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Anpi e 25 Aprile : ricordare per ricominciare

Oggi si ricorda il giorno della Liberazione, per forza, in ogni famiglia c’è un parente che nella seconda guerra mondiale è morto, o disperso. Solo i vecchi ricordano i nomi, noi ricordiamo i fantasmi, gli eroi senza volto, le ragazze con la bicicletta. Ho comperato Pane Nero di Miriam Mafai, l’avevo già letto, ma lo voglio rileggere, perché uno squarcio di vita durante la guerra potrebbe ricordarmi la guerra attuale ( che è economica, senza i fucili, ma non meno pesante) , la crisi, e i mille trucchi per sopravvivere. Mi stupisce che nell’Anpi ci siano molti giovani, ragazzi che credono non vada perso il valore della resistenza. Perché resistere implica avere un ideale da difendere, e avere un ideale oggi è molto importante per non disperdersi dietro le mille opzioni e distinzioni che il mondo globale pone. Certo i partigiani hanno commesso errori, ma ci hanno liberato dai nazisti e dai fascisti che stavano opprimendo la popolazione, dai campi di sterminio all’autarchia che ha costretto alla fame tutti quanti, tranne i ricchi che stavano in Svizzara, naturalmente. Ricordo la foto di aiuole in centro a Milano seminate a grano, a orto per poter sfamare la popolazione.  Gli orti di guerra. ora abbiamo gli orti nei balconi.

Quindi oggi non è retorica, nostalgia o celebrazione sterile: è un modo per ricordare che se abbiamo un ideale possiamo lottare tutti insieme per vederne i risultati. E in questo periodo non c’è bisogno di andare in Africa, basta rimanere nelle nostre città e scoprire povertà e crisi. Diversa , certo , ma non meno tragica.

Se questo è un uomo…

Credo ci sia un limite anche al razzismo. Si chiama umanità. Non accetto chi non riconosce l’altro, non dico il diverso perchè ognuno di noi lo è diverso, ma l’altro, quello che ci sta di fronte e occupa con noi un pezzetto della Terra. Si nasce a caso, gli spermatozooi non chiedono da dove viene l’ovulo che stanno per fecondare nè se è di razza buona, nè lo chiede l’ovulo. Per fortuna, così il mondo è vario, colorato, vivace. E ogni tanto nasce qualche genio da una casalinga o da un disoccupato e qualche depravato da famiglie”per bene”.Si chiama conservazione della specie. Poi ci sono quelli che per ignoranza, calcolo, paura e desiderio di potere cavalcano le paure di tutti.Per conservare i loro privilegi. I leghisti in primis, che si mostrano per quello che sono, fascisti della pessima ora, che non lo dicono ma vorrebbero mettere tutti i diversi, diversi da chi? , dentro campi di concentramento. Un leghista poi in seguito alle alluvioni che ogni anno portano devastazione e morte per il mal tempo, ma ache per il pessimo governo del territorio, in parte fatto da lui, dice che è meglio che sia tutto allagato, così si mandano via i Rom. Perchè secondo lui i Rom non hanno dignità di vita.Forse i Rom non sono un popolo integerrimo, come tutti i popolo non lo sono, forse alcuni rubano, o sfruttano i bambini. Basta, però, aprire il gironale e scopriamo che di ladri in giacca e cravatta ce ne sono a bizzaffe, di sfruttatori di bambini anche, pedofili o schiavisti. Gli stessi leghisti hanno pendenze varie in processi per truffa, malversazione e chi più ne ha più ne metta. Mi chiedo come fanno le persone per bene ad aderire a un partito sì fatto. Ci vorrebbe una vera inondazione di onestà per cancellare tante malefatte. Purtroppo mi devo accontentare di aggiungere l’articolo e di mette la fotografia del leghista, perchè si veda bene la faccia di chi ogni sera torna in famiglia dopo aver detto e pensato frasi prese dal Mein Kampf.

Articolo

La risposta dei Rom e dei Sinti

La foto