Oggi si è laureato

Oggi si è laureato e io sono molto contenta. Il ragazzo che suonava il pianoforte ha completato gli studi con determinazione  e ostinazione. Lei ne sarebbe orgogliosa ed è stato come se fosse presente nello sguardo e nella pelle candida di suo figlio. Pubblico il racconto che scrissi allora, quando lei stava male, quando ci ha lasciati. Non per tristezza, ma per ricordare le cene, le chiacchiere e la musica. E lei, che oggi, in modo particolare, era nei nostri pensieri.

Il mio dolore oggi ( A Viviana)-

Chissà se ha sentito i botti dei fuochi d’artificio ieri sera?

Le sarebbero piaciuti quegli splendidi fiori rossi, blu e d’oro che esplodevano nel buio. E’ uno spettacolo che non ha mai voluto perdere nonostante gli impegni e la continua corsa per aiutare gli altri.

Ma ieri sera era lontana e non poteva sentirli. E anche se fosse stata più vicina avrebbe sonnecchiato, come le succede spesso da qualche settimana; sonnecchia per non sentire il dolore, quel dolore che morde le carni e non da tregua.

La tengono sopita perché non soffra e non viva attimo per attimo il male che sta prendendo possesso del suo corpo.  Non so perché sia accaduto, né perché a lei, proprio a lei. Non so darmi pace, perché stava sempre dentro le righe, mai uno sgarro nel vino o nel cibo, mai un vizio, tranne quello di essere disponibile per gli altri. E noi a ridere delle sue raccomandazioni, a prenderla in giro bonariamente durante le lunghe sere estive mentre sul fuoco sfregolava  la carne  grassa e il vinello fresco scendeva abbandantemente in gola.

Perché lei conosceva tutti nostri mali fisici e della mente e sapeva aiutarci a superarli, e ci confortava.
Il mio dolore oggi è non poterle tenere la mano e darle conforto. Vorrei darle la speranza di un domani più sereno, di un futuro con quel famoso viaggio mai fatto senza i mariti, di quelle chiacchiere fra donne che avevamo appena accennato. L’ultima volta, a cena, ho cercato di dirglielo,  avrei voluto fare qualcosa e lei mi ha risposto che lo sapeva ma di stare tranquilla, ci pensava lei.

Voleva anche lì consolarmi, proteggermi da queste lacrime. Non lo sa che io lo conosco fin dall’inizio questo suo dolore e che non volevo crederci. Sono stati gli occhi di suo marito che mi hanno resa consapevole e arrabbiata. Arrabbiata contro il destino. E che ci siamo frequentate fingendo che tutto andasse bene, mentre io spiavo i suoi gesti e il suo sguardo alla ricerca di una smentita, che non è venuta.
Con suo marito ormai ci sentiamo tutti i giorni, perché lui non ha parenti qui, sradicato dalle isole del sole. Mi racconta i giorni che passano e le flebili speranze e le grandi delusioni. Se cerco di consolarlo dice che sono bugiarda e allora io taccio e lascio che mi racconti la sua solitudine e il suo amore. Rivive la sua storia e ogni tanto sussurra che era bella, che era dolce e che anche adesso lo è, nonostante sia devastata. Adesso so che cosa li lega, lui sanguigno e allegro, lei eterea e cerebrale.

Oltre al figlio, naturalmente.

La sera della cena il suo ragazzo ha accettato di suonare il pianoforte, quello vecchio e scordato che ormai nessuno usa più. La sua  musica ci avvolgeva magicamente scacciando i cattivi pensieri. E’ la passione di sua madre e lui la segue docile e obbediente, sempre. Ottimi voti a scuola, ottima educazione, tanto sport. E il pianoforte. Senza mai lamentarsi. Come se sapesse, nel suo cuore, che non l’avrebbe vista invecchiare.

 

In ricordo di Carlo Giuliani, dieci anni dopo

Non si dimentica il fotogramma dello sparo che partiva dalla  camionetta della polizia. Io guardavo   i fotogrammi affascinata dalla nettezza del rumore sopra le urla, le voci e il resto. E sopra il disastro di una repressione della destra appena al governo. Chi ha dato gli ordini? Non lo sapremo mai, ma non possiamo dimenticare. Anche la musica serve a questo scopo.

La Lega con chi sta?

Di tutti i partiti direi che quello con il comportamento più caotico è la Lega. Sempre più appare un partito di azzeccagarbugli e arruffapopolo ma tenacemente attaccato a Roma ladrona. I  dirigenti non sanno più come fare per ammansire il suo popolo ormai furioso. Da una parte tuona di secessioni, stop al governo, di cui fa parte, e di incriminazione per gli “onesti” inquisiti del PDL, dall’altra approva tutto, ma proprio tutto quello che Berlusconi chiede.

La perdita di credibilità ormai è acclarata, perchè il popolo leghista annusa subito la furbizia e il tradimento, ma come tutto il popolo italiano, chissà perché , accetta momentaneamente e aspetta di ribellarsi. Così l’immagine di Bossi si sta sfuocando dietro  il Trota, il suo figliolo semplice, dietro l’approvazione di una manovra che salva solo la casta, cioè loro stessi. E sono sempre fuori tempo massimo. Nessuno dei partitiha compreso appieno il nonstro tempo e i leghisti meno che meno.  Ci vuole trasparenza e capacità di agire fuori dai legaccioli della politica, ma tutto questo è per ora un sogno. Non è ancora il tempo della rivolta popolare contro la demagogia e le farse promesse, ma ci siamo vicini. E Bossi, oramai intontito non riesce a cambiare. Ma da che parte sta?

Articolo

Fra le pieghe della finanziaria.

Pubblico perchè non ne parlerà nessuno, ma riguarda 5000 persone. Il
miglior commento ai privilegi della Casta.

“Io questa mattina ho mandato la seguente lettera dalla casella del conbs a
tutta la carta stampata. Scusate ma non ho avuto tempo di avvertirvi.
Maria Teresa

Docenti inidonei di nuovo colpiti dalla Finanziaria

La manovra finanziaria appena varata ha di nuovo preso di mira i docenti
inidonei all’insegnamento e utilizzati in altri compiti, prevedendone il
trasferimento nel ruolo ATA (amministrativi tecnici e ausiliari) o in altra
Amministrazioni anche fuori regione con livelli stipendiali, che SARANNO
RIASSORBITI col passare del tempo, per cui non subiranno aumenti
contrattuali e adeguamenti al costo della vita.

E’ una triste vicenda, iniziata con la Finanziaria 2003 che minacciava i
docenti utilizzati di licenziamento, ma sembrava risolta con la Finanziaria
2008 e il successivo Contratto nazionale integrativo che prevedevano
l’istituzione di un ruolo ad esaurimento finalizzato alla mobilità, oppure
il pensionamento volontario per dispensa con gli anni maturati.

La nuova norma, (Art.19 commi 12, 13, 14, 15), che non tiene in alcun conto
che si tratta di personale con problemi di salute, è penalizzante non solo
per la “dignità” dell’insegnante, ma soprattutto perché negli ultimi 10-15
anni i docenti utilizzati in altri compiti – specialmente nelle
biblioteche – hanno partecipato a corsi di formazione e aggiornamento,
master, progetti finalizzati al miglioramento dell’offerta formativa e sono
in gran parte portatori di specifiche competenze che verranno dequalificate
e risulteranno perse per il patrimonio culturale della Scuola pubblica.
Inoltre molte biblioteche scolastiche chiuderanno, in barba ai tanti
progetti ministeriali di valorizzazione degli ultimi 15 anni, provocando la
cancellazione di un servizio e di conseguenza un impoverimento per la Scuola
pubblica.

Si ricordi che i docenti inidonei avrebbero potuto andare in pensione mentre
hanno scelto di restare nella Scuola perché si ritengono ancora utili.
Inoltre molti sono tali per malattie contratte per causa di servizio. C’è
anche da valutare che il disagio medico professionale e lo stress lavoro
collegato (riassunti nel termine burnout) sono un grave pericolo che si
aggira fra gli insegnanti, la cui salute dovrebbe essere tutelata, non
colpevolizzata.

C’è anche da considerare che 4-5000 docenti inidonei trasferiti nel ruolo
ATA creeranno altrettanti disoccupati fra gli ATA precari. Senza contare che
si ritroveranno negli uffici e nei laboratori persone esperte in altri
campi, ma che non sanno nulla del nuovo lavoro. La loro formazione
comporterà un ulteriore aggravio della spesa pubblica.

Inoltre le nuove disposizioni si scontrano con altre misure che in qualche
maniera tutelano questo personale:

– Molti docenti inidonei hanno la certificazione di handicap e la legge 104
al comma 6 dell’art. 33 recita “La persona handicappata maggiorenne in
situazione di gravità (…) non può essere trasferita in altra sede senza il
suo consenso”: come si coniuga questo diritto con il trasferimento ad altro
ruolo/amministrazione, magari anche fuori regione?

– La legge per la stabilizzazione finanziaria parla di inidonei dichiarati
tali dalle Commissioni ASL ma molti inidonei sono stati visitati da
Commissioni mediche di verifica (miste Asl e Tesoro) e Commissioni mediche
militari: questo crea disorientamento fra gli interessati.

– E’ ancora in vigore il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo
25.6.2008 che prevede un ruolo a esaurimento con possibilità di essere
pensionati volontariamente per dispensa, mentre nella legge approvata non si
parla di pensionamento.

Inoltre il 7 luglio è stato varato dal Consiglio dei ministri un
provvedimento sulla risoluzione del rapporto di lavoro degli inidonei della
P.A. (quindi anche della Scuola), previ nuovi controlli mediante visite
collegiali.
Questi controlli, già avvenuti a tappeto nel 2003 e in alcuni casi ogni anno
successivo, costituiscono uno sperpero di denaro pubblico, perché non hanno
fatto altro che confermare le gravi patologie degli interessati mentre li
hanno umiliati per il loro stato di salute che invece la Costituzione
dovrebbe tutelare.
E’ molto preoccupante un piano di risoluzioni collettive di rapporto di
lavoro senza garanzie, eseguito al di fuori della contrattazione sindacale.

Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici

http://conbs.altervista.org/
http://it.groups.yahoo.com/group/conbsmail
conbs@libero.it

Ci sono troppe zanzare

Zanzare tigre la mattina, zanzare nostrane la sera, zanzare assetate di sangue la notte. Non basta il ventilatore, (per il condizionatore non ho ancora vinto la battaglia, troppo antiecologico, sigh!) per mandarle via. La verità è che mi pungono in continuazione, perché ho il sangue caldo, forse dolce, forse di un qualche gruppo sanguigno particolare, molto inseguito dalle zanzare. Sicuramente un sangue appetibile!  L’estate è anche questo: tedio per  il ronzio degli insetti volanti, per il caldo eccessivo, anche 37  gradi,  non un refolo di vento, ultimamente. Che rimane? Libri da leggere, molti, passeggiate, poche, a causa dell’afa, la vita più lenta. Perché il ritmo della vita a volte si interrompe e allora è indispensabile adeguarsi, per non  soccombere. Dopo questa estate rovente cambierò lavoro, farò progetti a breve scadenza, meno diluiti nel tempo,  forse, ma non so se riuscirò, prenderò la vita più lentamente. La curiosità mi sostiene, come sempre.

Che scriverò in questo nuovo blog? Argomenti  ce ve sono tanti e io poi mi sono trasferita qui da un altrove, e qui non conosco nessuno. Ma non importa, ogni cambiamento porta con sé nuove prospettive e nuove attese. Che scriverò dicevo? Di letteratura,di libri che leggo e di cose (romanzi e racconti mi sembra impegnativo) che scrivo, di attualità, di vita. Come sempre!   Riri52

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