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Venerdì 17, tutto bene? Come al solito

Solo ora ho collegato il 17 a venerdì e alla superstizione legata a venerdì 17, appunto. Io preferisco venerdì 13, ma perché amo il numero 3 in ogni sua declinazione, 333, 323 ecc, ecc. non sono superstiziosa e quindi non mi tocca. Scale, gatti neri, lune piene o lune nere non mi fanno paura. Ho paura di altro. Non sono una tipa coraggiosa, direi combattiva, ma coraggiosa no, oppure ho coraggio in cose che non appaiono, come tutti.
In questo periodo comincio ad avere paura, una paura sottile che fino a poco tempo fa nn avevo: ho paura del futuro. L’inquietudine data da quello che accade, dalla crisi, dai vari problemi anche legati all’età che passa e va, aumenta. Non sono più sicura di quello che penso e di quello che faccio. Mi chiedo se questo non sia l’effetto dei tempi che vivo. Ovunque mi giro trovo solo notizie catastrofiche, dalle esondazioni alla povertà che avanza, dalla perdita delle libertà e delle conquiste raggiunte con tanta fatica alla guerra di religione che sta avvenendo nel mondo. Forse è sempre stato così. Se penso ai vecchi di casa credo che siano vissuti con questi dubbi anche loro. Avevano attraversato la guerra, avevano ricostruito l’Italia, avevano migliorato la propria vita ( più sanità, servizi sociali, la pensione) ma forse non capivano quello che stava cambiando. Ho quindi un dubbio : è l’età che modifica la percezione del mondo o è la complessità del mondo che modifica la nostra percezione? Forse tutti e due.
In ogni caso vorrei trovare il modo per uscire da questa sensazione, che non mi piace per niente.

Gli uomini di Gianna Nannini

Ieri c’era una manifestazione dell’esercito in Piazza Maggiore, scoperta per caso. Vera dimostrazione di forza e di maschilità fra scale antincendio, tende mimetiche, mezzi meccanici tipo cannoni. E in mezzo a questo ho visto un uomo in divisa ed hi, per la prima volta capito il senso della frase ” avere il fascino della divisa” Un uomo che era un tutt’uno con la sua divisa color kaki di panno piena di mostrine e con tanto di cappello. Un vero uomo in divisa , e per la prima volta ho ammirato un uomo in divisa miliare.  Bello, affascinante, poi semmai è solo quello, però l’occhio vuole la sua parte. Lui si è accorto che lo guardavo e mi ha sorriso, avrà pensato alla nonna ammirata! Dietro è passato un altro in divisa, ma non aveva alcun fascino, era solo un  militare e  forse non avrà mai  partecipato alle tanto decantate missioni di “pace”. Dentro una divisa c’è un uomo ed è lui che imbraccia il fucile o la pistola o guida il carro armato. Non li ammiro e sinceramente non li capisco, né mi spiego come facciano a dormire quando sono reduci dalle missioni di “pace”. Nè so capacitarmi di come possano abbracciare i loro figli dopo aver partecipato alle feroci battaglie nei paesi lontani. Vale anche per le donne che scelgono questo lavoro. Mi inquietano queste domande, ma così è. La vera pace nel mondo non si farà mai fino a che ci sarà qualcuno disposto a usare un fucile contro altri esseri viventi.

A loro dedico una canzone di Gianna Nannini I maschi , sperando che tornino sui loro passi e che il bel militare domani posi la divisa stanco delle armi. Non sarà, purtroppo.

Gelli e Fioravanti, tempismo perfetto

Non so se sono i giornalisti che sobillano gli intervistati, ma le risposte sono indecenti, tanto che non le riporto nemmeno.

Intervistare Licio Gelli , allora Gran Maestro della Loggia segreta P2 e Giusva Fioravanti, già condannato a 8 ergastoli per la Strage di Bologna e libero, mi pare una delle ennesime provocazioni contro la cerimonia del ricordo della Strage. Lo Stato sarà assente, non manderà nessuno a nome suo. Lo stato ha paura dei fischi e delle mille domande che ancora ci si fa intorno a quel giorno in cui tutta la città ha sentito il boato dell’esplosione e dopo ha sofferto con le vittime  e i loro parenti.

La riscossa della destra passa anche attraverso queste interviste, il riportare parole blasfeme rispetto all’evento.  C’è un attacco della destra dei diversi fascismi che non vediamo bene, offuscati dalla crisi, ma ci sono. In Grecia sono già in parlamento, in Italia sono alla riscossa fra attacchi, botte, insulti a chi è di sinistra. Ma non si sa nulla, perché fa comodo non si sappia. Si passano queste notizie come il comportamento dei facinorosi, ma non è così. C’è un disegno dietro. Aspettiamo.

Leggevo i commenti su un giornale on line e ho capito due cose: i giovani non sanno che cosa è successo, né del due agosto né del resto. Si vela con il silenzio, squarciato sa queste interviste opportuniste.

Vorrei che la figlia di Fioravanti chiedesse a suo padre chi era Angela Fresu. E lì non ci sarà giornalista a piegare le parole.

Chi sono

Giusva Fioravanti

Lucio Gelli

Angela Fresu