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Parole

Le elezioni sono terminate come pure i ballottaggi. Ne viene fuori un governo anche locale a destra. Domina la paura, reale o indotta dai media. E quando c’è paura si stringe quello che si ha, si conserva, si cerca di mantenere lo statu quo. Non si sperimenta, non si osa, non si cerca una strada diversa da prima. Qui

al momento non c’è cambiamento. Mancano le parole per raccontarlo sia sui piani per il lavoro che in quelli sociali. Tutti applaudono al nulla. Perché dopo due mesi e mezzo non è stata approvata alcuna legge che proponga questo famoso cambiamento. Poi si andrà in vacanza. Se ne riparla a settembre, nel mentre i barconi pieni di povera gente continuano a navigare nel Mediterraneo, i porti sono ancora chiusi ufficialmente, i disoccupati non trovano lavoro, anzi aumentano di numero, la gente diventa più povera ma non va a fare i lavori che fanno gli stranieri ecc. Il fatto più grave è che i giovani se ne vanno e restiamo noi abbracciati alla roba, alle idee del passato. Il cambiamento è lontanissimo, ma l’uomo in nero, fascista, è vicinissimo. Avessi venti anni me ne andrei anche io!

Ancora.

Dopo la retromarcia di Trump sui bambini degli immigrati che non dovranno più essere separati sembra che il mondo sia più pulito. A me sembra uguale a prima, con la cattiveria (?)al potere. Mi chiedo, anche rispetto al Governo italiano quale sia il progetto, il desiderio, il mondo futuro. Non lo vedo. Non lo percepisco se non come un dominio di pochissimi su miliardi di persone. Persone stremate dalla fatica di trovare lavoro, di mantenerlo, di accrescere il benessere. E di aiutare i giovani a migliorarsi. Invece percepisco la ricerca spasmodica del mantenimento dello status quo. Come nel passato. Che differenza c’è fra i nostri giovani che emigrano e i nostri nonni che sono andati in Argentina o in Brasile a lavorare? Perché questo Governo non affronta la produzione del lavoro ? Capisco il problema dei riders , ma credo che ci vorrebbe più lungimiranza progettuale per affrontare seriamente il problema del lavoro precario. Idee non ne ho, non sono un economista, mi viene da pensare che ci vorrebbe un accordo fra tutte le parti. Diplomazia. E non urla.

Cosa manca ai 5Stelle

Sono mesi che cerco una risposta a questa domanda : cosa manca nelle parole dei 5 Stelle per convincermi? Eppure sono ambientalista da sempre, contro i soprusi ( e chi non lo e’), sostengo i diritti civili, sono libertaria nel DNA. E anche questo movimento ha molte suggestioni per il mio modo di pensare. Quindi? In tutti i programmi, editti , contratti manca il confine fra bene e male. Una netta separazione fra il mio credo e gli altri. Una valutazione complessiva morale. Lo so che la morale non va più di moda, se non per il Papà, ma io ne ho bisogno. Io per scegliere da che parte stare ho bisogno di sapere che il gruppo cui appartengo condivide con me il confine. Se sono per il rispetto dei diritti di tutti, se non esiste distinzione di razza, religione, e tutto quelli che è contenuto nell’art. 3 della Costituzione. Invece solo oggi un penta stellato , Fico, ha parlato a favore di un valore morale, contro Salvini che invece usa la morale per scardinare il pensiero sociale. L’ambiguità che da sempre caratterizza il movimento liquido ora è evidentissima se confrontata con i dogmi chiari e netti dei razzisti. Quindi? Mi auguro che diventi sempre più chiaro che anche al giorno d’oggi è necessario schierarsi e sapere da che parte stare. Perché poi trovi chi lo sa benissimo e ti stritola, perché non sai come muoverti. Ora certamente non cambierò idea, c’è ancora molto da lavorare prima di capire che la dignità umana, anche politica, ha un prezzo.

1 Maggio, Festa del lavoro?

Oggi si festeggia il primo Maggio fra garofani, inaugurazioni e disperazione. Si festeggia il lavoratore, che non dovrebbe fare più di 8 ore al giorno e avere un lavoro per vivere con dignità. Dignità parola grossa attualmente .  Lavoratori se hanno il lavoro altrimenti disoccupati . Nell’ultimo mesi i disoccupati sono aumentati alla faccia di tutte le riforme del lavoro favorevoli alla Confindustria. Tanto favorevoli che stianno svendendo tutte le attività agli stranieri, cinesi in prima linea, i cui lavoratori prendono 3 euro forse all’ora e sono quasi schiavi.

Conosco persone che lavorano a 3 euro all’ora anche in Italia, altre che vivono con 350 euro al mese, tutto compreso. E non sono pensionati con la pensione minima sono lavoratori e non disoccupati. Sorridono e vanno avanti.

Si inaugura l’Expo, che sinceramente non ho seguito molto, troppe polemiche attorno al cibo, che serve per non morire di fame e invece in molti ci si ingrassano abbondantemente. Non con il riso o la tapioca ma con il denaro utilizzato per costruire questo mostro.  Nessuno parla dei lavoratori anche volontari, senza stipendio quindi per mandare avanti una esposizione il cui costo è triplicato.

Ultima annotazione: bisognerebbe proporre mi hanno detto. Propongo che il denaro venga ridistribuito a cominciare dalle pensioni d’oro, in modo che tutti possano vivere dignitosamente. Oltre alla proposta si far entrare gli operai nel Consiglio di Amministrazione delle industri. Il problema è che industrie non cene sono quasi più. Buon Primo Maggio.

Venerdì 17, tutto bene? Come al solito

Solo ora ho collegato il 17 a venerdì e alla superstizione legata a venerdì 17, appunto. Io preferisco venerdì 13, ma perché amo il numero 3 in ogni sua declinazione, 333, 323 ecc, ecc. non sono superstiziosa e quindi non mi tocca. Scale, gatti neri, lune piene o lune nere non mi fanno paura. Ho paura di altro. Non sono una tipa coraggiosa, direi combattiva, ma coraggiosa no, oppure ho coraggio in cose che non appaiono, come tutti.
In questo periodo comincio ad avere paura, una paura sottile che fino a poco tempo fa nn avevo: ho paura del futuro. L’inquietudine data da quello che accade, dalla crisi, dai vari problemi anche legati all’età che passa e va, aumenta. Non sono più sicura di quello che penso e di quello che faccio. Mi chiedo se questo non sia l’effetto dei tempi che vivo. Ovunque mi giro trovo solo notizie catastrofiche, dalle esondazioni alla povertà che avanza, dalla perdita delle libertà e delle conquiste raggiunte con tanta fatica alla guerra di religione che sta avvenendo nel mondo. Forse è sempre stato così. Se penso ai vecchi di casa credo che siano vissuti con questi dubbi anche loro. Avevano attraversato la guerra, avevano ricostruito l’Italia, avevano migliorato la propria vita ( più sanità, servizi sociali, la pensione) ma forse non capivano quello che stava cambiando. Ho quindi un dubbio : è l’età che modifica la percezione del mondo o è la complessità del mondo che modifica la nostra percezione? Forse tutti e due.
In ogni caso vorrei trovare il modo per uscire da questa sensazione, che non mi piace per niente.

La via di fuga

Non c’è via di fuga, non esiste. Mai come in questo periodo mi sento  in prigione, una prigione di costrizioni, obblighi, doveri e obbedienze .

Si sa prima lavoravo in un mondo anarchico, in modo anarchico, gustando i sogni del futuro e le aspettative. Ora lavoro dentro un loculo di quattro persone tristi, annoiate, scocciate e freddolose. Le mie finestre aperte sull’aria del cortile  sono chiuse da incomprensibili ostacoli termici e atmosferici. Non si ride più. E la cosa mi mette una tristezza che ogni giorno posso quantificare in base alle risate, sempre più rare e ai pensieri positivi, sempre meno presenti. Una tristezza assurda.

Dovrei adottare la resilienza, ma ammetto di non sapere nemmeno dove sia. Un’anima creativa muore dallo sfinimento più che dalla fatica. Il grigiore del travet, adesso so di che cosa si parla e non so come si possa fare a trascorrere una vita così!  Ma potrebbe essere che oltre le apparenza ci siano persone molto alternative, vitali, contestatrici. Nel mio piccolo no.  Un mondo di donne piccole piccole, legate alla loro sopravvivenza e al loro piccolissimo spicchio di potere. La burocrazia al potere. Ma sono arrivati al potere uomini…giovani, nel pieno della vitalità e della carriera…ne vedremo delle belle!!!

Allora sorrido! E metto bollini sulla mia personale collezione di soddisfazioni!

Ricominciare dal ” meno di tutto”

Vorrei lanciare un mio proclama per l’ambiente:

meno petrolio, però d’inverno si deve stare un poco più al freddo e si dovrebbe girare meno

meno colthzan, però i computer non funzionerebbero e costerebbero di più

meno energia però si dorerebbero spegnere i pc e gli elettrodomestici per qualche ora al giorno

meno vestiti, meno consumismo, ma ormai la crisi si sta mangiando anche quello

meno colture intensive, ma poi si spieghi come sfamare le popolazioni della Terra.

Ma anche meno aggressività sociale, meno arrabbiature, meno violenza. più tolleranza verso il diverso, lo straniero in generale l’altro.

Mi sembra che in nome dell’ambiente e del territorio si stiano consumando le guerre peggiori, non solo con le armi, anche con la politica. E allora la parola territorio non avrà più alcun significato.

Guerre per il colzan in Nigeria e Ciad, guerra per il petrolio in Ukraina, per la manodopera  a poco prezzo schiavi in India e in Cina, per le colture intensive utilizzazione di OGM ovunque, guerre varie in Palestina, Afghanistan , nei paesi Arabi. Probabili terremoti n Pianura Padana e in tutti i posti dove si sono fatte le trivellazioni per il petrolio

 

 

Intanto la vita prosegue

In questi giorni di attesa, non di arresa però , succedono cose indipendenti dalla mia volontà e meno male! Un mio amico ha deciso di chiudere il suo blog http://lucarinaldoni.wordpress.com. Mi dispiace molto, perché un blog che chiude è un pensiero indipendente che si spegne Lui poi ha una scrittura molto particolare e interessante, a volte stralunata, altre fantascientifica, in generale molto divertente. Se vi capita andate a leggere. Io ho finito la prescinda stesura di un lavoro che sto facendo, pare che la mia atavica lentezza si sia data una mossa! Intanto raccolgo materiale per l’altro.  Il lavoro prosegue mentre le idee del governo sono sempre più confuse, sarà per la crisi o perché hanno latri interessi da affrontare. Mah!

E candelina sulla torta  il B. non è più senatore. A noi rimangono i danni che ha fatto, le rovine e il modo di pensare ( tutto permesso per chi vuole fare soldi e ha soldi) assorbito in modo endemico dalla popolazione spinta dalla televisione privata e dal consumismo . Adesso non ci sono soldi ma i telefonini non si spengono, magari non si fa benzina, ma la ricarica sì, facendo di tutto per averla. Il cellulare sostituisce un essere umano, un amico con cui dividere un caffè, due chiacchiere o una chiccles. Un  succedaneo dei rapporti umani. Che tristezza! E per finire il gelo: freddo da congelarsi.

Il dubbio è: pulisco la macchina dal gelo ( 10 minuti) percorro la strada in mezzo al traffico ( 10 minuti) o vado a piedi ( 10 minuti) ? Domani decido, sembrerò un pinguino, ma va bene.

Una canzone dedicata a un uomo che se ne è andato.

Meglio D’Alema o Amato di Prodi?

Ebbene non abbiamo ancora visto tutto. Non ho idea di che cosa si potrà scoprire nei prossimi giorni. Peggio di così, non so. E non per un partito in particolare ma per tutta la classe politica, compresa la nuova componente: a nessuno frega niente di noi cittadini. Tutti, tutti pensano solo al loro potere, anche Grillo e tutti quelli nuovi.  Ci siamo, da questo momento in poi i politici, non solo quelli del PD, possono andare a vangare. Abbiamo visto la loro inaffidabilità, l’utilizzo dell’elezione del presidente per contarsi, e il modo becero di trattare i cittadini. Li abbiano votati per cercare di uscire dalla crisi o almeno per affrontarla. Da oggi sia certi di due cose:  tutti i partiti sono inaffidabili, ci troveremo come presidente l’ultimo dei Moicani, un presidente per caso.

Chiedeteci poi il voto!

Buona Pasqua

Nonostante la pioggia, nonostante la crisi, nonostante il mio cattivo umore, nonostante le chiacchiere dei giornali, nonostante le aggressioni sempre più formalizzate alle donne, vedi Aldrovandi e pubblicità di uno straccio per la polvere, nonostante le stupidaggini, nonostante la vita un po’ così vi auguro  tanto amore e

 

Buona Pasqua e tanta serenità

Buona Pasqua arcobaleno