Categoria: Tecnologia

La musica, cibo per la mente

Ieri sera ho guardato X Factor  e ho notato che i finalisti sono bravi. Buona musica, considerano che sono aspiranti cantanti. Di solito non seguo questi programmi, mi sembrano ripetitivi,  a volte anche già determinati prima della fine del gioco. In ogni caso sono rimasta colpita da Morgan, che a volte mi sembrava uno Sgarbi junior, altre un saggio. Personaggio misterioso comunque,  forse più personaggio che cantante. Ma la scoperta ,migliore è stata la canzone di Elisa, che amo molto, ma ascolto poco. Non so perché. I misteri della mente. In attesa dell’anno nuovo, del Crescitalia, del Capodanno, del mio compleanno ecco un brano di Elisa.

Il sole nel cuore

L’anno scorso, in questi giorni, sembrava che il mio mondo stesse per svanire nel nulla, che io stessi per scomparire, lasciando progetti interrotti, affetti, oggetti a cui sono affezionata, i mie amatissimi gatti. Non sapevo ancora il nome del mostro che inopinatamente aveva occupato una parte di me, del mio corpo. Sapevo che c’era e ogni giorno io lo nutrivo, lo portavo in giro, lo custodivo mio malgrado. In quei giorni tutta la mia vita è scorso come una serie di caroline seppiate e in bianco e nero. Quelle a colori facevo fatica a ricordarle, i momenti felici, gli amici del cuore, la gioia di progetti realizzati. Mi venivano in mente solo scatole vuote dove non ero ancora riuscita a rinchiudere nulla di completo. Uno sgarbo, un amico lasciato per strada, il lavoro interrotto e tante speranze sospese. La delusione che avrebbe creato il mio non esserci. Non tanto il dolore, quanto il vuoto che avrei lasciato.Ancora non sapevo tutta le verità, quella è arrivata dopo, con la neve di febbraio e altre cure da fare.In quei giorni mi ero rifugiata nell’angolo del divano a sferruzzare improbabili sciarpe e inutili borse di lana, grandi ,piccole ancora incomplete per altro. Sorridevo e cercavo di non far trapelare la mia paura. Solo ora capisco lo sforzo che mi è costato contenere tutto e trasmettere alla mia famiglia quel tanto di apparente serenità che ci permettesse di andare avanti.

Ora sto bene. Il mostro è stato tolto, le cure sono state pesanti e dolorose, ma utili, almeno per adesso. Ogni volta che faccio un controllo ed è tutto a posto mi sento felice, viva, piena di voglia di fare progetti e di andare avanti, nonostante l’incertezza di questa situazione. Ogni giorno scopro un modo diverso di vivere, sorrido alle persone che non conosco, sono diventata gentile, sono uscita dal mio guscio di ostilità. Oggi un vecchietto mi ha fischiato dietro, fraintendendo i capelli candidi e il piumone dell’anno scorso che mi fa diventare una morbida palla. I capelli bianchi sono splendidi, candidi come la neve, aspettano solo un taglio sapiente per date forma a questa nuova io che sono ora. Ora ho il sole nel cuore e spero che rimanga.

Non facciamoci prendere dal panico

La Legge Reale no. Lasciamola dove sta. Perchè così, riproponendola, vincono i blac blok, se cambiamo le leggi sulla libertà personale. Più soldi alla polizia e strumenti moderni, benzina per le volanti e un numero maggiore di poliziotti equipaggiati in modo attuale, e la sicurezza è certa.  Altro che la Legge Reale, poi apriamo alla legge Rocco  e il cerchio si chiude.

Chi non ha vissuto  negli anni 70 non ha idea di quello che succedeva. La libertà va tenuta stretta e anzi, va tutelata, non ceduta all’ l’emozione del momento. La reazione alle violenze di sabato è già qui : smascherare gli incappucciati, raccontare al mondo chi sono coloro che si nascondono dietro un fazzoletto nero o una maschera e che dopo aver studiato in Grecia come si fa guerriglia sono arrivati in Italia, a Roma. Rimane comunque il vero e unico dubbio: perchè solo a Roma?

E aggiungo io far pagare i danni a coloro che hanno distrutto, o metterli ad aggiustare le strade, rimuovere la ferraglia  bruciacchiata  delle auto sotto gli occhi indignati delle vittime. Un sano bagno di reltà.

Addio Jobs

Intorno agli anni ’90 mi portarono un computer, un SE Machintosh, lo posarono sul tavolo, lo accesero e indicando lo schermo grigiastro mi dissero che era facilissimo usarlo, bastava studiarlo un po’. Sul momento, presa dall’euforia, ho iniziato a cliccare a vanvera e alla fine qualche finestra l’ho aperta. Ho cominciato così a usare il Mac, da sola, esplorando le funzioni, nell’inglese che non conoscevo. Una vera gioia rispetto a Window e alle sue sottocategorie. Il Mac è un sistema intuitivo, geniale, che lavora quasi da solo. Poi sono arrivati gli altri computer, l’Ipod, Ogni volta era una lode al genio che l’aveva pensato, a chi era riuscito a realizzare un’idea apparentemente assurda. Ora non c’è più. Mi dispiace per l’uomo e per il genio creativo. Il mondo avrà meno fantasia, perchè le persone come Jobs rendono il mondo più fantasiono e rendono possibile la realizzazione dei sogni.

Mentre in Italia passa la legge bavaglio. Ed entra la dittatura informatica.

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