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I porcellini e le scimmiette

Dalle scimmiette che non vedono , non sentono  e non parlano fino ai tre porcellini, o porcelloni la regione Lazio è piena di animali. Un vero verminaio ha detto un giornalista, un casino dico io. Ormai i fatti sono noti : tutti i consiglieri prendevano uno sproposito di soldi e nessuno ha mai detto niente. Anche l’opposizione li ha intascati e zitti zitti se ne sono andati solo quando ormai  era esploso il polverone. Tardi, per rimettere insieme la dignità, ma in tempo utile per costringere la governatrice a dare le dimissioni. E che adesso dice che all’epoca di Marrazzo era molto peggio , anche se lui di soldi ne dava meno. Mi viene da pensare al sindaco di Bologna Delbono  che se ne è andato a causa di intrallazzi con una segretaria e viaggi in sua compagnia a spese del Comune, ma spesucce, non Ville al Circeo, case al Colosseo o buoni da 400000 mila euro. Altro stile, per fare certe cose bisogna essere molto esperti nella truffa della contabilità.  Gli altri deputati e senatori accusati a vario titolo  sono tutti lì e rimarranno lì fino alla fine, per essere poi rieletti con buona pace di tutti. A partire da Formigoni, il Celeste fino ai vari Lusi nessuno pensa di fare un passo indietro almeno per rispetto ai cittadini, ai pensionati che hanno dovuto rendere una quattordicesima che non spettava di ottanta euro o poco più. Non c’è relazione fra le due cose? Forse, ma vedere queste differenze fa molto incavolare. Se ne andassero tutti, lasciassero la politica farebbero un favore all’intera cittadinanza. Le mie speranze sono ingenue, ne sono consapevole, ma se poi vogliono il mio voto, tutti quanti da Grillo ad Alfano, aspettano un bel pezzo. Parlo anche di Grillo perché anche lui non è un santo e la politica di uno sopra gli altri non mi piace. E non è mai venuto a visitare la zona dove sorge un inceneritore che brucia anche i rifiuti  di altre regioni. E’ andato a Budrio sotto le elezioni comunali e stop.

Cinque adulti per due bambini.

Al parco c’erano cinque adulti e due bambini. I bambino giocavano beati e felici, gli adulti, nonni e babbi chiacchieravano fra di loro, sempre tenendo d’occhio i pargoli. I piccoli sorridevano felici, apprezzavano l’erba, ma attenti alle cacche di cane, il dondolo, non andare troppo forte che cadi, i fiori, non ti sporcare che poi senti la mamma come brontola. E altre amenità. Mi sono ricordata le  uscite al  prato incolto dove sarebbe sorto un palazzone, certamente ero più grande, ma trovavo molti amici con cui correre, nascondermi, sbucciarmi le ginocchia e la maglia. Una volta c’erano meno cani e più bambini, noi degli anni ’50 eravamo la speranza del futuro.

Mentre osservavo la scena pensavo che i bambini hanno già più di trentamila euro di debiti pro capite e dovranno lavorare per mantenere gli anziani che saranno sempre di più. E mi sono venute in mente tutte le distorsioni che stanno accadendo sul lavoro e nell’economia. Stavo per intristirmi quando uno dei piccoli mi ha sorriso mettendo in evidenza i due dentini appena cresciuti e tirando i calzoni con le mani. Era felice, senza sapere niente del futuro lui era solo preoccupato di crescere, camminare e sorridere ai nonni. Forse dovremmo fare tutti così, per scrollare l’intenso pessimismo che come il gelo d’inverno sta penetrando nelle ossa.

Onorevole (poco) Squaquaragno e i pensionati sfigati a 500 euro al mese

L’arroganza dei politici sbuca fuori in ogni dove e questa di Squaquaragno è una perla. Chissà se lui , ma credo di no, frequenta le donne, casalinghe, in pensione, che vivono con quella pensione sociale che lo Stato le ha riconsciuto per il lavoro di donna lavoratrice in casa tutta una vita. Vita trascorsa nella cura dei bambini e degli anziani per sopperire a strutture che non esistono in Italia. O certi uomini  anziani che non possono permettersi nemmeno una persona che collabori con loro e sono costretti a limare sulla spesa. Dignitosi nell’apparire, orgogliosi , ma poveri in canna perché nella vita hanno dovuto lavorare in quello strato sociale che si chiama manovalanza e che i nostri giovano ora rifiutano. Vada  al supermercato o ai mercatini e si mescoli nella folla e si  affianchi a certi anziani che guardano i prezzi  tre volte e alla fine acquistano il meno caro o anche niente. Ieri ho sentito un dialogo fra tre anziani:

-Carino il cane, come si chiama?- – Bill, come quello che avevo prima, poi è morto!- Sospiro- Sà.. non me lo potrei permettere con la mia pensione, ma alla fine ero così sola che ‘ho preso. Rinuncio a qualche altra cosa,  mi fa tanta compagnia. E gli animali sono più affettuosi degli uomini.

Non credo che le tre signore che stavano parlando avessero potuto nella loro vita fare altro che le casalinghe, o lavori poco renumerativi . Sono certa però che ognuna di loro ha contribuito alla rinascita dell’Italia dopo la guerra, per poi permettere alle persone sfigate come questo deputato di offenderle. Vada a vangare la neve, c’è ancora per terra abbiamo bisogno di chi lavora e non di chi offende.