Tag: dignità

Tre donne, tre storie, tre violenze e uomini piccoli piccoli.

Si potrebbe dimenticare, lasciar perdere, abbandonare ogni idea di riportare alla ribalta le storie. No, ci ho pensato su alcuni giorni e ho deciso riunire le tre storie in una sola cartella. Ricapitoliamo : la moglie  di un dissidente del Tazikistan viene rapita e portata nel suo stato con la comicità dei servizi italiani. Con lei una bambina di sei anni. Un modo nemmeno tanto sottile per sopprimere la dissidenza. Sarà un regalo di B. al tiranno kazako?

Calderoli offende un Ministro per il suo pubblico di ritardati mentali e paragona la Kyenghe a un orango. Lui non so a chi potrebbe paragonare. Un verme? Si offendono i vermi.

La moglie che ha saputo che i suoi figli sono stati bruciati dopo essere stati uccisi dall’ex marito.

Te donne colpite in modo diverso ma riconducibile a un unico aspetto della loro vita: la dignità. Dignità di moglie, madre, persona attiva Te donne che ricorderanno per sempre questi giorni. Solo che gli uomini che le hanno offese la passano liscia, tranne il padre incendiario che non è morto, ma  è molto ustionato all’ospedale. Dobbiamo anche curarlo, dopo che forse ha ucciso i suoi figli per offendere e ferire la moglie. Porterà per sempre i segni del suo gesto, visibili.

Le altre due donne spero siano forti per sopportare il dolore e le offese che hanno loro arrecato. Alla piccola, sei anni appena, voglio dire che non siamo tutti cattivi qui in Italia, anzi, i bambini ci piacciono, e che spero che torni per godere delle bellezze Italiane.

Non è sport, ma violenza pura

Ieri due episodi nel mondo dello sport distanti tra loro ma uniti nel concetto: non è sport.

Se i tifosi diventano padroni dei giocatori fino a farli spogliare della maglia, significa che i giocatori sono in mano  a chi paga il biglietto e che la prossima volta possono chiedere di baciare i piedi o qualsiasi altra cosa. In nome del dio denaro. Questo, secondo me è un concetto mafioso: io ti pago e tu sei mio. In questo non esiste una dignità professionale dei giocatori, che mi sembrano bambolotti.

Altro il gran premio di formula uno che ha continuato in mezzo ai morti e alle manifestazioni. I piloti a dire : io parlo solo di sport. Quale sport? Quello che prevede gare con un pubblico partecipe e allegro o un monumentale circo in mezzo al deserto con il popolo che protesta e viene represso con ferocia?

Il denaro può passare sopra tutto, costringere  uomini dotati di forza, energia e talento a diventare gladiatori  all’ultimo sangue ( la dignità umana e professionale)?

Forse in Bharain i manifestanti hanno ottenuto qualche spiraglio di democrazia al governo assoluto del re, ma vorrei vedere cosa succede quando il circo smonta le tende e le telecamere non ci sono più.

Possibile che in tutto questo solo un giocatore abbia avuto il coraggio di non levarsi la maglia e parlare con i tifosi? Possibile che nessun pilota di formula uno si sia sentito un verme dopo il primo manifestante morto?

195410

Dalle farfalle tattoo alle farfalle al ragù

La maternità paragonata a una malattia, o quasi, comunque un modo per far perdere tempo all’azienda, la Rai. Rimani incinta, fai troppe assenze, peggio per te, perdi il posto. E stai a casa a fare le farfalle al ragù, se puoi. Questo è un bruttissimo film, in edizione vecchissima. Anche nell’800 donne e bambini non contavano nulla. Ora contano solo come compratori di merce inutile. Da sempre le donne con le farfalline tatuate sulla pelle, nelle spille, nelle case appartate di uomini potenti ci sono state. E’ così. Abbiamo cercato di dare alle altre donne, nell’ultimo secolo, una dignità e un peso che è stato quasi raggiunto, ma ora sta svanendo. Leggendo i commenti al festival di san remo viene da chiedersi perché ogni volta che si parla di dignità della donna, ma anche delle persone, si diventa moralisti, bacchettoni, mutandoni, come se potessimo vivere in una società libera da ogni regola, che dalle mie parti si chiama anarchia. E invece viviamo in una società piena di regole non scritte: tutte le donne devono essere belle, magre, toniche, disponibili, anche dopo la gravidanza. Non si può invecchiare, non si può vivere come si vuole, altrimenti sei emarginato. Questo conformismo dettato da pubblicità e media sta riportando le donne al’800, oltre al fatto che se rimangono incinta sono un peso. Una donna che ha un bambino costa due anni circa di assenza e supplenti. Alla Rai non va bene, costa troppo.  Ci si chiede sempre perché in Italia nascono meno bambini. In una situazione così è assurdo fare figli per non avere poi di che mantenerli.

Uno dei discorsi che mi ha fatto più riflettere è stato quello relativo alle donne sovrappeso e in età , tipo me, che ho pure i capelli bianchi. Frasi razziste, stereotipate, berluconiane. E io leggendo penso : ci rivedremo fra vent’anni o trenta e e scopriremo in che condizioni sei, che anche con le plastiche, i vestiti da adolescenti e i capelli tinti sempre vecchia appari! Il mio mito é La Lagarde, gran donna.