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Venerdì 17, tutto bene? Come al solito

Solo ora ho collegato il 17 a venerdì e alla superstizione legata a venerdì 17, appunto. Io preferisco venerdì 13, ma perché amo il numero 3 in ogni sua declinazione, 333, 323 ecc, ecc. non sono superstiziosa e quindi non mi tocca. Scale, gatti neri, lune piene o lune nere non mi fanno paura. Ho paura di altro. Non sono una tipa coraggiosa, direi combattiva, ma coraggiosa no, oppure ho coraggio in cose che non appaiono, come tutti.
In questo periodo comincio ad avere paura, una paura sottile che fino a poco tempo fa nn avevo: ho paura del futuro. L’inquietudine data da quello che accade, dalla crisi, dai vari problemi anche legati all’età che passa e va, aumenta. Non sono più sicura di quello che penso e di quello che faccio. Mi chiedo se questo non sia l’effetto dei tempi che vivo. Ovunque mi giro trovo solo notizie catastrofiche, dalle esondazioni alla povertà che avanza, dalla perdita delle libertà e delle conquiste raggiunte con tanta fatica alla guerra di religione che sta avvenendo nel mondo. Forse è sempre stato così. Se penso ai vecchi di casa credo che siano vissuti con questi dubbi anche loro. Avevano attraversato la guerra, avevano ricostruito l’Italia, avevano migliorato la propria vita ( più sanità, servizi sociali, la pensione) ma forse non capivano quello che stava cambiando. Ho quindi un dubbio : è l’età che modifica la percezione del mondo o è la complessità del mondo che modifica la nostra percezione? Forse tutti e due.
In ogni caso vorrei trovare il modo per uscire da questa sensazione, che non mi piace per niente.

Mancano solo le tende

Post leggero, perché, diciamolo è un periodo pesantissimo tra crisi e elezioni in arrivo, ormai diventate una minaccia per la salute pubblica. Ebbene parlerò delle tende, vintage naturalmente. Mancano solo le tende nella mia nuova casa. E’ che le case non sono più come una volta. Sono più basse, con le finestre più larghe. Il problema maggiore è cosa metto in bagno? Tende moderne, antiche, vintage? Mah! ci penserò a lungo , mai dirlo, domani avrò  una idea strepitosa. Infatti avevo pensato di mettere un paio di asciugamani antichi, con pizzi, facili da lavare che tengono l’umidità. Oppure due asciugamani id lino ricamati, ma ne ho due diversi.  Vedremo. Ma il problema di fondo è che le case di oggi sono più piccole, più basse, con le finestre più larghe. Mah! In camera da letto ho recuperato le tende degli anni ’70. Bianche, con ghirigori opaco e lucido, belle. Lunghe, da accorciare, naturalmente!. Per la sala non so bene, tendini  a vetro che richiamo il mega poster di stoffa di Klimt, Il Bacio, o colore neutro? Mah! Vedremo. Dipende da quello che trovo.

Klimt Il Bacio
Klimt Il Bacio

In ogni caso si sappia, cambiare, ogni tanto fa bene! Ciao

 

ciarpame e vecchi merletti

Metti una casa da svuotare, metti la mania di tenere molti oggetti, metti una passione profonda per la lettura, metti la passione per la scrittura. Metti tutto negli scatoloni. Metti che pesano, metti che sono troppi, metti che ” dove ci sta un corpo non ce ne sta un altro”.  Metti che trovi piccoli oggetti dimenticati e cerchi di ricordare da dove vengono. Invano. Metti che alla fine poi non te ne importa molto, il passato è andato, resta il presente e il futuro.  Metti che in fondo sei contenta di un bel ripulisti, di trovare l’essenziale. Le 100 cose indispensabili per vivere. Non le scarpe con le ciliegie e una punta a stiletto, né un servizio di piatti da Arrosto stile casa di campagna, né  un cappello stile anni 70 di velluto beige.  O i vecchi merletti raccolti nella scatola Ikea con l’intenzione di trasformarli in un qualche non ricordo bene che cosa!

Ma quali sono le 100 cose indispensabili per vivere?

Bisogna fare una lista personale,  perché ogni persona ha le sue, escludendo gli oggetti di casa, tipo pentole, ecc.

Ci proverò, ma ho dei dubbi!

Leggere un articolo che tratta di quesito argomento può essere interessante.

 

Dopo avere visto Report

Dopo aver visto Report e la faccia di bronzo di tutti coloro che sono a vario titolo indagati  e siedono in Parlamento mi chiedo chi potrà mai varare leggi a loro danno. Mai. Nè leggi elettorali, né leggi contro la corruzione.  E a noi cittadini basta leggere o vedere tutto ciò, indignarci , firmare petizioni, ma mai scendere fino davanti al Parlamento a muso duro. Siamo mansueti e pacifici come agnellini a Pasqua, a noi basta l’IPhon5 e siamo felici, il calcio, i reality e poco altro. Parlo in generale, naturalmente le sacche di resistenza ci sono ma appaiono come gli ultimi indiani della riserva. La cosa che più mi fa pensare è che molti di coloro che dovrebbero indignarsi sono  quelli che  negli anni 70 hanno occupato, lottato, combattuto per quella fantasia al potere che non avremo mai. Siamo tenuti in scacco matto dalla crisi, dai problemi economici e dagli scandali. Meglio parlare dei parlamentari e vari che hanno mangiato a tre palmenti che  scendere con i forconi. Forconi che forse faremmo bene a tenere stretti per quando si dovrà tornare a lavorare la terra per far nascere quel cibo che non farà più così facile reperire, a causa della crisi.

A  forza di ascoltare notizie di questo tipo mi sto spaventando. Potrei radere al suolo le piante del mio giardino e fare un orto con tanto di frumento, davanti, al posto dell’erba che non cresce, perché risparmio l’acqua. Che pirla che sono!