Ricominciare dal ” meno di tutto”

Vorrei lanciare un mio proclama per l’ambiente:

meno petrolio, però d’inverno si deve stare un poco più al freddo e si dovrebbe girare meno

meno colthzan, però i computer non funzionerebbero e costerebbero di più

meno energia però si dorerebbero spegnere i pc e gli elettrodomestici per qualche ora al giorno

meno vestiti, meno consumismo, ma ormai la crisi si sta mangiando anche quello

meno colture intensive, ma poi si spieghi come sfamare le popolazioni della Terra.

Ma anche meno aggressività sociale, meno arrabbiature, meno violenza. più tolleranza verso il diverso, lo straniero in generale l’altro.

Mi sembra che in nome dell’ambiente e del territorio si stiano consumando le guerre peggiori, non solo con le armi, anche con la politica. E allora la parola territorio non avrà più alcun significato.

Guerre per il colzan in Nigeria e Ciad, guerra per il petrolio in Ukraina, per la manodopera  a poco prezzo schiavi in India e in Cina, per le colture intensive utilizzazione di OGM ovunque, guerre varie in Palestina, Afghanistan , nei paesi Arabi. Probabili terremoti n Pianura Padana e in tutti i posti dove si sono fatte le trivellazioni per il petrolio

 

 

Pasqua

Da piccola portavo il cestino di uova in parrocchia, a farle benedire. Poi a casa le decoravo con i colori a tempera. E il giorno di Pasqua si mangiavano, come un cibo pieno di energia e futuro. L’uovo è il futuro pulcino, la futura gallina, altre uova. Si rinnova anche lui. Ora ho perso questa abitudine; della Pasqua ho tenuto il significato più profondo: il rinnovamento, la rinascita della natura e della vita, la Primavera che porta frutti,semi, e cuccioli. Il significato che sempre tutta l’umanità ha dato a questo periodo dell’anno, in cui si esce dal freddo ( anche se per ora è ancora tanto) e si vedono le piante germogliare e crescere. Forse sono frasi banali, risapute, ma credo che ricordare ogni tanto quanto dobbiamo alle stagioni e alla Terra sia fondamentale. Sono preoccupanti l notizie che arrivano dagli scienziati: se non la smettiamo di inquinare e di usare il petrolio finiremo presto di apprezzare la terra, i fiori , gli animali. E non avremo più tempo per rimediare.

In ogni caso auguri  a  tutti nella speranza che sappiate apprezzare i doni. E conservarli, possibilmente.pasqua

 

Mimose, quote rosa e altri pensieri

E sì, chissà che paura fanno le donne se sono bistrattate dagli uomini violenti, e anche dai politici. Restano solo loro a festeggiare  la data dell’8 marzo. Ricordare se stesse, le sofferenze lo  si dovrebbe fare tutti i giorni. Io credo che anche sulle quote rosa le donna non siano concordi. C’è chi dice che non siamo nella riserva indiana, chi dice che potremmo fare parte dell’harem delle elezioni, chi come me non ne può più. Quello che mi  fa soffrire è proprio la differenza del pensiero delle donne sul ruoli che hanno nella società. A parole tutte d’accordo contro le violenze, l’umiliazione e la difenda di genere. Poi sul più bello ecco i distinguo che ci dividono, ci separano e rendono impossibile una vera e reale partecipazione al potere. Essere donne è difficile si sa anche perché c’è una confusione di pensiero incredibile.  E le donne, nello spicciolo di ogni giorno si comportano come le donne di cinquanta anni fa, con l’illusione di poter essere libere. No , siamo ancora qui con la mimosa in mano un giorno all’anno. Per resto niente, non siamo d’accordo su niente. Come pretendere che gli uomini ci lascino spazio? Come possiamo pensare che i politici possano decidere sulla legge elettorale che lasci lo stesso posto alle donne, rispetto agli uomini? Domani è l’8 marzo, ma non andrò in piazza.

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Auguri di Natale

Auguri a me prima di tutto, il perché lo sapete, e se non lo conoscete leggete il blog . E’ il terzo Natale, e vai! Auguri a tutti coloro che soffrono, hanno sofferto e soffriranno per un tumore. Un pezzetto del mio cuore è per tutti loro.

Auguri a tutti i docenti che diventeranno impiegati, almeno un lavoro lo avranno,e  di questi tempi è molto importante.
Auguri ai politici, spero che rimangano in bolletta ( sui loro conti)  così provano un poco la crisi e la smettano di usare i nostri soldi per mutande verdi e mentine al cianuro.

Auguri agli altri blogger che continuano , con indomita tenacia a scrivere pagine,diari e commenti  pensati con la loro testa, senza avere un capo che declina le parole. I pensieri liberi sono il meglio!

Auguri ai bambini che ancora riescono a vivere pensando al futuro. Diranno peste e corna quando si accorgeranno di quello che gli stiamo lasciando, dalla Terra dei Fuochi alla vacuità dei nostri modi di vivere, sempre senza pensare all’essenziale.

Auguri anche  a tutti coloro che si danno da fare per cambiare il mondo. E’ quasi impossibile, ma si può fare.

Auguri a tutti, in fondo tutti abbiamo bisogno di qualche giorno di stop e di goderci quello che abbiamo, che dopo si ricomincia.

Cambia-menti, di Vasco Rossi. Ultimamente mi sento molto in sintonia con quello che canta! Anche lui è del 1952!

Ebbene sì, sono tornata dalle ferie.

Ieri mattina c’era una nebbia fitta fitta, 15 gradi di temperatura e le montagne invisibili. Mi sono infilata il maglione, e altri strati di maglie poi sono salita in macchina. Viaggio comodo, senza ostacoli, per fortuna. Camminare, respirare a fondo, andare per boschi e poi per malghe. Sì ma non proprio. Devo ancora allenarmi un po’ quindi ho fatto con calma. Poche passeggiate nei boschi, ma ho camminato ugualmente. In effetti non sono ancora la top, e quando mai?, cercherò di allenarmi in futuro. In compenso  ho fotografato molte case caratteristiche del luogo. Sono andata nell’alto Veneto, ma preferisco il Trentino.

Il ritorno, almeno alla fine di agosto, è sempre pieno di buoni propositi, un capodanno in anticipo: mi iscrivo in palestra, faccio la dieta, basta con i carboidrati e cose così. Poi si riprende il tran tran e si torna a fare il solito. Normale.

Mentre ero via ascoltavo le notizie con un orecchio, ma trovavo tutto talmente deprecabile ( e parlo della politica, dell’ egonano e dei suoi servi) che non vi ho prestato particolare attenzione. Con la crisi che c’è, e si vede benissimo, tutto il resto è noia, come cantava Califano, uomo concreto.  Ciò che mi stupisce è l’accettazione della gente, ma credo sia proprio perché è troppo presa a contare le monete che ha in tasca o a controllare che non gli rubino la fabbrica, nel senso completo e reale della parola, che non ha tempo di seguire il resto. Ma rimane una parola che esce: VERGOGNA per questi animali, caimani, pitonesse, falchi, colombe e vermi. Vedremo, ma non sarà comico, solo nauseante.

hyeronimus bosch
Hyeronimus Bosch

Il Cristo con la croce ha sbagliato quadro.

Che si fa?

Piove, è brutto tempo. Si lavora con il golfino di lana e l’ombrello a portata di mano. Allora si cerca conforto nella tv, dove è tutto finito e ricominciano le repliche. Un delirio, allora si legge, considerando che ho abbandonato Villa Metaphora, dopo 50 pagine mi sono buttata sui gialli o noir, che tanta soddisfazione mi danno.  Manca la politica. Ma di quella ho deciso di non occuparmene per almeno due settimane ( si accettano scommesse che non ci riesco). Mi pare una enorme, grande e collassante presa in giro. Non cambia niente, solo chiacchiere. Mi rimarrebbero i processi ma non me ne importa nulla, tanto  salveranno l’imputato prima o poi. Non leggo nemmeno più i quotidiani.

Quindi? Sono tornata ai miei antichi amori bricolage e fai da te, ora ho aggiunto la tintura dei tessuti e dei filati. Un hobby come un altro. Per tre a mano delle bags o altro. Mi ci vorrà un banchetto prima o poi per vendere i prodotti del mio ingegno!

Intanto lavoro, vita da ufficio con tanto di caffè-brek, macchinetta che sputa caffè dal sapore pessimo e persone sempre un poco agitate. Come in ogni posto, naturalmente. Tutto nella norma, insomma. Naturalmente scrivo. e tanto. E mi diverto!

Knit Bags

La militarizzazione della società

Subdola e inquietante si instaura nella società l’accettazione delle armi e della violenza della guerra. Già il fatto che non ci siano soldi per la sanità, ma per gli aerei “F-35 Joint Fight Striker, aerei da combattimento creati da un consorzio di industrie capitanati dalla Lockheed Martin” i soldi ci sono e costano milioni sonanti, o anche navi da guerra, che non si capisce a cosa servano, visto che fino ad oggi noi abbiamo esportato la pace, come in Afghanistan, o no? Ora si scrivono libri sulle vicende dei nostri militari all’estero, si vincono premi come se si parlasse della vita di un disoccupato o si una ragazza madre. Anche gli abiti si stanno militarizzando fra lo stile militare appunto, anche per bambini di uno o due anni. I pantaloni mimetici hanno misure da gnomo della foresta fino al giocatore di basket, scarpe con le punte di metallo o  le borchie. Ma quello che colpisce sempre più è la facilità con cui le immagini delle guerre, (in Siria per esempio stanno sterminando i bambini),passano per tv e per la rete. Sì, tutti si scandalizzano, ma passano, abituandoci alla rovina della guerra. Che cosa si sta preparando ? Una guerra fra l’Europa e Siria? Anche per i film si vedono morti, armi, distruzioni e sangue, tanto sangue che nasce dalla violenza di sopraffazione. Mi chiedo come stanno vivendo i piccolissimi: con il pensiero della pace o della guerra?

P.S. volevo mettere l’ immagine di un bambino con le armi ma non ce la faccio: sono due concetti diametralmente opposti e non possono stare insieme.

 

ciarpame e vecchi merletti

Metti una casa da svuotare, metti la mania di tenere molti oggetti, metti una passione profonda per la lettura, metti la passione per la scrittura. Metti tutto negli scatoloni. Metti che pesano, metti che sono troppi, metti che ” dove ci sta un corpo non ce ne sta un altro”.  Metti che trovi piccoli oggetti dimenticati e cerchi di ricordare da dove vengono. Invano. Metti che alla fine poi non te ne importa molto, il passato è andato, resta il presente e il futuro.  Metti che in fondo sei contenta di un bel ripulisti, di trovare l’essenziale. Le 100 cose indispensabili per vivere. Non le scarpe con le ciliegie e una punta a stiletto, né un servizio di piatti da Arrosto stile casa di campagna, né  un cappello stile anni 70 di velluto beige.  O i vecchi merletti raccolti nella scatola Ikea con l’intenzione di trasformarli in un qualche non ricordo bene che cosa!

Ma quali sono le 100 cose indispensabili per vivere?

Bisogna fare una lista personale,  perché ogni persona ha le sue, escludendo gli oggetti di casa, tipo pentole, ecc.

Ci proverò, ma ho dei dubbi!

Leggere un articolo che tratta di quesito argomento può essere interessante.

 

I sogni

Leggevo un post su FB che raccontava di una una donna italiana che per seguire il suo sogno è andata nel Sahara. Già i sogni, quelli veri, quelli che vorresti realizzare, grandi, importanti. Anche adesso che l’età è quella che è e la crisi impera.  Mi sono chiesta che sogni ho ancora, che desideri vorrei realizzare in futuro. Non lo so. E questo non è un bene. In questo momento mi sembra di non avere nulla da condividere di grande, di unico. Solo piccoli sogni quotidiani, la casa nuova o la pubblicazione di un libro. Del resto dell’umanità, dei loro grandi e piccoli affanni sento il bisogno di staccarmi. Forse per respirare, per godere anche delle piccole cose quotidiane. Forse anche per non avvertire quel lieve senso di colpa, ingiustificato, visto che ho un lavoro, o meglio uno stipendio e una casa, una vita “normale”. E’ anche vero che ho sempre lottato a modo mio per gli altri e che ora è bene che si muovano coloro che hanno più energia, più giovani. A volte si parla dei figli dei fiori e dei loro sogni sociali, e delle lotte che hanno fatto, mentre ora c’è l’omologazione e la perdita di quegli stessi diritti senza che ci sia una vera rivolta. Solo sporadiche manifestazioni. Ma un diritto non è per sempre, purtroppo. O forse per noi italiani è già tanto telefonare alla finanza per denunciare chi non rilascia lo scontrino. Forse anche questo appartiene al sogno: pagare tutti le tasse. Che sogno strano, dovrebbe essere un dovere! Ma sarebbe veramente una vera rivoluzione.

E un giorno…

Ti svegli una mattina e ti accorgi che quello che hai intorno non ti piace più. Troppe cose, troppe storie che raccontano oggetti usati e accumulati nel tempo, senza che tu potessi accorgertene, inglobata nella vita di lavoro-casa-lavoro procedendo ogni giorno con una stanchezza superiore alle tue forze. Esci e osservi i grandi alberi che ti hanno  accompagnato negli ultimi tre decenni. Li ami , come fossero persone che da sempre accompagnano la tua vita.: nido degli uccelli che hai fotografato nella neve,  palestra perfetta per i tuoi amici felini e i ricci , che non conosci, ma sai che ci sono. Le foglie secche scrocchiano sotto le piccole zampette, e il lieve rumore del loro passaggio si  mescola alle grida dei ragazzi che oltre la siepe passano urlando d’estate, quando anche tu esci sfidando le zanzare tigre fameliche e pungenti.

E alla fine ti rendo conto che è tempo di cambiare, come una storia finita che si trascina nel tempo. Un amore fortissimo, a cui hai dedicato tempo ed energie come  i piccoli ciclamini sbocciati sotto il corbezzolo  ti dimostrano. Non volevano crescere, ma tu, paziente hai aspettato insieme ai muscari primaverili e ai tulipani, sbocciati ogni primavera nel piccolo fazzoletto del giardino. Di ogni pianta, dall’acero a sei tronchi, fino al liquidambar, che solo ora darà il meglio di sè, hai seguito curato e controllato la crescita. Ti restano le piante grasse, sopravvissute  alla calura estiva che fioriscono , quasi, e ti informano che pianta grassa non è sole e sabbia. Dentro questa casa hai vissuto, amato, sofferto, lottato, ma ora hai voglia di cambiare, lasciare per un luogo diverso, chissà dove, altrove. Una vita differente e meno complessa. Chissà!