Categoria: Mercato rionale

Sembra primavera ma è pieno inverno

Dopo le feste, ormai incartate e chiuse dentro gli scatoloni in cantina, posizionati in alto, sai l’umidità. Sì l’umidità che può rovinare quelle decorazioni più o meno brillantinate da poco prezzo e tutte uguali. O rosse, o blu o arancione, che quando l e hai messe via ti sei chiesto perché le hai comprate. Frenesia pre natalizia, ti sei risposto con un leggero fremito di vergogna.

In questi giorni, almeno in quello di Bologna, è caldo, pare che il piumone possa seguire le palle rosse di Natale, ma è meglio attendere un attimo. Siamo all’inizio dell’inverno, la neve e il freddo sembrano lontani, ma da quello che dice il meteo non troppo. Quindi occhio tv e attenti ai maglioni , servono sempre. Ebbene cambio anche la pagina del blog, perchè se un abete tutto verde è proprio il simbolo del Natale, uno tutto blu rende l’idea del freddo.

Ora che si fa  all’inizio dell’anno? Si spera. Che cambi, che finisca, che ci siano delle novità positive. Sì solo positività, che per la negatività c’è la vita da sola che beta e avanza. Parlare del Governo non è il caso. I grilli, i bunga bunga e i renzi vari sono lì che brancolano ancora nel buio alla ricerca della  via da seguire. Persino  i  Magi, in questo caos globale non si sono presentati e sono volati con qualche tratta low coast a pochi soldi nel deserto. Che nel cielo non si vede più niente, troppa luce dalla terra, di notte, lo diceva anche la Margherita.

Una valutazione è certa: ci stiamo incartando dentro falsi problemi e false questione e non parliamo più fra di noi. Per forza. Spegniamo gli schermi e scendiamo in piazza. Buona notte

Troppi senza tetto in giro

Di solito in estate, con il caldo,  i senzatetto vanno al mare a svernare diciamo. Oggi, girando per il centro della città ne ho incontrati tanti, avvolti nei loro cartono o con i visi  pitturati di bianco per chiedere l’elemosina. In effetti quello che era seduto sugli scalini di una casa padronale della strada nobile della città mi sembrava un  fuori posto. Già il fatto di avere scelto una strada nobile ma poco frequentata ne mette in evidenza la scarsa abitudine alle elemosine. Ho visto gente ancora avvolta nei suoi cartoni protettivi, altri che facevano collane di carta accerchiati da sacchi di strisce, forse documenti tagliati, non so. Mi si è stretto il cuore, mi piacerebbe aiutare tutti, ma non è possibile. Alcuni non sono andati al mare, perché? Troppa concorrenza? La città in estate è calda, soffocante e ostile. Ma forse va bene per chi si accontenta di uno scalino grande e protetto dal portico, beati i portici per il bene che fanno!Qui da me, in campagna i senzatetto non li vedi perché si nascondono  dentro le case abbandonate, vuote, e dopo li portano fuori, quando li trovano,. In campagna si sta meglio, decisamente, ma è lontana dalla città e da tutti  i confort che i senzacasa conoscono. Ho scoperto anche i residui di case o meglio di capanne lungo la ferrovia, nascosti dalle foglio delle siepi fitte degli alberi di acacia. Sedie e poltrone di plastica abbandonate , in inverno colpiscono e ti fanno intuire una vita nascosta, lontana da te ma vicina alla tua voglia di vivere bene.

M in centro non c’è tanto, solo portici e scalini di palazzi antichi e abitati da persone che vivono un’altra vita. Riflettevo si questo e dopo mi sono sentita dire, da ben altra persona, che non si muove più nulla, non c’è speranza di nulla, non c’è nemmeno la speranza di una pensione privata che cresca. E allora ho capito che anche loro, i senza casa, odio la parola barboni  perché ci sono persone curate anche fra di loro come ci sono persone che non si lavano anche fra di noi “normali”! Mi auguro che la loro estate sia una buona estate. Auguri a tutti, che siamo uniti dal detto” non c’è trippa per gatti”.

Un pensiero ai senza casa e un abbraccio affettuoso

Lucciole, Grillo e altri animali

In una sera magica, luna splendente e stelle a pioggia ho visto le lucciole. Quelle vere, che si rincorrono nelle siepi al buio e si illuminano quando vedono l’altro/altra con cui riprodursi. Il magico apparire e scomparire, il silenzio assoluto e il volo lento ma chiaramente di scoperta sono stati un ricordo di bambina e una gioia. Dove ci sono lucciole, quelle vere, la natura è ancora “natura”.

Poco lontano gracidavano le rane, che negli ultimi anni erano scomparse. Altro bel segno di un luogo lontano dall’inquinamento e dai gas di scarico. Silenzio e pace, incredibile in questo mondo urlante e ripetente. E anche i grilli lanciavano i loro canti amorosi, riempiendo un suono gradevole che si alternava al gracidiò delle  rane.   Il Grillo nazionale invece urla sempre, troppo: sarà troppo inquinato anche lui come noi?

Ammetto che Grillo mi sta stancando. Ho sempre evitato gli esibizionisti e i troppo urlatori. Mi pare che alla fine grillo parli solo di chi non è ‘accordo con lui o di chi prima era d’accordo con lui  e dopo ha tradito. Scusate il paragone ma Mao Tze Tuhg faceva uguale e mandava i dissidenti nei gulag. Trovo orribile tutto ciò. d’altra parte agli italiani piacciono gli uomini che hanno la voce grossa, fanno comizi da urlo e dirigono i  loro partiti come cose di casa loro: Da Benito a Silvio a Grillo. Come si chiama di nome?

Sa non confondere con il Grillo Parlante di Pinocchio, che era saggio, e dava buoni consigli.

Cronache dalla normalità

Oggi scorrendo la posta ho incontrato un link che recitava “Come riconoscere la normalità”. Non l’ho letto, perché la mia idea di normalità è che la normalità non esiste. Esiste un metodo di comportamento insegnato fin dalla culla, esiste un codice di educazione che si applica in diversi contesti: a scuola, in ufficio, al cinema, in una serata danzante, in ogni momento della nostra vita ci sono regole non scritte che vanno rispettare. Non andare in ufficio in bermuda se non è il 13 agosto, oppure non vestire giallo sole se in ufficio sono tutti in grigio, oppure metter e la giacca e la cravatta dcc. Il contesto determina la normalità: in palestra non ci si mette a cantare a squarciagola, ma alla festa del tuo compleanno sì.

Il problema è che dietro queste maschere si nascondo individui che hanno le loro debolezze, i loro segreti, le loro cattive abitudini o i loro hobby particolari. Quindi non esiste la normalità ma il conformismo, anche fra i giovanissimi : stessi tattoo, stessi pantaloni rischio caduta sulla mutande firmata, stese unghie siliconate e siliconato anche altro, stesso modo di apparire. Le donne “anziane” tipo io non possono portare colori sgargianti, i capelli bianchi vanno tinti, si deve essere magri, tonici e bellocci.Ma io non do importanza a queste regole e spesso vengo criticata, per i miei occhiali colorati o i capelli bianchi lunghi e non tagliati secondo i canoni. Ma vivo lo stesso e bene, per giunta! Ebbene io sono per l’anormalità. Viva chi è rotondo ma simpatico, chi fa sport incredibili a 70 anni e chi si trova con le amiche al bar per discutere i fatti del giorno prima alle 8 di mattina. o anche chi a 70anni se la gode. Chi l’ha detto che non è normale? W la diversità di comportamento, di genere e di sessualità.

La memoria e la pacificazione

E’ faticoso restare distaccati ed educati di fronte agli insulti alla Carfagna. Perché non sono solidale?  Premetto che la pacificazione non mi affascina anzi, mi irrita. Perché se hanno offeso la Carfagna hanno buona memoria e ora si tolgono un sassolino dalla scarpa.  Non è che la sua elezione a ministro delle pari opportunità l’abbia ottenuta con una attività politica attiva e partecipativa come in altri partiti si usa. Discorso spinoso, ma vero, perché io non penso che le offese siano state fatte alla donna, ma alla Carfagna che da soubrette è diventata ministro. Tutto quello che gli italiani hanno mandato giù negli ultimi venti anni, rischia di tornare fuori e questo è pericoloso. Ma è anche vero che la metà degli italiani è stata insultata, presa in giro, derubata da quella classe politica che ora vorrebbe essere trattata con rispetto. Perché noi si dimentichi è  necessario che se ne vadano, spariscano dalla tv e dai media, lasciando spazio al nuovo e rispettando gli italiani. Che non sono idioti e hanno buona memoria. Non vorrei che solo ora la signora si ricordi delle pari opportunità e faccia una campagna contro altre persone  che sono solo arrabbiate per la crisi. Sì, perché bisogna dirlo, non è che abbia brillato per attivismo anche in parlamento. Le signore della destra Carfagna, Bramvilla, Santanchè sono prima dei mastini, poi delle donne.  E io, lo ammetto, non amo i mastini, specialmente quelli allenati al combattimento. La signora Carfagna non se la prenda, si goda i soldi del suo lavoro da deputato, dedichi il tempo a mantenere la sua bellezza. Al prossimo giro potrebbero venirle delle rughe! Nel caso in cui qualcuno pensi che la mia è invidia sappia che l’unica invidia che ho per le persone è la giovane età, che io non ho più. Per il resto penso che anche a loro vengono i calli o peggio.slide_258666_1673545_free

Non cambia mai nulla e la gente è più arrabbiata che mai

In effetti non cambia mai nulla. Anche nella moda è una continua citazione di stili e tessuti dal passato, come nei mobili, come nei comportamenti. Il computer ha solo facilitato e complicato allo stesso tempo le cose. Stessi discorsi, stesse attese, stessi problemi. Stessi uomini politici, stessa politica. Una noia mortale. Niente di veramente originale ed eclettico.  Senza parlare dell’inciviltà crescente, ma ormai pare di essere al Colosseo durante gli spettacoli circensi con gladiatori e belve feroci. Ci si sbrana per poco, due ore di ferie, un salto in avanti nella coda del fornaio, un parcheggio “rubato”. Siamo diventati brutti e cattivi. Noi non rispettiamo l eleggi, riteniamo furbo evadere le tasse e derubare le pensioni alle vecchiette. I politici e non  ne dicono di ogni colore sugli altri e non sono un buon esempio. Non esistono corresponsabilità, ma solo errori degli altri e una enorme vigliaccheria, che fa nascondere i propri di errori. Sembriamo una classe di discoli con la supplente. Io comincio a indignarmi di questi toni arroganti, violenti e scurrili, che innervosiscono e agitano le persone. Nella manifestazione dei grillini , dopo l’elezione di Napolitano, non è accaduto nulla di grave, però hanno  offeso Franceschini al ristorante e gli altri onorevoli. La gente non ne può più e va ascoltata. Il problema di fondo è che se la gente si arrabbia veramente diventa una guerra fra poveri, i ricchi sono altrove. E le tante promesse urlate durante i comizi vanno mantenute, seriamente, perché la gente è esasperata. Quindi spero che si abbassino i toni, come dice Crozza-Napolitano e si riesca a fare qualche legge contro la crisi che avanza e sta fiorendo bellamente.  Taccio sul governo di larghe intese, spero che non ci sia B. e la Germini. Non potrei sopportarlo. Buon fine settimana e speriamo in bene.

 

E se toccasse a tuo figlio?

Mense negate, bambini che mangiano panini in un’aula, padri e madri sconfitti, soldi che mancano, crisi. E se toccasse a tuo figlio un giorno ritrovarsi nell’aula a mangiare un panino perché la crisi ha rapito i tuoi sogni e il suo futuro? Trovo assurdo questo accanirsi contro i bambini che sanno già a sei anni che si sono i ricchi e i poveri e che non tutti possono avere un suv. C’è chi va  a piedi e chi ha al massimo la bicicletta del fratello maggiore, chi non può pagare nemmeno il biglietto del bus per la gita nei musei ( ma lì ci pensa l’insegnante, in silenzio ). Scene di  povertà ce ne sono sempre in una classe, dai vestiti ai fronzoli, ma la mensa no. I più schifiltiosi non mangiano nulla, tanto alle quattro c’è la pasta del bar vicino o il gelato o la pizza. Ci sono quelli che mangiano solo a scuola e alla sera una fetta di mortadella, un piatto in bianco o due  sottilette. E se toccasse a tuo figlio? Sindaco di Vigevano io non la aiuterei. Se pensa  a tutto ciò che si butta dalla mensa, la sua idea è aberrante. Si vergogni e dia da mangiare a tutti i bambini. E a chi fa il furbo gli mandi una multa, tanto nei paesi si sa tutto di tutti e si conoscono i nomi dei furbi. Si dia da fare in un’altra direzione.

Le parole scompaiono, ma ne inventano delle nuove

Sto leggendo “Villa Metaphora“, di Andrea De Carlo. L’impresa mi sembra titanica, dopo aver letto “Il tempo è un bastardo” di Jannifer Egan. Tutti e due hanno la caratteristica di cambiare tipologia di scrittura in base al personaggio che si racconta o che viene raccontato e anche di inventare linguaggi nuovi.  Intrigante per chi, come me, ama scrivere, perché è necessario avere una grande padronanza della lingua e delle sue strutture pere evitare il gramelot.

La signora anziana avanza a passo sicuro, fra i banchetti e dice alla compagna di shopping:

“A voi ander là, a tur la ramina” “La ramina? Cos’è?” risponde la sua accompagnatrice. e segue una lunga spiegazione sull’utilizzo della schiumarola ( in italiano), cioè l’attrezzo che serve per togliere il cibo dai liquidi dopo la cottura.

E’ normale che la lingua evolva, che i termini si perdano con il tempo e che se ne generino altri più attuali, mi sembra più originale inventare lingue nuove, che a volte non si comprendono. Il libro di De Carlo è molto voluminoso, e spero mi soddisfi, non c’è niente di peggio che leggere 800 pagine e trovarti con un finale che non c’è!