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La provincia. 4 Gli abitanti

La gente che abita il paese lungo si divide in due gruppi : quelli che conosci da sempre e gli altri. Gli altri sono quelli nuovi. Li vedi girare sperduti alla ricerca di qualche negozio, qualche vetrina. Ma non c’è niente! Però c’è molto verde.

Quelli che conosci invece sono le persone con cui praticamente hai trascorso tutto questo tempo anche senza frequentarli. Li incontri in pasticceria, alle feste dell’Unità o del Pd o quelle del paese. Frequentano il centro anziani o la parrocchia, dividendosi in quelle che giocano a burraco da quelle che fanno i tortellini. Per gli uomini ci sono quelli che che stazionano nelle baracchini dei gelati e quelli che sostano nei bar. Parlo sempre di persone in età perché i giovani non li conosce nessuno. E’ solo dopo una certa età che si manifestano.

Un modo per riconoscere gli uni dagli altri chiaramente ci sono i soprannomi la cui origine rimane un mistero.

Se senti chiamare Pluto non aspettarti di vedere arrivare uno lungo lungo. No, assolutamente, ma nemmeno Paperino c’è. Qui , Qui e Qua non sono mai stati nominati. In compenso troviamo Tajazeda, che attualmente sfreccia lungo la statale del  paese lungo con la sua bicicletta e i bermuda invernali. Lui è uno che sa tutto, tu puoi chiedergli qualsiasi cosa che lui la sa. Di Cuba si sa per certo che è italianissimo, ma è fornito di un paio di baffi incredibili e tante pipe che accende a tratti. Nessuno l’ha mai visto senza. Bicio invece sta diventando una star, da quando è in pensione si occupa di mostre, allestimenti, e gira per l’Italia, lui che al massimo era andato a Milano!

Bone continua a lavorare  fra i tubi e gli elettrodomestici, in attesa  dell’agoniato periodo di riposo, leggermente incattivito perché le sue canzoni, stile Freak Antony, non piacciono. La realtà va oltre l’immaginario!

le donne preferiscono darsi soprannomi semplici :la sarta, la Lella, la Santona, la perpetua, la Tina, ma il più diffuso e la zitella per alcune e la moglie di

  1. Per le altre restano le vedove, le spilungone, la ballerina. Le donne si ritrovano fra di loro in occasioni prettamente culinarie e allora si che se ne vedono delle belle!

La provincia. 1 Il paese.

Nel film “parenti serpenti” una madre dice alla figlia di smettere di mangiare che ha già un culo che fa Provincia. Come se solo in provincia ci fossero le persone grasse e trascurate. Invece le ragazze qui sono molto attente alle diete, al trucco, ai vestiti per non sentirsi in imbarazzo nei confronti delle altre e pure i compagni ci tengon all’aspetto. La provincia inizia con campi coltivati ai lati di una strada non troppo ampia. La strada, che porta al mare ha alcune curve e incroci trafficatissimi che nel tempo sono state riempite di rotonde. Sembrano padelle della sagra di SanGiovanni. Enormi e impossibili da tenere sotto controllo. Le case, una volta solo trattorie di ristoro per villeggianti sulle carrozze o mercanti, le trovi ai due lati della strada in una serie ininterrotta. Lo hanno chiamato il paese lungo. Trovi la chiesa “vecchia” all’inizio, la casa comunale a meta’, la farmacia qua e là dal ponte, negozi e bar verso la fine. Se hai bisogno di qualsiasi cosa, tipo pregare o farti un certificato o comperare il pane preparati che c’è da camminare. Naturalmente attorno , specialmente dalla parte della campagna sono state costruite altre case, insediate altre attività’ . Ma le principali sono lungo la strada che unisce due caselli ferroviari. Il treno a una sola rotaia circonda il centro abitato in un abbraccio costante ritmico, tanto da dare l’ora agli abitanti delle case che ci si affacciano. L’ultimo passa alle 22, 45 , solo ritorno alla stazione centrale della città ma non si ferma. Un paese isolato di notte, se ti vuoi muovere hai bisogno dell’auto alla faccia della mobilità sostenibile.

Ma alla fine abbiamo tutto : bar di diverso tipi, per signore, per sportivi, per gli “umarels”, fornaio bravissimo, pizzerie a iosa dal vero napoletano a quello che ti porta la pizza a casa, pasticceria buona e pure cioccolateria. Per mangiare non c’è problema di giorno, di sera poco. E sulla strada principale si affacciano attività gestite da stranieri: due bar, una sartoria, un negozio di frutta e verdura, più fuori due enormi magazzini, una pizzeria, una parrucchiera, una estetista. Ma se giri non vedi alcun straniero. Sono tutti occupati. Quindi non ci sono problemi di convivenza, anche perché la gente che viene da fuori e’ tanta.

Pillon e la dignità.

Pillon e’ un senatore eletto fra le file della Lega, fa il mediatore matrimoniale: entra nel vissuto delle coppie in crisi e gli dice come devono comportarsi. Essendo anche un cattolico integralista ama molto la famiglia uomo donna tanti figli, e lei a casa a fare l’angelo del focolare .

Ha presentato un progetto di legge per rivedere l’attuale affido condiviso con tutta una serie di proposte assurde, sempre per fare stare meglio i bambini dice lui  egli altri che lo hanno firmato, tipo un mese dalla mamma , un mese dal papà, per un alternarsi e alienarsi aggiungo io maggiore. Ha concesso una intervista in cui ha letteralmente dichiarato che è contro l’aborto e che se dipendesse da lui costringerebbe le donne a partorire per forza. Mi vengono alcune riflessioni: tale odio contro le donne lo troviamo solo nelle sette più retrive e oscurantiste. Mi viene in mente l’ISIS per dire. Che non è una setta ma le donne le tratta da schiave, anzi le ha pure. Mai fino ad oggi avevo avvertito tanta derisione delle donne, nascosto dietro un non ben identificato bisogno democratico e di incremento demografico. Gli italiani hanno pochi figli quindi devono farne di più. e dunque le donne devono partorire dozzine di bambini. Secondo Pillon. In pratica un nuovo manuale fascista sulla pelle delle donne.

Gli uomini non trovano lavoro perché non c’è. Il governo non vuole creare nuovi posti di lavoro, ma ha come obiettivo quello di  sottomettere tutta la popolazione in nome di un non ben chiaro sovranismo . Naturalmente gli immigrati sono banditi, rifiutati.  Ma l’obiettivo dei politici dovrebbe essere quello di incrementare lo sviluppo economico, non far tornare le donne accanto al focolare, essere sottomessa all’uomo. Una visione del futuro da far paura.

La dignità cosa c’entra? Niente, perché in questi omuncoli non c’è’ dignita’ , solo odio.

Se viene la nausea

Ancora orrore in questa estate “cattiva”: naufraghi . Nei rottami di un barcone galleggiano i cadaveri di una donna e un bambino, mentre una seconda donna è rimasta fortunosamente viva. Li hanno trovati quelli di OpenArms, una Ogm che salva i profughi. Loro dicono che la guardia libica li ha lasciati lì, in mezzo al mare perchè non volevano tornare in Libia. I libici dicono che non è vero. Ma la verità è che ci sono due persone morte e una sopravvissuta e in mare non ci sono andati da soli. Il ministro dell’orrore si chiama fuori. “Non ho mai detto di lasciarli morire in mare”. Impedire alle Ong di soccorrere i naufraghi che cosa è? Inumano

A vedere il filmato e a sentire tutto il chiacchiericcio pieni di odio  mi è venuta una nausea persistente, che non passa.

Le vie del petrolio

Trump, presidente degli Usa, ha detto alla Merkel, primo ministro della Germania che dipende troppo per l’energia dalla Russia.

Questo è il motivo che scatena l’attuale situazione di instabilità economica e politica. L’energia, il gas metano e il petrolio rappresentano la maggior fonte di energia non rinnovabile, ma posseduta da qualcuno. Dove si trovano il petrolio e il metano?

Incollo dal blog Verso la fine dell’economia, aggiornato al 2011

Il paese al mondo con le maggiori riserve petrolifere è piuttosto sorprendentemente il Venezuela, con 296,5 miliardi di barili di petrolio (ovvero il 18% del totale mondiale), dopo che fra il 2007 ed il 2010 sono stati scoperti i giacimenti di petrolio non convenzionale della cintura dell’Orinoco (pari a 220 miliardi di barili, ovvero il 74% del totale delle riserve petrolifere del paese sudamericano).

Al secondo posto c’è l’Arabia Saudita, con riserve petrolifere accertate pari a 265 miliardi di barili, seguita dal Canada, con 175,2 miliardi di barili di petrolio (di cui 169,2 miliardi di barili provengono dalle sabbia bituminose, scoperte nel 1999), l’Iran, con 151,2 miliardi di barili di petrolio e l’Iraq, con 143,1 miliardi di barili di petrolio.

Calcolando l’indice R/P (ovvero dividendo le riserve accertate per l’attuale produzione), otteniamo un numero, che corrisponde al numero di anni che occorrono affinché si esauriscano le riserve di petrolio dato l’attuale livello di produzione annuo. L’indice R/P a livello mondiale è pari a 54 anni, ma con marcate differenze fra i quindici paesi con le maggiori riserve petrolifere

Cina e Stati Uniti hanno quasi esaurito le loro riserve di petrolio, essendo rimasti con solo dieci ed undici anni rispettivamente di autonomia (dato l’attuale tasso di produzione e sempre che non ci siano nuove scoperte). Venezuela, Iraq e Canada sono i paesi che hanno la maggior autonomia (tutti oltre i 100 anni) , dato l’attuale tasso di produzione.

A livello globale, l’incremento delle riserve dovuto a nuove scoperte è stato maggiore rispetto all’incremento della produzione di petrolio, con le prime che dal 1980 (i primi dati disponibili) al 2011 sono aumentate in media del 2,9% l’anno, mentre la produzione mondiale di petrolio dal 1965 al 2011 è aumentata del 2,2% l’anno – nonostante l’impennata del prezzo del petrolio (segno che forse le nuove riserve scoperte non sono poi così facilmente sfruttabili dati i costi di produzione o la qualità del petrolio).

Da questo post si evince che la Cina e gli Usa hanno finito le riserve e ne cercano altre. Il petrolio del Venezuela interessa, ovviamente gli Usa e ne vediamo le conseguenze : guerra civile e povertà assoluta.

L’Arabia Saudita ne ha vendere, ha già sviluppato un grande business ma ha contro l’Iraq e l’Iran e quindi, fa la guerra a queste nazioni, nascondendola dietro il motivo religioso.

E noi? Noi abbiamo giacimenti di gas metano in Emilia, nell’Adriatico, ma l’estrazione è complessa. Il gas metano è complicato da scindere dalle rocce. Quindi non avendo materie prime in generale, petrolio gas naturale lo dobbiamo comperare e pagarlo a suon di milioni. A chi lo paghiamo per il riscaldamento e per le auto?

https://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/14/gas-e-petrolio-siamo-sempre-piu-dipendenti-da-paesi-inaffidabili/28897/ In questo articolo si trovano notizie sulla nostra dipendenza energetica.

Tutto questo per sottolineare che la nostra instabilità politica nasce dal rapporto su chi appoggiare, per interesse e perché Il Ministro dell’Orrore si è sbilanciato verso la Russa.

“L’Italia si trova ad acquistare all’estero oltre tre quarti del suo fabbisogno energetico, pari a 124.7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2013. In sostanza, ogni anno dobbiamo importare più di 2 tonnellate di olio equivalente per ciascun abitante. La maggior parte di queste forniture proviene da Paesi con alta instabilità politica quando non apertamente in guerra. Nel caso della Russia, a complicare i rapporti ci sono anche le sanzioni che il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso la Ue ha da poco prorogato fino al 31 luglio 2016.”

Ma come la metteremo con gli Usa di cui siamo ancora un protettorato?

“Gli interessi che abbiamo dovuto “pagare” agli Usa per il debito contratto in 70 anni, sono maturati sotto forma di dipendenza – siamo un loro protettorato quando non un 51° stato – per un appoggio incondizionato a tutte le “iniziative” di Washington, alla nostra partecipazione alla NATO, e in tutto questo mai ci è stata data altra scelta che schierarci al loro fianco anche quando le nostre precarie condizioni economiche, la logica della pace e quella del rispetto dei diritti imprescindibili derivati dall’autodeterminazione degli stati sovrani lo avrebbero dovuto impedire.

Oggi, dopo l’Afghanistan e l’Iraq, ci troviamo di fronte ad una situazione molto pericolosa e simile a quelle scelte fallimentari, perché sono evidenti le intenzioni degli americani in merito alla situazione in Siria.”

Banchetti vuoti e poca gente.

Al mercato, formato da una ventina di banchetti abbastanza pieni di ogni merce dalle spille per capelli alle angurie e di prezzi diversi da un euro in poi, c’erano degli spazi vuoti. Mancavano sette o otto banchi, per li più gestiti da stranieri. Anche gli acquirenti scarseggiavano. Giornata grigia, tutti al mare? Dopo un giro veloce sono rientrata. Niente di particolare o interessante. Nessuno vendeva, tranne il contadino bio che stranamente aveva la fila. Spero non sia un anticipo del futuro. Savona, il ministro per i rapporti con l’Europa ha già suggerito che l’Italia potrebbe uscire dalla Unione Europea perché non ci vogliono. Tipo Grecia insomma. Mancano i soldi. E da questo periodo in avanti mancheranno anche gli stranieri che lavoravano e producevano parte delPil. Già in Riviera Adriatica gli albergatori accusano la carenza di personale e ufficializzano che gli stranieri vanno a lavorare in paesi dove la stagione è più lunga e sono pagati meglio. Non trovano personale preparato, ne che sia disponibile a lavorare di domenica. Gli immigrati sono diminuiti dell’ottanta per cento, quelli che lavorano qui vanno altrove, i nostri giovani pure e li capisco. Lavorare tipo a Londra facendo il cameriere è sempre meglio che fare il cameriere a Zadina, un nome a caso. Vuoi mettere la differenza! Ci andrei anche io!

Rabbia

In questo periodo ho sperimentato la rabbia, quella che ti nasce da dentro, che scardina la certezza che sei una tipa calma. Oltre a una serie di vicende personali che sicuramente hanno inciso sul mio umore, c’è la lettura della realtà sociale e politica che contribuisce a farmi lanciare i fulmini. E questo si è capito da subito. Temo, e mi dovrò rassegnare, che tutto quello per cui abbiamo lottato da giovani vada perso, cancellato. Forse perché ricordo ancora la ristrettezza mentale che caratterizzava la vita tanti anni fa. Io non sono per niente nostalgica, mi piace ricordare, ma ricordare non pensare di rivivere in un ambiente in cui le donne erano svalutate, i famosi “angeli del fuocolare. ( variante meno utilizzata di focolare). I caminetti ci sono solo per pochi, la maggioranza delle donne vive in case senza. Durante le lotte ho combattuto contro la discriminazione, tuo sei femmina quindi…, ho lottato per la mia indipendenza economica facendo anche lavori in nero sottopagati. Ricordo l’emozione del primo stipendio del contratto a tempo indeterminato. Allora si discuteva di come spendere quei soldi, una volta sola, che poi servivano a casa. Oggi sento che c’è tanto lavoro precario, saltuario, sempre più maschile. Le donne vanno di moda solo sui cartelloni della pubblicità. Allora forse è bene ricominciare a lottare, a leggere la realtà vera. Il cambiamento non c’è e purtroppo non ci sarà se non in senso negativo. Per questo sono arrabbiata, per tutte le speranze deluse. Ma non c’è nessuno di più pericoloso delle donne deluse, si sappia.