima e non ha mai pagato il debito. Poi la Grecia ecc.  Gli investimento sono dirottati nell’Asia, fra l?india e la Cina. Nazioni popolosissime, rigidamente strette in categorie sociali o dominate dal regime, con milioni e milioni di operai sostituibili e senza diritti.  Alla fine staranno meglio duecento milioni di cinesi o indiani, i loro ricchi, saranno la borghesia del futuro e noi diventeremo i loro cinesi. Noi siamo molti di meno, e abbiamo pretese. Vogliamo mantenere il nostro tenore di vita. Non ce lo permettono più.

Un post sull’argomento

Succede anche in Grecia

Un mio amico , tornato dalla Grecia pochi giorni fa mi raccontava della disperazione e della preoccupazione dei greci per la crisi. Mancano i libri e tate altre cose, a causa dei debiti  e agli studenti sono stati consegnati dei dvd. Si presuppone che uno possieda un lettore di dvd. Ma se non ci sono soldi non si possono comperare nemmeno i lettori di dvd. Gli studenti, per tutta risposta li hanno portati in piazza e buttati davanti al Palazzo. Mi sembrava una cosa incredibile, un segno di vero declino. Anche da noi succede, solo che i genitori hanno avuto l’invito a pagarsi i libri. Segno che la crisi non è ancora così enorme? Si dice che i giochi della borsa non ci riguardano e che  S&P parla solo agli addetti, ma se la tua banca viene declassata che significa? Che i tuoi soldi non ci sono più? Di certo c’è che  se lo stato fallisce non ci sono più soldi per nessuno a meno che uno non li abbia portati all’estero. Alla fine vincono sempre gli evasori!

Tornando ai libri di testo è incredibile che si continui a smantellare il futuro dell’Italia, la scuola, in modo così esemplare.

Articolo

Trenta ragazze per me posson bastare…e…e…e

Trenta ragazze, una dopo l’altra la sera, le telefonate con le ragazze stesse , l’appuntamento con i suoi avvocati per i numerosi guai giudiziari, il pranzo del lunedì con Bossi, le telefonate con i vari notabili del suo partito e con i direttori delle reti Rai, a Mediaset pensa il figlio, un paio d’ore per occuparsi delle varie società off.shore e alla fine B. il tempo per governare dove lo trova? Non ci si può lamentare se le cose vanno così, alla fine! Era a  lui che il suo fido ministro alla sua altezza  della funzione pubblica doveva dire : fannullone  che pensa solo ai fatti suoi. Ma quello si sapeva già, quindi non ci stupiamo nemmeno più. La cosa più incredibile è che oramai nessuno commenta scandalizzato, anzi sono solo i suoi che cercano di difenderlo, dal nulla. Praticamente nessuno protesta per il suo comportamento.  Come a sancire l’estraneità del suo comportamento dalla  nostra vita normale. Si protesta per altro, i problemi economici e la paura di finire come la Grecia, e piani piano si sta formano una rete di persone deluse e preoccupate che stringono i nodi sempre più come nelle tonnare, quando i tonni sono racchiusi nelle reti e dalle barche si lanciano fiocine. Un brutto spettacolo che si sviluppa in luoghi pubblici e privati. Anche i suoi sodali dovrebbero capire che c’è un limite oltre il quale non è bene andare, le persone esasperate lo travalicano senza problema. Ci siamo vicini, lo si avverte anche nelle chiacchiere della gente che commenta e dice come minimo che la m….è lui, non l’Italia. E si scopre che molti hanno tollerato, turandosi il naso e godendo (?) dei pochi vantaggi ricevuti dalle leggi  e leggine approvate a suon di decreto in questi anni. Ora tutto si rivolta contro B., l’utilizzatore finale della democrazia dell’Italia. Mi auguro che se ne vada anche domani, per poter respirare aria nuova.

Da Lucio Battisti

 scelta  solo per assonanza, non per contenuto!