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Vacanze e ritorno

Una settimana di vacanze, al mare, e scoprire che non sopporto più il  sole così caldo. Quindi molta ombra e passeggiate. In compenso ho riscoperto il campeggio, meglio, il bungalow del campeggio. Una vacanza ottima per chi ama stare in libertà e non aver obblighi di abiti, orari, cene ecc. Per il testo tutta la varia umanità che esiste sulla terra, dal personale gentilissimo, a qualche ospite turbolento, ma stavo già per tornare. Lontana da tutto come sempre. Ogni volta scopro aspetti nuovi del mondo che mi sta attorno e nonostante il tempo passi, anche troppo in fretta mi piace. A differenza di quello che ci vogliono far pensare la gente è ancora gentile e allegra. In ferie appunto!

E scoprire con disappunto che il sistema del mio nuovo telefonino non funziona con Mac! Per le foto alla prossima!

Cicale in città

Nella città  le cicale friniscono in modo assordante e per un poco , chiudendo gli occhi  puoi pensare di essere al mare, nella pineta, cullato dal suono allegro degli insetti più goderecci della terra. Invece in città risultano fastidiose e invadenti. Unite alle zanzare tigre e pantere più le serafine è un delirio, specialmente per chi, come me è un poco allergico alle punture e odia i repellenti. Il bella della città è che sei a casa tua, unico , vero vantaggio, che non vale se hai una casa in qualche amena località di vacanza.

Comunque questa mattina ero in giardino e per un attimo ho avuto l’idea di essere indietro nel tempo, nello spazio, con i campi di fianco a casa e i tramonti rossi, gialli e rosa dell’estate. Un ricordo di casa-vacanza , giardino in cui leggere e mangiare in serenità. Una volta c’era il venticello, le zanzare arrivavano alle sette di sera e i pipistrelli insieme alle rondini se le mangiavano prima di arrivare a me. Avevo anche trenta anni di meno e questo forse cambia la percezione del tutto.

Come la mia visita in campeggio. Mi piace la vita all’aria aperta, la comodità delle cose semplici, ma il fitto e l’uso dei servizi in comune rimane un grave peso, che oramai non accetto più se non in dosi sopportabili. Ho fatto campeggio per quindici anni e mi divertivo molto, la tenda era comoda, io sapevo organizzarmi bene. Ora non sopporto le chiacchiere dei vicini che ti rintronano nelle orecchie e quella sorta di comunità che si crea , come in ogni situazione in cui ci siano più di due persone, fra sguardi, pettegolezzi e parole in libertà. E l porte delle docce che sbattono perché chi è fuori vuole essere certo che la doccia sia occupata. Ma per alcuni giorni si può fare e in ogni caso vivere all’aperto fa bene.