Categoria: Letterature

Letture

Ultimi libri letti

I re Magi di Michel Tounier

Una strada oscura di Linda Castillo

Le donne di casa Blackwood di Ellen Marie Wiseman

In lettura con fatica

Condominio R39 di Fabio Deotto

Le donne della Principale di Lluis Liach

Leggo in modo onnivoro, più attenta alla trama che alla struttura linguistica. E mi diverte pescare seguendo i libro consigliati dagli altri elettori in biblioteca  o nelle librerie. Secondo l’umore e le emozioni. Scrivo cose mie anche ma non sui libri.

Sul comodino ora:

Ross Poldark di Winston Graham di cui non ho mai letto nulla.

77 e poi di Oreste Scalzone per capire.

Ho tempo, come si intuisce!

Sara al tramonto?

Ho letto “Sara al tramonto” di Maurizio de Giovanni,  e come disse la mia proff di italiano delle medie bisogna sempre spiegare perché non ti è panciuto o ti è piaciuto. L’ho letto curiosa, dopo aver letto I Bastardi di Pizzofalcone e altre opere. Mi sono spesso immedesimata nelle atmosfere napoletane descritte da de Giovanni e nelle descrizioni di tramonti da mozzare il fiato. I personaggi pieni, sostanziosi ma non ripetitivi. Sara è una tipa che non appare, una donna in grigio che non si nota e ha fatto un lavoro particolare, una specie di spia. Ma nel racconto non trova quella pienezza che ci si aspetta da de Giovanni.  La trama non è particolarmente complessa. La scrittura è moderna veloce scorrevole. Da spiaggia insomma. Non so se ne farà una serie.

 

Leggere, scrivere e …

Di quello che accade fuori dalle mie finestre mi interessa relativamente poco. I tempi cambiano, le convinzioni si modificano man mano che la vita avanza. Per quello che mi riguarda alla fin fine non cambia nulla, tutto si trasforma (cit.)

Le elezioni ci stanno regalando un periodo di stasi assurdo, considerando il risultato. Sembra il gioco delle tre carte. Chi c’è? Chi ci sta?

E poi il Trump americano che ci sta buttando nella paura, senza dirci cosa vuole esattamente. Forse crede di essere ancora in tv a fare il suo reality. Mah! E parla di missili nucleari come sparati qua e là come se fossero mortaretti carnevaleschi!

Allora mi butto sulla lettura. Dopo aver saccheggiato Roth, i giallisti nordici in generale, ultimamente sono ancorata all’Islanda. Un detective che più triste e incasinato non si può, simile a Giallini , l’attore, in Rocco Schiavone quando fumava le canne e vedeva la moglie morta. Alla fine del giallo rimane un amaro in bocca tremendo, il senso della incompiutezza dei suoi pensieri, e la tristezza della sua vita. Che dopo la lettura di un tomo di trecento pagine e più non è piacevole. Però affascina, tanto che ne ho già letti tre!

Scrivere : ho rinunciato a scrivere i Promessi Sposi del 2018. Faccio fatica a trovare i termini, mi mancano le idee. Sto immaginando un personaggio che potrebbe essere piacevole, ma non riesco a concentrami. Capita. D’altra parte considerando quello che si legge in giro, potrei fare uno sforzo. Chissà.

E il romanzo non piace?

Una persona che conosco, amica? non so, aveva accettato di leggere un mio romanzo e fare un poco di editing, visto che lei si vanta sempre di saperlo fare. La storia di questo romanzo è, direi, travagliata. Scritto degli anni 2000, dato ad una agenzia per fare l’editing , pasticciato il tutto e quindi ritirato, rimesso nel cassetto, nuovamente proposto a due persone  che non hanno finito di leggerlo. Quindi ne deduco che è bruttissimo. Forse noiosissimo, forse inaccettabile. Sono solo io che amo le storie dei senza storia? Mah!

La mia amica mi da appuntamento per bel quattro volte. Io ogni volta mi preparo piena di entusiasmo, anche con l’idea che non piaccia, sia orribile. Ma sono adulta e in grado di affrontare le sfide della vita, che se fossero solo queste, sarei a posto. Ogni volta si rimanda quasi all’ultimo. La prima volta per causa mia, lo ammetto, le altre per problemi vari suoi. Quindi le ho chiesto al telefono, mezz’ora prima di partire da casa, se è così orribile, come intuisco. Ma no, mi piace ma si vede che è ancora grezzo, che non è un romanzo, queste sono le bozze. E che allora l’agenzia che ha fatto? Non risponde e io che non amo gli scontri le dico di stare tranquilla che lo riprendo in mano, poi vedrò.

Il problema di fondo è che io a questa storia o meglio alla motivazione delle storia ci credo, sono convinta che possa piacere, ma un romanzo storico deve avere delle caratteristiche particolari e non sempre piace  a tutti.

Proverò di nuovo  a metterci le mani, forse a riscrivere alcuni capitoli, a rivedere le correzioni della agenzia e umilmente ripartirò. Ma lo voglio vedere finito prima o poi!

Ho anche deciso che non chiederò mai più a qualcuno di leggere qualcosa di mio, primo perché i tempi sono infiniti, secondo se non piace non riescono  a dirlo!

Dicono che se proprio non si riesce a pubblicare è bene farlo sul blog. Mah! Non sono sicura che sia una buona strada.

 

 

 

Libri, libri, libri

Leggo di tutto. Una montagna di libri e una montagna di storie incredibili, linguaggi particolari, esplorazione di mondi che non conoscerò mai.

Ultimamente sto viaggiando per l’Artico, dopo l’Islanda. Alaska, Lapponia, Norvegia. Ogni nazione raccontata con lo sguardo dei suoi abitanti. E non ti aspetti che nel Circolo Artico ci sia tanta vita, avventure e persona con vite sempre al buio e al gelo.

Ho apprezzato moltissimo La figlia della neve, un giallo ambientato in Alaska, tra il gelo perenne e gli orsi bianchi, ma anche Inferno e Paradiso, ambientato in Islanda fra mari cupi e natura crudele e selvaggia. Splendidi.

Due titoli in uscita, in gruppo, ma non sono Manzoni

Capita che io scriva dei pensieri,  racconti le storie di personaggi in corsi di scrittura o progetti in rete. E capita che escano nello stesso periodo.  Mi piace questo confluire di energia positiva. Ne ho bisogno dopo tante riflessioni amare sulla parola scritta, lo sguardo puntiglioso degli altri, la severa visone del critico che c’è in me. La mia parte anarchica rifugge dalle regole imposte, perché diventano catene, ma anche vivere liberi richiede del coraggio. Io non so da che parte sto, tentenno. Ho scritto due cose una in un laboratorio di scrittura, inventandomi un personaggio all’interno di una storia, quindi sotto la lente del gruppo; l’altra in piena libertà, quasi in fretta, con l’urgenza di raccontare i miei pensieri della mattina del due agosto. Per lasciarlo  a chi non ha  memoria della strage e del pericolo costante della democrazia.

Esperienze opposte una faticosa e l’altra incosciente. Ma sono soddisfatta.

Il 16 dicembre 2014 alla Mediateca di S Lazzaro presentazione di “Trailer,” libro del collettivo InDIMondi, Giraldieditore, coordinatore Gianni Cascone, copertina di Pietro Annicchiarico, un mito

Il 12 gennaio 2015 a Ozzano dell’ Emilia presentazione dell’e.book” Il nostro 2 agosto.” Copertina di Gabos curato da Officina Marziani e Luca Martini. Partecipazione gratuita, lavoro gratuito da parte di tutti, Ed Tombolini.

Dimentico tutti/o

Fra i molti pensieri che si accavallano nella mente vorrei scartare quelli negativissimi, che in questo periodo connotano la mia vita di un pessimismo inconsueto.

Mi concentro sulle mie dimenticanze, forse conseguenza dei pensieri negativi o forse semplicemente l’età e la scarsa attenzione. Dimentico tutto: password, nomi di persone, cose, parole nel loro significato, appuntamenti, cose da fare. Semplicemente ca…..ggio. In effetti perdo anche le agendine su cui trascrivo amorosamente password, raccontini, appuntamenti e altro. Così  sono in una costante  caccia al tesoro. Perché le agendine si muovono da una borsa all’altra, da un cassetto all’altro. Camminano e mi sfuggono. Una volta che le  ho acchiappate emergono delle cose assurde che ho scritto, pensato o appuntato qua e là. Non sono più io.

Chissà se è successo anche ad altri di perdere il consueto e doversi inventare una mente nuova. Mah! Forse sì, forse è normale dopo un trauma, una tragedia, un problema grosso. Il bello è che io mi immaginavo che nel tempo sarei diventa sempre più certa, sempre più radicata nelle mie idee, abitudini e convinzioni. Invece sta cambiando tutto il mio orizzonte. Perciò ormai non mi stupisco più di tanto se dimentico il nome della lavanda, o di una persona, o il titolo di un libro appena letto con piacere. Basta accettare tutto questo e ci si abitua a vivere  sulle sabbie mobili.

Ma non vorrei diventare una lagna, e si sappia leggo molto, ho appena terminato IL PUZZLE DI DIO, sono in attesa del prossimo libro di Elena Ferrante, ho partecipato a una piccola raccolta di scritti sul 2 agosto che mi dicono diventerà una gran bella cosa. Insomma vado avanti, ma  sempre con il paracadute aperto e controvento. Sai che fatica!

Canzone Vanoni  : La vita che mi merito

 

Brutte notizie per il mondo dell’infanzia-

Si parla tanto di infanzia, scuola, educazione, possibilità, scalata sociale per tutti. Sembra la pubblicità di prodotti per  bambini  dei paesi “democratici”. Poi si tuona contro la pedofilia, lo sfruttamento dei minori, il turismo sessuale e il matrimonio con spose-bambine, notizie insopportabili. Noi siamo vissuti nella convinzione che i bambini avessero dei diritti, anche se gli scrittori dell’800 ci mostravano società devastate dalla miseria e dalla povertà, dove i bambini lavoravano per poter aiutare le famiglie. E quante associazioni no profit tuonano contro questa o quella ingiustizia perpetrata contro i minori. Io sono perfettamente d’accordo, i minori vanno tutelati in tutti i modi. Mi sfugge l’utilizzo esagerato che di loro si fa in pubblicità, anche come fruitori di un prodotto che non serve, superfluissimo. Ebbene adesso tutto questo scandalo non avrà ragione di esistere: un governo ha approvato una legge che promuove il lavoro a 10 anni per aiutare le famiglie in povertà. Vale a dire che tutti i bambini di quella nazione, arrivati a 10 anni potranno iniziare una attività, lavorare per qualcuno e contribuire alla famiglia. Ma non era così anche nell’800?  Stiamo arrivando, piano piano, alla totale cancellazione dei diritti dei minori  e dopo sarà la volta degli adulti. Ma nessuno muove un dito, nessuno ne parla, nessuno si fa sentire. meglio guardare la tv e dare la paghetta ai figli, sperando che in futuro riescano a trovare lavoro e risollevare questa società. Altrove diventeranno schiavi a 10  anni e rimarranno per sempre come in David Copperfield. Voglio sottolineare che questa legge l’hanno approvata all’UNANIMITÀ°, come di solito si approvano i privilegi della casta, in Bolivia. Mi viene una grande malinconia,.

Torniamo indietro e pesantemente a quanto pare.

Questo succedeva primahttp://www.natsper.org/2014/02/23/La-voce-dei-bambini-boliviani/

E oggi:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/04/bolivia-a-10-anni-i-bambini-possono-gia-lavorare-la-legge-passa-allunanimita/1049874/

Mattina in centro, piccole cose e grandi pensieri

Questa mattina sono andata a zonzo per la città. Avevo bisogno di staccare, prendermi del tempo  gironzolando per il centro. Sono salita su un autobus e mi sono lasciata portare, gustando ciò che ho visto.

Una città ormai omologata a tante altre, piena zeppa di vetrine di abbigliamento nemmeno tanto particolare. Le famose porte i spalancate con l’aria condizionata a palla dentro, spreco infinito di energia. I negozi in compenso vuoti, con manichini spaesati e freddi in attesa di chissà quale pubblico. Ho incontrato molti stranieri e moltissime donne in età, in gruppi, da sole sedute ai tavolini dei bar intente a parlare fitto fitto o a grattare qualche grattaevinci. Pochi uomini in verità, sembrava la giornata della donna. E’ il pubblico che non ti aspetti, il bacino di utenza della pubblicità e del denaro che perfino Franceschini ha scovato. La sua idea è che gli anziani debbano pagare il biglietto dei musei mentre i giovani  no ; sperando che tutti vadano a visitare mostre.  Le utenti sono in percentuale massima donne, per saperlo basta guardarsi attorno quando si fa la fila per entrare nei musei. Oppure anziani dei centri anziani, intruppati, che pagano  pullman, pranzi e guide per arrivare a destinazione.  Ormai sembra che diventare  pensionati sia un dolore e un enorme peso per la società. I giovani dicono, ma forse no: che fanno quelli che si godono la pensione, vanno in giro per mostre e si godono vacanze a prezzi stracciati mentre noi non abbiamo di che vivere. Sembra quasi che non gli abbiamo preparato il futuro. Eppure ci sono tante donne che conosco che mantengono alto il tenore delle cure. Molte si occupano dei nipotini , che non possono andare al nido perché costa troppo e contemporaneamente dei genitori che con o senza badante in ogni caso dipendono da loro. Queste generazioni hanno portato l’Italia a scuola, hanno cercato di costruire un futuro migliore, studi, casa, lavoro sicuro. Adesso diventa una colpa. E nessuno pensa che se siamo messi così è colpa delle banche e della globalizzazione del tenore di vita sempre più basso che stanno cercando di spalmare sul mondo. Perché mi chiedo nessuno si arrabbia veramente per quello che sta accadendo ? Perché sopportiamo tutto senza un briciolo di ribellione? Dove sono finiti i nostri sogni e quel motto “la fantasia al potere” che tanti  di noi hanno scandito  prima durante le marce del Vietnam e dopo? Che cosa ci è successo per sopportare tutto? Non può essere che ci siano rimasti solo i Rolling Stones e Vasco Rossi, Dario Fo o Renato Zero ( generi diversi e ribellione uguale). Dovremmo essere rabbiosi per le prese in giro che ci stanno facendo a noi e ai nostri nipoti, me restiamo qui, immobili come manichini a sorbirci tutto, dalla Tv a internet, che ormai l’ho capito, se da un a parte aiuta a conoscere dall’altro azzera lo spirito critico.

Dopo sono tornata a casa, ho fatto la spesa e preparato il pranzo. Come sempre, sigh!

Sabato pomeriggio

_ Cosa fai oggi?-

-Niente, perché?.-

-Se voi andiamo, prima dai pachi o dai cinesi e dopo a fare la spesa, e anche per i gatti.-

-Ok. Dopo.-

-M sono tutti qui?-

-Pare, non è un sabato da mare.  Pensavo che con il sole…-

-Ma è nuvolo.-

-La crisi, ma quante macchine! Va beh, la spesa la salto.-

-Gatti?-

-Fila anche qui! Sono tutti a prendere cibo per cani e gatti.-

-Allora dai pachi ( negozio di abbigliamento di gestito dai pachistani, tipo outlet).-

-Non c’è parcheggio, sono tutti qui, ma non hanno niente da fare?.-

-Come noi.-

– La prossima volta  al sabato sto a casa.-

-Meglio.-

-Partita? Brasile Cile.-