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E ora che si fa?

Oggi sono andata in centro, pieno di gente, negozi vuoti, solo curiosi che si davano un tono. Il ristorante naturista era pieno in effetti, ma non fa storia, i suoi clienti sono una nicchia. Ci sono andata in bus, non mi serve l’aereo, per cui non so se l’areoporto era intasato come dice il premier. A me sembrava un bus di gente solita, più triste, silenziosa di sempre, meno trilli di telefonini e meno chiacchiere. Ma dobbiamo stare tranquilli, ora che siamo monitorati, dal fondo monetario internazionale, sotto la sua tutela e un poco guidati possiamo risparmiare per bene. La cosa mi indigna e mi offende come cittadina. Io mi sento nauseata e comincio a non poterne più di questo andazzo. Meglio occuparsi di soap opera che seguire la politica. In fondo non c’è differenza: è tutto falso e si torna sempre al punto di partenza. Dalla destra alla sinistra mi pare un balletto osceno, senza un capo e una coda. Ma possibile che non si riesa a cambiare niente in meglio? abbianio detto peste e corna della Gracia e dei greci e noi che facciamo? Come loro. Io reto convonta che se si volesse veramente il premerie dovrebbe presentare le sue dimissioni. Ma alla fine resto convinta che nessuno lo voglia veramente. In tutto questo chi ci guadagna in denaro? Non è che sono gli stessi politici che scommettono sulla nostra economia alla faccia nostra?   Noi possiamo ridurre il tenore di vita, ma gli altri devono fare la loro parte. Ma nin mi pare, anzi.

La pensione non è per noi, oramai

Che dire? La pensione non è per noi, è solo per i parlamentari. Loro si tengono stretto il l posto in Parlamento per raggiungere in cinque anni il diritto  a prendere il triplo e più della nostra ex pensione, dopo 36 anni di lavoro. Noi no, no lavoreremo fino a 67 anni. Ditemi chi andrà a farsi un prelievo da un’infermiera di 67 anni ? O chi manderà il proprio figlio volentieri da una maestra di 67 anni? O un poliziotto che si occupa della sicurezza  67 anni? Ma è assurdo! Va bene che l’età di vita si è allungata ma a tutto c’è un limite di forza fisica, di concentrazione, di determinazione. All’estero si va in pensione a 67 anni ma i servizi alla persona sono molto più adatti. A quella età si ha la forza di guardare i nipotini, aggiustare una bicicletta, fare un viaggio e occuparsi di sé. Direi che basta e avanza. Non si creda che il B. faccia poi tanta fatica. Fra stare al telefono, ricevere persone nei pranzi , viaggiare qua e là per Roma e l’Europa non è che fatichi molto!

A parte il fatto che non si dovrebbero cambiare le regole in corso d’opera, ma penso che si stia esagerando con la scusa della crisi economica. Perché non mettono la patrimoniale, farebbero più in fretta e si sarebbe numericamente meno gente arrabbiata.

La questua

Mi ricorda la scena della chiesa: fate l’elemosina per pregare. fate l’elemosina per protestare. No, meglio ancora, date in fidejussione un appartamento o una macchina, forse è meglio un condominio o un quartiere dati gli ultimi danni,  per  poter sfilare nelle strade della capitale. Se fate danni ci teniamo tutto, anzi meglio se non protestate, tanto nessuno vi ascolta in nome della crisi, il sacerdote pontificale nel cui nome si distruggono economie nazionali. Tanto c’è tempo, di che vi preoccupate! La frase peggiore del mondo : c’è tempo  e non c’è un euro, dovremo inventarci qualche cosa. Per chi accusa di non cercare notizie vere, queste sono le parole del Premier italiano attualmente in carica.

Dette alcuni giorni fa, alla faccia dell’economia nazionale, dei disoccupati e delle ragioni degli “indignados”. E tutti zitti, qualche protesta come da copione, ma tutti zitti zitti. Che dire? Non ci resta che pregare, in qualsiasi religione, setta o gruppo, e sperare nel miracolo. Anche gli agnostici e gli atei si uniscano, non facciamo distinzioni. Le monetine invece dovremmo raccoglierle e inviarle al Palazzo. Anzi meglio tirarle.

Indignati il 15 ottobre nel mondo

Franz e Milvia hanno ricordato la manifestazione del 15 ottobre in tutto il mondo, qui in Italia a Roma e in altre città. Che cosa succederà? Tutti gli indignati manifesteranno nelle piazze  “contro il sistema finanziario, paradisi fiscali compresi; contro il potere politico e i politici che hanno perso contatto con la realtà e con la popolazione; contro le iniziative militari, comprese quelle della NATO; e infine contro il potere mediatico, accusato di non dare spazio sufficiente al dissenso e di soffocare le voci libere, anche sulla Rete”

La Rete ha messo in contatto le persone, i popoli, le genti e l’adesione è massiccia. Apartitica, libera dalle bandiere, unita del gridare la rabbia di chi è al centro e vittima delle manovre speculative delle banche e del potere economico e politico. A volte, analizzando quello che succede, sembra che ormai le nazioni siano usate come laboratori per togliere libertà e democrazia in nome della crisi e del profitto. Mi pare, ma forse è solo fantascienza, che ci sia una ricerca nello spegnere  le richieste della gente. Chi è povero o non ha lavoro non può chiedere più libertà o più giustizia. Chi ha paura del futuro abbassa di molto le sue richieste, concentrato sulla sopravvivenza quotidiana. Non penso sia solo la crisi economica, ma i soldi dove sono finiti? Penso ci sia un disegno preciso nel declassare l’economia della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda. Cominciarono con l’Islanda, che si ribellò per prima e non ha mai pagato il debito. Poi la Grecia ecc.  Gli investimento sono dirottati nell’Asia, fra l?india e la Cina. Nazioni popolosissime, rigidamente strette in categorie sociali o dominate dal regime, con milioni e milioni di operai sostituibili e senza diritti.  Alla fine staranno meglio duecento milioni di cinesi o indiani, i loro ricchi, saranno la borghesia del futuro e noi diventeremo i loro cinesi. Noi siamo molti di meno, e abbiamo pretese. Vogliamo mantenere il nostro tenore di vita. Non ce lo permettono più.

Un post sull’argomento

Se ci comprano i cinesi…

Se i cinesi acquistano i nostri debiti che cosa vogliono in cambio? Ci salveranno dalla recessione e dal fallimento in cambio di che ? Non gratuitamente, penso. Sono arrivati in Europa spinti dall’economia dei più spregiudicati affaristi con le cineserie a prezzi quasi zero e noi abbiamo abboccato. Non abbiamo visto che dietro lo sparuto gruppo dei negozianti ci sono  un miliardo e mezzo di cittadini affamati e desiderosi del nostro benessere. E se per caso a loro non interessa, poco male, ci sarà la pubblicità a far venire i bisogni. Dunque che cosa gli daremo in cambio? Che già non abbiano. Contratti stracciati e pagamento quasi a zero delle ore di lavoro, come sta avvenendo. Mi dicono che in Cina non è tutto rose e fiori, gli operai si stanno organizzando e diventa più difficile fare dei guadagni. Ma loro sono tanti e noi un numero minuscolo, una punta di spillo direi.  Vuoi mettere uno sciopero di cinquecento  milioni di persone, loro, contro un milione, noi?
Proprietà dei monumenti e delle zone di interesse turistico saranno molto desiderate,
da  vendere  poi agli americano, inglesi o arabi , meglio gli arabi, sono più  ricchi . Alla fine si studierà il cinese nelle scuole e si mangerà riso alla cantonese anziché risotto allo zafferano. A me non cambia molto, ma la libertà ne soffrirà certamente. Quindi forse, prima di venderci ai cinesi è meglio pensarci. Si sa mai che il prossimo presidente non abbia gli occhi a mandorla, alla faccia della Lega che tace e tace, pavida e opportunista!

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