Pasqua

Da piccola portavo il cestino di uova in parrocchia, a farle benedire. Poi a casa le decoravo con i colori a tempera. E il giorno di Pasqua si mangiavano, come un cibo pieno di energia e futuro. L’uovo è il futuro pulcino, la futura gallina, altre uova. Si rinnova anche lui. Ora ho perso questa abitudine; della Pasqua ho tenuto il significato più profondo: il rinnovamento, la rinascita della natura e della vita, la Primavera che porta frutti,semi, e cuccioli. Il significato che sempre tutta l’umanità ha dato a questo periodo dell’anno, in cui si esce dal freddo ( anche se per ora è ancora tanto) e si vedono le piante germogliare e crescere. Forse sono frasi banali, risapute, ma credo che ricordare ogni tanto quanto dobbiamo alle stagioni e alla Terra sia fondamentale. Sono preoccupanti l notizie che arrivano dagli scienziati: se non la smettiamo di inquinare e di usare il petrolio finiremo presto di apprezzare la terra, i fiori , gli animali. E non avremo più tempo per rimediare.

In ogni caso auguri  a  tutti nella speranza che sappiate apprezzare i doni. E conservarli, possibilmente.pasqua

 

Cinque giorni lontani dai mas media, uno sballo

Per cinque giorni vacanze lontane da telegiornali, giornali, internet, tablet, e perfino iPhon. La sera televisione sul decoder, poco invadente nella tranquilla vacanza. Tutto si anima  nelle strade mentre si intrecciano le chiacchiere nei ristoranti o nelle passeggiate dove il solo discorso è la crisi, da tutti i punti di vista. Non sto a elencarli, mi sembrerebbe di fare un riassuntino  ormai quasi noioso. Bello il mare, mosso, bella la montagna con le sue piste da sci e i suoi funghi, o asparagi selvatici su pappardelle tirate a mano. Posti magnifici, sereni all’apparenza, pieni di colore e calore. Ma i turisti erano pochi, le barche tutte ormeggiate, i ristoranti vuoto o quasi. Una bella vacanza, come sempre in realtà, da ricordare, sperando che i fiori reggano come la nostra economia.

P.S, forse da mercoledì inizio a lavorare! Ma non sarò io a salvare l’Italia dal declino.

Nella neve

Lascio le diatribe sulle informazioni meteo, la rabbia dei viaggiatori nei treni fermi sotto le gallerie e la battaglia “dove metto la neve che spalo?” e ” pensa se nevica ancora!” Ho trovato nella neve una sorpresa. che mi sembra augurale e in ogni caso gentile. Arriverà la primavera, prima o poi! Gelsomino nudo, che fiorisce in febbraio!

 

Mi sono regala un mazzo di fiori

Per esorcizzare la morte. Il pensiero dei miei cari che non ci sono più è sempre presente, ma che potessi esserci anche io è molto recente. In questa epoca la morte è tabù o il  frame di film. Non se ne parla, si evita accuratamente e se uno viene a mancare si dice non c’è più. Per fino i molti film  di morte la trattano in modo umamizzato. Penso ai film sui vampiri o ai triller. Poche volte si vede il normale , che so  una cassa di zinco che esce da una stanza di ospedale o i parenti attorno al letto.  Mentre di funerali se ne incontrano anche troppi, a volte simili a spettacoli con il pass o a salotti buoni. Ecco io volevo esorcizzare il mio rischio di morire. Non ho paura, ma avrei il rammarico di ciò che non ho concluso e lasciato in sospeso. Ma fra i miei fiori non ci sono crisantemi, anzi, gerbere, iris e rose gialle. Eslosione di energia! Un ricordo a tutti coloro che non ci sono più, ma come dice una filosofia si spostano sulle nostre spalle e camminano con noi.