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Troppi senza tetto in giro

Di solito in estate, con il caldo,  i senzatetto vanno al mare a svernare diciamo. Oggi, girando per il centro della città ne ho incontrati tanti, avvolti nei loro cartono o con i visi  pitturati di bianco per chiedere l’elemosina. In effetti quello che era seduto sugli scalini di una casa padronale della strada nobile della città mi sembrava un  fuori posto. Già il fatto di avere scelto una strada nobile ma poco frequentata ne mette in evidenza la scarsa abitudine alle elemosine. Ho visto gente ancora avvolta nei suoi cartoni protettivi, altri che facevano collane di carta accerchiati da sacchi di strisce, forse documenti tagliati, non so. Mi si è stretto il cuore, mi piacerebbe aiutare tutti, ma non è possibile. Alcuni non sono andati al mare, perché? Troppa concorrenza? La città in estate è calda, soffocante e ostile. Ma forse va bene per chi si accontenta di uno scalino grande e protetto dal portico, beati i portici per il bene che fanno!Qui da me, in campagna i senzatetto non li vedi perché si nascondono  dentro le case abbandonate, vuote, e dopo li portano fuori, quando li trovano,. In campagna si sta meglio, decisamente, ma è lontana dalla città e da tutti  i confort che i senzacasa conoscono. Ho scoperto anche i residui di case o meglio di capanne lungo la ferrovia, nascosti dalle foglio delle siepi fitte degli alberi di acacia. Sedie e poltrone di plastica abbandonate , in inverno colpiscono e ti fanno intuire una vita nascosta, lontana da te ma vicina alla tua voglia di vivere bene.

M in centro non c’è tanto, solo portici e scalini di palazzi antichi e abitati da persone che vivono un’altra vita. Riflettevo si questo e dopo mi sono sentita dire, da ben altra persona, che non si muove più nulla, non c’è speranza di nulla, non c’è nemmeno la speranza di una pensione privata che cresca. E allora ho capito che anche loro, i senza casa, odio la parola barboni  perché ci sono persone curate anche fra di loro come ci sono persone che non si lavano anche fra di noi “normali”! Mi auguro che la loro estate sia una buona estate. Auguri a tutti, che siamo uniti dal detto” non c’è trippa per gatti”.

Un pensiero ai senza casa e un abbraccio affettuoso

Ebbene sì, siamo a Ferragosto

Chi prende fuori la graticola per l’annuale grigliata al fiume, ormai secco  e privo di qualsiasi goccia d’acqua, cenno di vita e pieno di sterpaglie a causa del caldo ( sarebbe meglio chiamarlo bollore) che ci attanaglia da due mesi due. Oppure si mandano email   e sms per organizzare il pranzo di ferragosto, cercando che nessuno resti solo. Non c’è niente di peggio che vedere il telegiornale decantare le virtù di pranzi sociali e famigliari, mentre le persone veramente sole nell’anima restano davanti al cartoccio della friggitoria a brindare con il vuoto e a sentirsi malissimo. Chi è già in vacanza sarà alle prese con i gavettoni e le mille altre forme di festa, a volte un po’ forzate. Io sono alle prese con un arrosto, che mi sono entusiasticamente offerta di cucinare, anche se non ne cucino mai. Per me domani sarà un pranzo di famiglia, com nuove entrate e vecchie conoscenze, chi è appena tornato dalle ferie, chi arriva dal terremoto, chi resta a casa a bollire nell’afa cittadina. La certezza di pranzi semestrali in cui si riunisce tutta la famiglia e il mondo che rappresenta.  Buon Ferragosto a tutti, a chi lavora e a chi riposa e a chi da settembre sarà in cassa integrazione.