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Trenta ragazze per me posson bastare…e…e…e

Trenta ragazze, una dopo l’altra la sera, le telefonate con le ragazze stesse , l’appuntamento con i suoi avvocati per i numerosi guai giudiziari, il pranzo del lunedì con Bossi, le telefonate con i vari notabili del suo partito e con i direttori delle reti Rai, a Mediaset pensa il figlio, un paio d’ore per occuparsi delle varie società off.shore e alla fine B. il tempo per governare dove lo trova? Non ci si può lamentare se le cose vanno così, alla fine! Era a  lui che il suo fido ministro alla sua altezza  della funzione pubblica doveva dire : fannullone  che pensa solo ai fatti suoi. Ma quello si sapeva già, quindi non ci stupiamo nemmeno più. La cosa più incredibile è che oramai nessuno commenta scandalizzato, anzi sono solo i suoi che cercano di difenderlo, dal nulla. Praticamente nessuno protesta per il suo comportamento.  Come a sancire l’estraneità del suo comportamento dalla  nostra vita normale. Si protesta per altro, i problemi economici e la paura di finire come la Grecia, e piani piano si sta formano una rete di persone deluse e preoccupate che stringono i nodi sempre più come nelle tonnare, quando i tonni sono racchiusi nelle reti e dalle barche si lanciano fiocine. Un brutto spettacolo che si sviluppa in luoghi pubblici e privati. Anche i suoi sodali dovrebbero capire che c’è un limite oltre il quale non è bene andare, le persone esasperate lo travalicano senza problema. Ci siamo vicini, lo si avverte anche nelle chiacchiere della gente che commenta e dice come minimo che la m….è lui, non l’Italia. E si scopre che molti hanno tollerato, turandosi il naso e godendo (?) dei pochi vantaggi ricevuti dalle leggi  e leggine approvate a suon di decreto in questi anni. Ora tutto si rivolta contro B., l’utilizzatore finale della democrazia dell’Italia. Mi auguro che se ne vada anche domani, per poter respirare aria nuova.

Da Lucio Battisti

 scelta  solo per assonanza, non per contenuto!

Era meglio se diventavo una delinquente o una puttana

In questi giorni , sul tavolo sacrificale della crisi, si sta uccidendo l’unica vittima raggiunta: il dipendente statale. La caccia, ormai aperta, per impallinare e ridurre alla povertà assoluta il dipendente statale, insultato e offeso in ogni possibile modo, è ormai all’acme.  Appartengo a questa categoria, sono al limite della pensione e ho avuto questo posto dopo regolare concorso pubblico: sono arrivata entro i primi duecento su tremila. Mi sono messa  a studiare con famiglia e figli a carico e altre amenità, di quelle che rendono la vita complicata. Ho lavorato  fin dall’inizio senza un periodo di maternità o altro. Un mulo, insomma. Mi sono aggiornata praticamente una volta all’anno, ho adeguato il mio lavoro ai cambiamenti sociali, a volte di moda, mi sono tenuta al corrente, spendendo fortune in libri e tecnologia, per sentirmi adeguata ai cambiamenti. Ebbene ora sono qui , con un piede di là, e l’altro di qua e la netta sensazione di avere sbagliato tutto nella vita. Non è tanto il blocco degli scatti, il tfr rimandato di due anni, lo scalone dello stipendio che non c’è più. E’ la sensazione di essere vissuta come una delinquente, una ladra, una che ha rubato allo stato ogni stipendio, ogni emolumento, scarso  e striminzito, caduto nella mia busta paga. Ebbene avverto che si parla con più rispetto dei trans o di quelli che hanno portato i soldi all’estero, in nero e si sono scudati. Siamo più dispezzati dell’artigiano che si è fatto la villa con i nostri soldi o del colluso con la mafia. Ma questo non basterà a ridurre la spesa nello stato e a organizzare meglio il lavoro: tutto questo disprezzo serve solo a giustificare i comportamenti  sbagliati e quelle sacche di  furbastri che ci sono , ma che nessuno ha intenzione di snidare, anche se si conoscono per nome e cognome. Ma i capi con fanno  e nn faranno nulla.

Ora andrò al lavoro sapendo per certo che nessuno ha intenzione di valorizzare quello che faccio, lo sapevo già, ma ora è legge, e quindi sono autorizzata a non fare e a cercare fra le maglie della legge tutto quello che può servire per lavorare meno. Tanto peggio di così!

Brunetta non lo voleva neanche Craxi !

La qualità di un uomo, politico o no, si vede da subito. Si intuisce il suo spessore da quello che dice, da come si muove, da come reagisce al mondo esterno, alle contestazioni. Brunetta non lo voleva nemmeno Craxi, che aveva a che fare con altri socialisti, Martelli per esempio. Personaggi indubbiamente diversi da Brunetta. L’egonano lo ha riciclato e ora lui si comporta come uno a cui hanno addentato le parti intime, dimostrando di essere un uomo “piccolo” nell’animo. Continua a insultare tutti coloro che in qualche modo manifestano il dissenso. Viene da chiedere se sappia fare altro. Non credo, nemmeno Craxi lo voleva !

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