Categoria: Pensione

Aspettare la sentenza di domani ( quota 96)

Sto aspettando che la Corte di Cassazione emetta la sentenza di incostituzionalità o no della legge Fornero sulle pensioni dei docenti. Sono tesa, perché da domani saprò se dovrò restare al lavoro per latri anni oppure andarmene in pensione.  Altra vita, altri progetti in alternativa alla sveglia delle sei e al conteggio dei recuperi e delle ore. sembra una eresia dato il momento, ma ogni persona ha la sua storia. La differenza fra chi va in pensione da insegnante è che smette di lavorare in settembre. La Fornero ha deciso invece che il conteggio della pensione parte da gennaio facendo lavorare le persone sei mesi in più. E quelli del 52 si sono visti allungare gli anni di lavoro fino al 2016/17 perché nati da gennaio in poi . Ora speriamo che mettano una pezza a questa ingiustizia, così lasciamo il posto a 3950 precari, che potrebbero essere assunti in ruolo. Anche per loro voglio andarmene. Speriamo!

Mi sta crescendo la barba

Non sto dicendo che con la vecchiaia (?) mi sto mascolinizzando come accade spesso alle donne, che si tagliano i capelli , rinunciano a ogni orpello di bellezza, salvo togliersi qualche baffetto. No , sto parlando della storia politica attuale. Ne ho le tasche piene: del governo, dei nani e delle parole al vento. Basta. Non se ne può più. Si credeva che il peggio fosse quando comandava la Lega, ma ci siamo sbagliati. Sono tutti in accordo, anche i 5S che , dalle parole di Grillo si scoprono razzisti e contrari all’accoglienza dei naufraghi, perché farebbero perdere voto. Peggio di così non è possibile.  E allora ci si dedica ad altro. Basta politica e dibattiti, meglio giochini e calzette. Io aspetto la soluzione dei quota 96 o per l’altra situazione, ma qui non si muove foglia. Mancano soldi. E allora rimango in ufficio, la cui vita racconterò un’altra volt, fra timbri, fotocopie e pause caffè! Dovrei rimettermi a fumare  per fare più interruzioni. Però bevo molta acqua, quindi…

Aspettando che il pesce scongeli

Che confusione! Da ogni parte, sia chiaro, sia nella vita politica che nella vita e basta. Gioco a giochini stupidi aspettando :

che il ginocchio guarisca, finisca la conta dei QUOTA 96, per sapere se andrò poi in pensione, si decida per i docenti fuori ruolo, che il pesce si scongeli, che il giochino si ricarichi che le vite finiscono subito, e io non voglio spendere soldi, che il governo faccia qualche cosa, che la politica si muova, che i  5S diano un colpo di reni, anziché  bamboleggiare, che si sia qualche film decente in tv, che mi vengano idee per il nuovo romanzo, e che tutto diventi più chiaro, meno confuso e nebbioso. Non è per caso, tranne il pesce che si scongela. Il tutto è voluto. Dai mezzi di comunicazione e dai politici. ormai alla sera spengo la tv e leggo un libro. Ho noia anche dei libri. Basta, vado a fare il pesce. Per il resto può aspettare.  Ma una domanda mi frulla in testa : il nuovo dov’è? Non c’è, come nella moda,  ora si ricicla tutto, specialmente le idee ammuffite e obsolete. I nomi delle tasse per esempio. Potevano chiamarla TRISTE. Una tassa triste è il massimo!

 

Settembre periodo di controlli

In settembre iniziano i controlli per la visita di ottobre. Fin qui normalissimo. In effetti non c’è nulla di particolare se non che nascono subito due problemi:

a)come fare per andare a farti fare i controlli negli stessi posti, con gli stessi medici?

b)quanto sarà cambiato l’iter, il tempo o altro nei sei mesi di lontananza per avere il risultato?

Bene, questa non è una banalità. Per avere la visita nello stesso ambulatorio e con lo stesso medico a volte si finisce in coda, nella lista delle attese, anche se la richiesta l’hai fatta in aprile per settembre.

L’esito di altre visite ho scoperto che arrivano dopo due mesi e mezzo e non dopo uno , come prima. Vuol dire che non ce la fai, se hai prenotato a settembre per ottobre e in ogni caso saranno sempre passati due, tre mesi, che non sono pochi.

Anche questa è la crisi, riforma della sanità e la riduzione degli sprechi. Mi sono sentita dire che bisogna organizzarsi, adoperarsi per tempo. Ma qui in sei mesi si trasforma tutto!

Meno male che sono ottimista, spero di farcela, anche con la gentilezza del personale medico, vittima come me di queste ristrettezze. E questa volta erano solo due!

ospedale 33

Troppi senza tetto in giro

Di solito in estate, con il caldo,  i senzatetto vanno al mare a svernare diciamo. Oggi, girando per il centro della città ne ho incontrati tanti, avvolti nei loro cartono o con i visi  pitturati di bianco per chiedere l’elemosina. In effetti quello che era seduto sugli scalini di una casa padronale della strada nobile della città mi sembrava un  fuori posto. Già il fatto di avere scelto una strada nobile ma poco frequentata ne mette in evidenza la scarsa abitudine alle elemosine. Ho visto gente ancora avvolta nei suoi cartoni protettivi, altri che facevano collane di carta accerchiati da sacchi di strisce, forse documenti tagliati, non so. Mi si è stretto il cuore, mi piacerebbe aiutare tutti, ma non è possibile. Alcuni non sono andati al mare, perché? Troppa concorrenza? La città in estate è calda, soffocante e ostile. Ma forse va bene per chi si accontenta di uno scalino grande e protetto dal portico, beati i portici per il bene che fanno!Qui da me, in campagna i senzatetto non li vedi perché si nascondono  dentro le case abbandonate, vuote, e dopo li portano fuori, quando li trovano,. In campagna si sta meglio, decisamente, ma è lontana dalla città e da tutti  i confort che i senzacasa conoscono. Ho scoperto anche i residui di case o meglio di capanne lungo la ferrovia, nascosti dalle foglio delle siepi fitte degli alberi di acacia. Sedie e poltrone di plastica abbandonate , in inverno colpiscono e ti fanno intuire una vita nascosta, lontana da te ma vicina alla tua voglia di vivere bene.

M in centro non c’è tanto, solo portici e scalini di palazzi antichi e abitati da persone che vivono un’altra vita. Riflettevo si questo e dopo mi sono sentita dire, da ben altra persona, che non si muove più nulla, non c’è speranza di nulla, non c’è nemmeno la speranza di una pensione privata che cresca. E allora ho capito che anche loro, i senza casa, odio la parola barboni  perché ci sono persone curate anche fra di loro come ci sono persone che non si lavano anche fra di noi “normali”! Mi auguro che la loro estate sia una buona estate. Auguri a tutti, che siamo uniti dal detto” non c’è trippa per gatti”.

Un pensiero ai senza casa e un abbraccio affettuoso

Che si fa?

Piove, è brutto tempo. Si lavora con il golfino di lana e l’ombrello a portata di mano. Allora si cerca conforto nella tv, dove è tutto finito e ricominciano le repliche. Un delirio, allora si legge, considerando che ho abbandonato Villa Metaphora, dopo 50 pagine mi sono buttata sui gialli o noir, che tanta soddisfazione mi danno.  Manca la politica. Ma di quella ho deciso di non occuparmene per almeno due settimane ( si accettano scommesse che non ci riesco). Mi pare una enorme, grande e collassante presa in giro. Non cambia niente, solo chiacchiere. Mi rimarrebbero i processi ma non me ne importa nulla, tanto  salveranno l’imputato prima o poi. Non leggo nemmeno più i quotidiani.

Quindi? Sono tornata ai miei antichi amori bricolage e fai da te, ora ho aggiunto la tintura dei tessuti e dei filati. Un hobby come un altro. Per tre a mano delle bags o altro. Mi ci vorrà un banchetto prima o poi per vendere i prodotti del mio ingegno!

Intanto lavoro, vita da ufficio con tanto di caffè-brek, macchinetta che sputa caffè dal sapore pessimo e persone sempre un poco agitate. Come in ogni posto, naturalmente. Tutto nella norma, insomma. Naturalmente scrivo. e tanto. E mi diverto!

Knit Bags

C’è sempre una sorpresa.

Finite le elezioni o il referendum chissà se potremo rimanere qualche mese senza doverci occupare di politica e crocette? Non se ne può più. Basta a chi ci chiede di dichiarare il nostro voto, basta a chi chiede cosa vogliamo, basta a chi si domanda cosa deve fare.

L’unica cosa da fare e che i politici in Parlamento non fanno è muoversi per uscire dalla crisi. Così pagano in termini globali di votanti, vincono gli astensionisti, e in termini relativi. L’unico che , oh! stupore, tiene è il PD. Non ho più voglia di analizzare più di tanto quello che sta succedendo. Mi sto annoiando da un po, tra le  bizzarie politiche di chi si stupisce di aver perso elettori senza aver mosso un dito in Parlamento ( il M5S). Se Beppe Grillo dichiara con rabbia che c’è una parte dell’elettorato che è contento del suo lavoro sicuro o della sua pensione ha ragione. Chieda a un disoccupato se non farebbe cambio! Grillo copia B. che per ora, per fortuna tace. Mi pare che alla fine i partiti vivi, con tutti i loro contrasti siano proprio quelli di area centrosinistra. Saranno conservatori, che buffo! una volta erano rivoluzionario, e resistono. Gli altri stanno svanendo come la sabbia durante un maremoto. Grillo ha deluso con quel suo restare sull Aventino, è tutto qui l’errore, e B. ormai è una fotografia sbiadita che sta vaporando. Noi restiamo qui, in attesa che il mondo cambi e che la crisi termini. In fondo siamo positivi! E poi c’è un poco di sole e questo porta bene!

La monotonia della quotidianità

Mi sto abituando agli orari, alle consuetudini e alle persone dell’ufficio. La vita capovolta nell’arco di alcuni anni, senza andare all’estero. Comincio ad apprezzare il pomeriggio libero, e la camminata giornaliera a costo zero. Se poi mi sveglio con il sole è meraviglioso. dalla cucina vedo un albero che si sta riempiendo di foglie e bere il caffè è un momento ottimo per iniziare la giornata.

Avevo bisogno di un periodo tranquillo, senza scossoni. Un periodo in cui la quotidianità sia fatta di monotonia, certezza dei gesti e degli orari. Una vita stancar , se esiste una vita standard.

In compenso scrivo e molto. Chissà se riuscirò a finire qualche opera in modo sicuro!2012052710monotonia