Category: Mondo

In sintesi

Giorni confusi, politicamente parlando. Un teatrino degno di miglior causa, governi che si fanno o non si fanno dipende dall’umore, leader politici che chiedono l’incriminazione del Capo dello Stato, ma anche no,  ( per capire rimando alle pagine di politica). Sullo sfondo l’uscita dall’euro e le prossime amministrative del 10 giugno in 700 comuni italiani. Fra il Movimento Cinque Stelle e la Lega non so chi sia peggio. Mi dispiace per chi era convinto che votandoli sarebbe cambiato qualche cosa. Non so chi sia peggio, se Salvini con la sua strategia di accaparrarsi più voti possibili alle prossime amministrative con questo gioco sporco o Di Maio, leader Cinque Stelle che si lascia infinocchiare in modo così pacchiano. E torna dal Capo dello Stato con le scuse e la richiesta di tornare a parlare del loro governo.

In sintesi Salvini gioca a poker, Di Maio al gioco dell’oca!

In effetti i voti dei cittadini non significano nulla. Sullo sfondo inoltre i mercati e la Borsa chi risentono del caos che si è creato. E il mese sta terminando e ci saranno mutui e rate da pagare, certamente più cari.

 

 

Una volta

Una volta sono andata al cinema, in una bella sala di Bologna ormai chiusa da tempo. Ci sono arrivata dopo diverse peripezie, infatti io non amo girare con l’auto dentro le mura, troppe strade strette, parcheggi introvabili. Il desiderio di vedere un film di ambientazione storica, di cui avevo sentito lodi, mi ha convinta ad uscire nel traffico.

La sala era piena, tantissimi giovani, si sa che Bologna è una città di studenti universitari, molte coppie, adolescenti brufolosi e pacchi di pop corn in mano oltre all’immancabile coca cola.

Il film credo trattasse il difficile rapporto fra Lancillotto e Ginevra  in chiave diversa, moderna, Mentre cambiavano le scene dal pubblico si sono sentite battute, che hanno spezzato la storia e infastidito i più. Ma la qualità del film e certe discutibili scelte imposte agli attori ben presto hanno trasformati quello spettacolo in una storia ridicola, assurda e incomprensibile.

Al termine del primo tempo, annoiati e arrabbiati dallo spettacolo meschino, avremmo potuto tornarcene a casa, delusi e amareggia dei soldi spesi. Invece, dopo esserci guardati bene in viso e aver percepito nell’aria un  pizzico di ironia imprevista ci siamo rimessi al nostro posto,  tutti ansiosi di vedere e sentire lo spettacolo.

E’ stato uno dei film più divertenti della mia vita che nemmeno Gazebo o Propaganda live ne avrebbero offuscato lo spirito goliardico. Per una di quelle magie che incomprensibilmente si creano fra sconosciuti, iniziarono a volare nell’aria battute, rimandi, commenti da sbellicarsi dalle risate. La scena finale la ricordo ancora, questo personaggio medioevale era aggrappato a una tenda e cercava di salvare la donzella. Si è concluso con un applauso fragoroso, fischi e commenti a piene mani! Purtroppo non ricordo le parole, le battute, perché a volte ciò che accade è irriproducibile. All’uscita si è riso, e  scambiato sguardi ridenti con perfetti sconosciuti, diventati per il tempo di un film compagni divertenti.Il film è stato tolto dalla programmazione il giorno dopo, ma il ricordo di quella bella serata è rimasto..

Che c’entra questo ricordo? E’ che mi sembra di essere spettatrice di un film, in cui i protagonisti si distinguono per ridicolaggine e faciloneria, recitando scene dirette da altri, di cui non sono convinti fino in fondo. Pessimi attori e pessima trama. Parlo di quelli che fino ad oggi ci hanno tormentato con “governo sì, governo no” dal 4 marzo. Se vi sembra poco.

 

 

Ma le armi si comprano al supermercato?

E notizia di ieri che hanno arrestato quattro italiani venditori di armi in Libia. Probabilmente freelance, visto che li hanno arrestati, <altrimenti non ne parlavano nemmeno. Oppure come nel caso di Ilaria Alpi i media l’avrebbero tenuta lunga  e riempito le pagine di false piste. Ciò che mi chiedo è ma dove si compra un elicottero da guerra, venduto come autoambulanza? Si sa che c’è una fiera delle armi annuale, ma non credo che chiunque possa tornare a csa con un kalashnikov. Poi cercando come si scrive è venuta fuori la scritta Kalashnicov prezzi. Sì forse si comptra al supermercato. Ma noi non siamo in USA !

E il romanzo non piace?

Una persona che conosco, amica? non so, aveva accettato di leggere un mio romanzo e fare un poco di editing, visto che lei si vanta sempre di saperlo fare. La storia di questo romanzo è, direi, travagliata. Scritto degli anni 2000, dato ad una agenzia per fare l’editing , pasticciato il tutto e quindi ritirato, rimesso nel cassetto, nuovamente proposto a due persone  che non hanno finito di leggerlo. Quindi ne deduco che è bruttissimo. Forse noiosissimo, forse inaccettabile. Sono solo io che amo le storie dei senza storia? Mah!

La mia amica mi da appuntamento per bel quattro volte. Io ogni volta mi preparo piena di entusiasmo, anche con l’idea che non piaccia, sia orribile. Ma sono adulta e in grado di affrontare le sfide della vita, che se fossero solo queste, sarei a posto. Ogni volta si rimanda quasi all’ultimo. La prima volta per causa mia, lo ammetto, le altre per problemi vari suoi. Quindi le ho chiesto al telefono, mezz’ora prima di partire da casa, se è così orribile, come intuisco. Ma no, mi piace ma si vede che è ancora grezzo, che non è un romanzo, queste sono le bozze. E che allora l’agenzia che ha fatto? Non risponde e io che non amo gli scontri le dico di stare tranquilla che lo riprendo in mano, poi vedrò.

Il problema di fondo è che io a questa storia o meglio alla motivazione delle storia ci credo, sono convinta che possa piacere, ma un romanzo storico deve avere delle caratteristiche particolari e non sempre piace  a tutti.

Proverò di nuovo  a metterci le mani, forse a riscrivere alcuni capitoli, a rivedere le correzioni della agenzia e umilmente ripartirò. Ma lo voglio vedere finito prima o poi!

Ho anche deciso che non chiederò mai più a qualcuno di leggere qualcosa di mio, primo perché i tempi sono infiniti, secondo se non piace non riescono  a dirlo!

Dicono che se proprio non si riesce a pubblicare è bene farlo sul blog. Mah! Non sono sicura che sia una buona strada.

 

 

 

IL blog è morto, viva il blog

Anche la tecnologia ha il suo reparto archeologico, vecchi pc cui guardiamo con tenerezza perché vi abbiamo trascorso le prime ore, storditi da questa cosa che non è c’è ordine in quello che cerchi e se non ti punti le pagine sei perso. Oppure un gioco nostalgico con conigli che devono attraversare una scala mobile per poter arrivare alle carote dall’altra parte. non le mangerà mai, nonostante i tornei e le dispute tra amici ormai adulti entusiasti come i bambini. Il Pc era un Lemon, chissà che fine ha fatto.

Poi la comunicazione, i social si dice adesso. La chat che non prendeva mai, le email tra sconosciuti, messenger eccc. Poi il blog dove si può scrivere di tutto. A differenza di Facebook che è abbastanza anonimo qui sei responsabile di quello che scrivi e riconducibile a una persona fisica, sotto la responsabilità di una piattaforma. Insomma parlano di libertà di espressione!

Un blog lo scrivo da sempre, sono riuscita anche a salvare le pagine di alcuni eliminati con la piattaforma intera, tipo Leonardo. Ma dopo l’arrivo di Facebook e simili ho lasciato un poco perdere. Ma è arrivato Matteo Renzi, ha aperto il suo blog e a tutti noi ha dato una speranza. Essere letti!

Ebbene ho pensato che posso dare nuova vita a questo blog alternando pensieri miei sulla politica e pubblicando le mie cose scritte, possibilmente già pubblicate. Perché sui social diciamo sta diventando un macello, sembra di essere su un autobus nell’ora di punta dove tutti parlano, si esprimono liberamente e non si capisce nulla.

Bene, grazie per l’attenzione. Per coloro che mi stanno già seguendo comunico che la Pet è risultata negativa e questo mi lascia altri sei mesi di leggerezza. Poi vediamo.

 

 

 

 

1 Maggio, Festa del lavoro?

Oggi si festeggia il primo Maggio fra garofani, inaugurazioni e disperazione. Si festeggia il lavoratore, che non dovrebbe fare più di 8 ore al giorno e avere un lavoro per vivere con dignità. Dignità parola grossa attualmente .  Lavoratori se hanno il lavoro altrimenti disoccupati . Nell’ultimo mesi i disoccupati sono aumentati alla faccia di tutte le riforme del lavoro favorevoli alla Confindustria. Tanto favorevoli che stianno svendendo tutte le attività agli stranieri, cinesi in prima linea, i cui lavoratori prendono 3 euro forse all’ora e sono quasi schiavi.

Conosco persone che lavorano a 3 euro all’ora anche in Italia, altre che vivono con 350 euro al mese, tutto compreso. E non sono pensionati con la pensione minima sono lavoratori e non disoccupati. Sorridono e vanno avanti.

Si inaugura l’Expo, che sinceramente non ho seguito molto, troppe polemiche attorno al cibo, che serve per non morire di fame e invece in molti ci si ingrassano abbondantemente. Non con il riso o la tapioca ma con il denaro utilizzato per costruire questo mostro.  Nessuno parla dei lavoratori anche volontari, senza stipendio quindi per mandare avanti una esposizione il cui costo è triplicato.

Ultima annotazione: bisognerebbe proporre mi hanno detto. Propongo che il denaro venga ridistribuito a cominciare dalle pensioni d’oro, in modo che tutti possano vivere dignitosamente. Oltre alla proposta si far entrare gli operai nel Consiglio di Amministrazione delle industri. Il problema è che industrie non cene sono quasi più. Buon Primo Maggio.

Due titoli in uscita, in gruppo, ma non sono Manzoni

Capita che io scriva dei pensieri,  racconti le storie di personaggi in corsi di scrittura o progetti in rete. E capita che escano nello stesso periodo.  Mi piace questo confluire di energia positiva. Ne ho bisogno dopo tante riflessioni amare sulla parola scritta, lo sguardo puntiglioso degli altri, la severa visone del critico che c’è in me. La mia parte anarchica rifugge dalle regole imposte, perché diventano catene, ma anche vivere liberi richiede del coraggio. Io non so da che parte sto, tentenno. Ho scritto due cose una in un laboratorio di scrittura, inventandomi un personaggio all’interno di una storia, quindi sotto la lente del gruppo; l’altra in piena libertà, quasi in fretta, con l’urgenza di raccontare i miei pensieri della mattina del due agosto. Per lasciarlo  a chi non ha  memoria della strage e del pericolo costante della democrazia.

Esperienze opposte una faticosa e l’altra incosciente. Ma sono soddisfatta.

Il 16 dicembre 2014 alla Mediateca di S Lazzaro presentazione di “Trailer,” libro del collettivo InDIMondi, Giraldieditore, coordinatore Gianni Cascone, copertina di Pietro Annicchiarico, un mito

Il 12 gennaio 2015 a Ozzano dell’ Emilia presentazione dell’e.book” Il nostro 2 agosto.” Copertina di Gabos curato da Officina Marziani e Luca Martini. Partecipazione gratuita, lavoro gratuito da parte di tutti, Ed Tombolini.

Dimentico tutti/o

Fra i molti pensieri che si accavallano nella mente vorrei scartare quelli negativissimi, che in questo periodo connotano la mia vita di un pessimismo inconsueto.

Mi concentro sulle mie dimenticanze, forse conseguenza dei pensieri negativi o forse semplicemente l’età e la scarsa attenzione. Dimentico tutto: password, nomi di persone, cose, parole nel loro significato, appuntamenti, cose da fare. Semplicemente ca…..ggio. In effetti perdo anche le agendine su cui trascrivo amorosamente password, raccontini, appuntamenti e altro. Così  sono in una costante  caccia al tesoro. Perché le agendine si muovono da una borsa all’altra, da un cassetto all’altro. Camminano e mi sfuggono. Una volta che le  ho acchiappate emergono delle cose assurde che ho scritto, pensato o appuntato qua e là. Non sono più io.

Chissà se è successo anche ad altri di perdere il consueto e doversi inventare una mente nuova. Mah! Forse sì, forse è normale dopo un trauma, una tragedia, un problema grosso. Il bello è che io mi immaginavo che nel tempo sarei diventa sempre più certa, sempre più radicata nelle mie idee, abitudini e convinzioni. Invece sta cambiando tutto il mio orizzonte. Perciò ormai non mi stupisco più di tanto se dimentico il nome della lavanda, o di una persona, o il titolo di un libro appena letto con piacere. Basta accettare tutto questo e ci si abitua a vivere  sulle sabbie mobili.

Ma non vorrei diventare una lagna, e si sappia leggo molto, ho appena terminato IL PUZZLE DI DIO, sono in attesa del prossimo libro di Elena Ferrante, ho partecipato a una piccola raccolta di scritti sul 2 agosto che mi dicono diventerà una gran bella cosa. Insomma vado avanti, ma  sempre con il paracadute aperto e controvento. Sai che fatica!

Canzone Vanoni  : La vita che mi merito

 

La via di fuga

Non c’è via di fuga, non esiste. Mai come in questo periodo mi sento  in prigione, una prigione di costrizioni, obblighi, doveri e obbedienze .

Si sa prima lavoravo in un mondo anarchico, in modo anarchico, gustando i sogni del futuro e le aspettative. Ora lavoro dentro un loculo di quattro persone tristi, annoiate, scocciate e freddolose. Le mie finestre aperte sull’aria del cortile  sono chiuse da incomprensibili ostacoli termici e atmosferici. Non si ride più. E la cosa mi mette una tristezza che ogni giorno posso quantificare in base alle risate, sempre più rare e ai pensieri positivi, sempre meno presenti. Una tristezza assurda.

Dovrei adottare la resilienza, ma ammetto di non sapere nemmeno dove sia. Un’anima creativa muore dallo sfinimento più che dalla fatica. Il grigiore del travet, adesso so di che cosa si parla e non so come si possa fare a trascorrere una vita così!  Ma potrebbe essere che oltre le apparenza ci siano persone molto alternative, vitali, contestatrici. Nel mio piccolo no.  Un mondo di donne piccole piccole, legate alla loro sopravvivenza e al loro piccolissimo spicchio di potere. La burocrazia al potere. Ma sono arrivati al potere uomini…giovani, nel pieno della vitalità e della carriera…ne vedremo delle belle!!!

Allora sorrido! E metto bollini sulla mia personale collezione di soddisfazioni!

Politica del gelato

In questo periodo va di moda il cubetto di ghiaccio e il gelato. Nella vita normale un buon gelato aiuta a sopportare il caldo, i cubetti di ghiaccio li vedo bene in un tè freddo o in un aperitivo. Ma sono stati usati per fare pubblicità a una malattia terribile, la SLA, e il gelato per rispondere all’ironia di un settimanale americano sul “nostro” Renzi.
Nel caso della SLA si è parlato molto della malattia, ma le donazioni sono state poche. Forse il cubetto ha raffreddato la generosità! Sicuramente ha solleticato il narcisismo spinto di tutti coloro che hanno partecipato. Ma le donazioni languono.
Poi il gelato di Renzi. La comunicazione al potere, in modo così smaccato che ormai non sa nemmeno più che raccontarsi. Sul primo ministro Renzi si potranno fare trattati relativi alla disinvoltura nel cambiare idea, ammesso che sia veramente idea, fino al negare quanto detto poco prima.
Avrei da raccontare sull’atteggiamento in relazione ai famosi Q96 da parte di politici, deputati e parlamento intero, quasi sit comedy delle peggiori seguita dalla pochezza del giornalismo italico. Notizie che si sono strascinate da una fonte all’altra in un tripudio di niente, nessuna ricerca personale e precisa sulle situazioni.
E lui in cima. Parla a spot, secondo slayde che altri hanno elaborato. Rimangiandosi quanto affermato prima. Un esempio: vi stupiremo sulla scuola il 29 agosto, nel CdM.
Il 29 agosto non c’è possibilità di parlare della scuola nel Cdm! Si rimanda ad altri tempi.
Bene, Io ho sempre temuto l’aiuto dei boy scout per attraversare la strada.Funziona se conosce il codice della strada, Ma se passa con il rosso? Ebbene noi stiamo passando con il rosso, tutti dietro. E ci sta venendo addosso un tir di cose non fatte e di crisi. Meglio attraversare da soli! E senza gelato!