Categoria: Popoli

Guardando Ballarò ora.

Tutto aspettavo e pensavo ma non che Cicchitto e Sallustri litigassero a Ballarò su Berlusconi e la politica da attuare domani. Fiducia o sfiducia  al governo Letta? Non so se questo basta per  risarcire  la nostra pazienza e la nostra dignità calpestata in tutti i modi negli ultimi venti anni. vedere che litigano loro che per tanto tempo hanno insultato il mondo intero che non la pensava come loro e che sono i cagnolini di un uomo ormai tramonto fisico, politico e direi mentale. Il classico colpo di coda che chiude, nello sbranamento interno un mondo pieno di falsità, bugie e compravendita di uomini e donne come prassi. Non basta Dudù, idea rubata a Monti , a risollevare la sorte di questo partito ormai allo sbando, che doveva essere il partito dei moderati ed è diventato il partito delle pitonesse e dei caimani che sbranano per interessi personali l’intera Italia. Che se ne vadano allo zoo e ci rimangano.  In ogni caso il PDL che litiga è una cosa impagabile!

 

Passeggiando per il centro della città

Due passi in centro a Bologna, dentro lo ZTL pieno di gente di tutti i tipi nella giornata della Pace e della Preghiera di Papa Francesco. Dovevo fare altro, ma ho  camminato lungo tutta via Indipendenza fino a Piazza Maggiore. Passeggiate ormai rare, troppo presa dal lavoro e dalla stanchezza o dalle incombenze quotidiane. Varierà umana, giovane vecchia ricca e povera, vestita e no, con un caldo estivo di 30 gradi e l’asfalto che trasuda. Molti stranieri, lingue  e abbigliamenti diversi, tatuaggi , capelli da tasta, o da punk o da chissà che. Un casino. Non c’è più la città del passeggio al sabato pomeriggio per fare  “la Vasca” sotto il portico del Pavallione ( forse ci va la gl ma non mi piace) delle persone borghesi, anche perché quelli che a te sembrano jeans da Piazzola sono di marca e costano come il tuo stipendio!. Bandiere della pace, tante bandiere di pace, nere e altro colore in Piazza Maggiore. La Pace, concetto difficile e impossibile da applicare, con tutte le difficoltà e le intolleranze razziali che ci sono in giro. Con la crisi va  molto la guerra che rimette in piedi l’economia  con la vendita delle armi, e dopo con la ricostruzione.  Specialmente nelle grandi potenze, che si fronteggiano sulla Siria e di mezzo noi, che non possiamo fare altro che esporre una bandiera e sperare. Chissà se le masse hanno ancora il potere di fare la rivoluzione. Non mi pare, anche perché non interessa a nessuno.

Piazza Maggiore e aereo di Ustica disegnato sul crescentone. Impressionante. E quello era SOLO una prova di guerra.153709842-18b833b5-9e90-4328-ac39-a4255cefcadb

 

Ebbene sì, sono tornata dalle ferie.

Ieri mattina c’era una nebbia fitta fitta, 15 gradi di temperatura e le montagne invisibili. Mi sono infilata il maglione, e altri strati di maglie poi sono salita in macchina. Viaggio comodo, senza ostacoli, per fortuna. Camminare, respirare a fondo, andare per boschi e poi per malghe. Sì ma non proprio. Devo ancora allenarmi un po’ quindi ho fatto con calma. Poche passeggiate nei boschi, ma ho camminato ugualmente. In effetti non sono ancora la top, e quando mai?, cercherò di allenarmi in futuro. In compenso  ho fotografato molte case caratteristiche del luogo. Sono andata nell’alto Veneto, ma preferisco il Trentino.

Il ritorno, almeno alla fine di agosto, è sempre pieno di buoni propositi, un capodanno in anticipo: mi iscrivo in palestra, faccio la dieta, basta con i carboidrati e cose così. Poi si riprende il tran tran e si torna a fare il solito. Normale.

Mentre ero via ascoltavo le notizie con un orecchio, ma trovavo tutto talmente deprecabile ( e parlo della politica, dell’ egonano e dei suoi servi) che non vi ho prestato particolare attenzione. Con la crisi che c’è, e si vede benissimo, tutto il resto è noia, come cantava Califano, uomo concreto.  Ciò che mi stupisce è l’accettazione della gente, ma credo sia proprio perché è troppo presa a contare le monete che ha in tasca o a controllare che non gli rubino la fabbrica, nel senso completo e reale della parola, che non ha tempo di seguire il resto. Ma rimane una parola che esce: VERGOGNA per questi animali, caimani, pitonesse, falchi, colombe e vermi. Vedremo, ma non sarà comico, solo nauseante.

hyeronimus bosch
Hyeronimus Bosch

Il Cristo con la croce ha sbagliato quadro.

Il ponte blu

Alla mattina amo fare una passeggiata fino al lavoro a piedi. Mi piace il fresco dell’aria, non ancora bruciata dai raggi del sole  e i pochi passanti che attraversano  le strade, specialmente ora, in estate, rari e spesso in bicicletta, o con il cane al guinzaglio. La strada è sempre sotto il sole, fino alla voltata del ponte blu Si chiama così Ponte Blu in onore del gemellaggio con una città della Grecia, a Creta, Rhytimnon, Il ponte è piccolo ma con quattro torrette blu e si slancia fra le due rive di un torrente, l’Idice.

Ad un certo punto del passaggio sul ponte, girando lo sguardo verso est il fiume appare un luogo diverso, un qualsiasi luogo di villeggiatura, l’ansa di un fiume che si perde nel nulla, fra cespugli, alberi ed erba alta. A volte le anatrate, pare messe  da un privato, e un airone, libero e solitario nuotano nelle pozze più profonde, felici, penso. In  due o tre secondi mi libero di tutta la fatica quotidiana e mi rilasso, penso che in fondo basta vedere il paesaggio con occhi disincantati e sembra un mondo diverso!

 

 

Internet e la rivoluzione dei popoli

Non c’è bisogno di essere degli analisti per capire che internet sta modificando la mentalità delle persone a livello mondiale. Tutti o quasi possiedono un cell, gli immigrati per tenersi legati alle famiglie lontane, i senza casa, coloro che lavorano, persino i bambini per chiamare i nonni. Tutti. Il cell fa sentire sicuri e vicini ai propri affetti. Ricordo una telefonata dalla Mongolia, io sotto il sole del mare, dall’altra parte nel deserto delle pianure mongole, in un unico attimo di collegamento satellitare.  Fu una forte emozione sentirsi dire “Sto bene” da tanti km distanza. Il cell ci collega a internet e ci mette a disposizione i pensieri e le differenze del mondo. E la voglia di  democrazia dei popoli. Ma non nel senso di chi crede che la rete sia la Grande Madre della democrazia, ma solo perché fa conoscere, come una volta i cantori  che portavano storie o prima ancora i mercanti che diffondevano ciò che accadeva nei paesi attraversati. Ogni popolo cerca la  strada per la sua democrazia, invece i potenti reprimono questa esigenza. Dalla Primavera araba alle proteste in Brasile si scopre un mondo di uguali, gli sfruttati, e un l’altro mondo, sempre esistito, di ricchi e potenti. Mi chiedo che fine farà la nostra voglia di democrazia e di uguaglianza se saremo schiacciati sempre di più verso la povertà, rendendoci  un unicum mondiale di servi e lavoratori senza diritti. Il chiavistello di questo progetti si apre con le crisi economiche che pongono in primo piano la sopravvivenza, cancellando la parvenza di democrazia fin qui ottenuta. Basta guardare ciò che è stato fatto alla Grecia, per poi far dire al Fondo Mondiale, forse potevamo fare diversamente. Trovo preoccupante questo laboratorio verso l’appiattimento, perché ne va anche del nostro futuro. Mi spiego : mentre i brasiliani protestano perché non hanno servizi sanitari e di protezione, noi li stiamo perdendo con la scusa che non ci sono soldi. Arriveremo ad un punto in cui tutti, brasiliani, arabi, cinesi, lo sono già, indiani ecc avremo pochi servizi, poche libertà, poco lavoro, costretti alla sopravvivenza. A meno che i potenti non si rendano conto che senza la nostra microeconomia loro non ci guadagnano.  Per essere domenica mi sono fatta prendere da una visione pessimistica del futuro. Spero passi, spero di sbagliarmi, perché le mie sono solo parole che nascono dal cuore. Pace per tutti.

In onore di Vasco Rossi tornato sul palco. P.S. Vasco ha la mia età, ha fatto le magistrali, esce da un periodo nero. Sono solidale.