Categoria: Ambiente

La provincia.3 Le Case

Dopo la curva, alla seconda rotonda del paese lungo ci sono tre caseggiati con un grande cortile davanti. Uno in fila all’altro sembrano guardare il palazzo comunale. Come diversi luoghi del paese lungo hanno un nome che non compare su google map. Io le chiamo le case del Papa, altri le case del Vaticano, da nn confondere con le case Lambertini che sono dall’altra parte del paese lungo. Fino a una decina di anni fa erano case di frontiera, dove alloggiavano gli scarsi immigrati dal sud. Poi si sono tutti arricchiti, hanno comperato gli appartamenti e tolto la massa di vite americana che ostruiva la vista della rotonda. Anche la rotonda è stata al centro di polemiche, perché in paese e’ sempre polemica. L’hanno dedicata ai donatori di sangue. Per giorni si sono viste persone fare gli scongiuri o sghignazzare alla vista dei cespugli di erbe ornamentali che lasciate seccare costruivano una barriera insopportabile da vedere. E a dire di stare attenti che li c’era solo il nome dei donatori. Poi ci hanno fatto l’abitudine. Nel paese lungo la piazza intesa come palazzi costruiti attorno a un grande spazio non esiste. E si cercano spazi da dedicare alle feste. Tolti i grandi cedri del Libano così non ci sarà più la necessità di fare l’albero di Natale vero. Ci sono altri spazi ma sempre lunghi dal Municipio al fiume. Fiume, non esageriamo. E’ un torrente che scorre sottile sottile fra massi, pescatori e anatre. Poi quando piove in montagna diventa una massa d’acqua che spaventa. E allora si passa di lì e si osserva il palo della portata e come sempre si commenta se era più o meno dello scorso anno e se si allaga la bassa Benfenati. Ormai i cavalli e la casa colonica non ci sono più, tolti dalla furia edilizia che negli ultimi anni ha trasformato alcuni panorami. Anni fa il torrente si riempiva di acqua e sfogava Gella bassa Benfenati che portava traccia dei livelli sul muro della stalla. A volte gli operai del comune usavano la barca, un barchino piccolo piccolo e piatto che spingevano fino alla casa per portare all’asciutto Benfenati, che testardamente non se ne voleva andare. Era il primo pensiero durante le lunghe piogge, come a ricordare che in quel luogo restava traccia dell’inverno. Adesso hanno sostituito le case con un verde prato su cui affacciano costosissimi appartamenti in palazzi di mattoni rossi.

Bandiere, pallottole e mattoni

Tutto a disposizione del governo. Bandiere per festeggiare il DEF a 2,4 %, ;pallottole che si possono comperare più liberamente insieme ai fucili e pistole; mattoni da aggiungere a Ischia per sistemare le costruzioni abusive crollate con il terremoto dell’anno scorso e non ricostruite perche abusive. Su tutto la ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Def che è stato bocciato dall’Europa. Siamo al limite del devoluto, come in Grecia. La crescita del def nasce dall’inserimento del reddito di cittadinanza ( un contributo in attesa del lavori per i disoccupati)

La provincia.2 La storia

Il paese lungo si dice fosse un accampamento di barbari di fronte a quello dei romani, fra le rive di un fiume. Poi c’è passato Napoleone durante una delle sue visite in Italia. Era ospite di una delle molteplici Ville che sono sparse fra i campi coltivati. La nobiltà e la borghesia trascorrevano l’estate fra i grilli, le cicale e qualche mucca. Di tutto questo rimangono edifici storici, viali alberati e campi ancora coltivati. Poi ci sono state alcune colture tipiche del luogo, i gelsi per i bachi da seta e la canapa. Alcuni gelsi sono stati sostituiti dall’albero di maclura, perché malati da un parassita portato dall’America. La canapa ha conosciuto una nuova primavera, appassita subito perché qualche buontempone ha cercato di fumarsela!

Anche qui si sono avvicendate le scelte degli elettori, fascisti, democristiani, socialisti, comunisti, pidiessini è attualmente si suggerisce che vadano al governo i pentastellati e la Lega. Quindi si vedono giravolte epiche e cambi di giacca da morir dal ridere perché qui ci si conosce un po’ tutti, anche solo per sentito dire e radio serva, nonostante i social funziona sempre benissimo.

Abbiamo avuto personaggi famosi in pianta stabile o transitanti: Rossini, Publio Scipione Nasica, Napoleone, Vinício il calciatore, Gianluca Vacchi, Francesco Molinari Pradelli , Gozzadini e altri che non ricordo, anche più moderni apparsi in tv tipo De Giovanni o Guccini.

Non ci sono particolari ricette che si discostino dalla classica cucina tradizionale prodotta dalla “zdora ” di turno. Notevole il panone di Natale cotto nel forno del fornaio fino al 2000 orca. Poi ha smesso perché è arrivato una circolare dell’Ufficio Sanità.

Uno sport che ha molto favore e’ il baseball ma c’è ogni offerta possibile per chi vuole sgranchissi le le gambe, tranne gli sport acquatici, mancando la piscina e un corso d’acqua di portata utile. Abbiamo anche sport nobili( golf, equitazione e tiro con l’arco).

Quindi vivo in un paese normale, della pianura, dove succedono cose piccole, ma dove scorre la Storia. Per rispondere a chi , quasi con disprezzo una volta ha detto: sono contenta che anche in provincia succeda qualche cosa.

La provincia. 1 Il paese.

Nel film “parenti serpenti” una madre dice alla figlia di smettere di mangiare che ha già un culo che fa Provincia. Come se solo in provincia ci fossero le persone grasse e trascurate. Invece le ragazze qui sono molto attente alle diete, al trucco, ai vestiti per non sentirsi in imbarazzo nei confronti delle altre e pure i compagni ci tengon all’aspetto. La provincia inizia con campi coltivati ai lati di una strada non troppo ampia. La strada, che porta al mare ha alcune curve e incroci trafficatissimi che nel tempo sono state riempite di rotonde. Sembrano padelle della sagra di SanGiovanni. Enormi e impossibili da tenere sotto controllo. Le case, una volta solo trattorie di ristoro per villeggianti sulle carrozze o mercanti, le trovi ai due lati della strada in una serie ininterrotta. Lo hanno chiamato il paese lungo. Trovi la chiesa “vecchia” all’inizio, la casa comunale a meta’, la farmacia qua e là dal ponte, negozi e bar verso la fine. Se hai bisogno di qualsiasi cosa, tipo pregare o farti un certificato o comperare il pane preparati che c’è da camminare. Naturalmente attorno , specialmente dalla parte della campagna sono state costruite altre case, insediate altre attività’ . Ma le principali sono lungo la strada che unisce due caselli ferroviari. Il treno a una sola rotaia circonda il centro abitato in un abbraccio costante ritmico, tanto da dare l’ora agli abitanti delle case che ci si affacciano. L’ultimo passa alle 22, 45 , solo ritorno alla stazione centrale della città ma non si ferma. Un paese isolato di notte, se ti vuoi muovere hai bisogno dell’auto alla faccia della mobilità sostenibile.

Ma alla fine abbiamo tutto : bar di diverso tipi, per signore, per sportivi, per gli “umarels”, fornaio bravissimo, pizzerie a iosa dal vero napoletano a quello che ti porta la pizza a casa, pasticceria buona e pure cioccolateria. Per mangiare non c’è problema di giorno, di sera poco. E sulla strada principale si affacciano attività gestite da stranieri: due bar, una sartoria, un negozio di frutta e verdura, più fuori due enormi magazzini, una pizzeria, una parrucchiera, una estetista. Ma se giri non vedi alcun straniero. Sono tutti occupati. Quindi non ci sono problemi di convivenza, anche perché la gente che viene da fuori e’ tanta.

Mahjong e piadina

Della piadina romagnola conosciamo tutto: il tipo di impasto, i vari tipi di farcitura, il modo di cottura, le variabili moderne. Dire piadina significa fare un salto con la memoria davanti alle casette colorate di bianco e rosso a strisce, con un bel bicchiere di Sangiovese in una mano e una piadina piegata in due ripiena, secondo la tradizione di squacquarone e erbe o prosciutto crudo, di quello buono. Mentre la signora gira ruote di impasto e ti chiede come vuoi la prossima che oggi c’è anche alla Nutella. Le signore sono abili a forgiare la pasta in dischi omogenei, tanti che è uno spettacolo guardarle in attesa della propria piadina.

Il Mahjong invece è più conosciuto per certi giochini in solitario che si fanno in ambulatorio o in treno per scacciare la noia. Ma il vero mahjong e’ un gioco di pura strategia e fortuna. Un gioco a dir poco entusiasmante giocato ancora dagli anziani in pochi bar antichi. E’ un gioco antichissimo, portato dai cinesi forse all’epoca dei Romani ( Salvini se ne faccia una ragione le immigrazioni iniziarono molto ma molto presto). Marco Polo era un mercante che percorreva la via della seta, l’unico che l’ha raccontata, ma si conosceva già’. Si gioca in quattro con un listello su cui si posizionano le tessere fino ad ottenere una sequenza. Ci sono le tessere con i vento, le stagioni, i segni da uno a nove. I draghi ecc. si scartano le tessere e si cambiano con altre dal centro del quadrato. Partite così tese ne ho fatte poche nella mia vita.

Fra i giocatori si crea una atmosfera quasi mistica per cercare di sottrarre le tessere che interessano, per vincere sugli altri. E sai che soddisfazione. Un gioco citato in alcuni film : A spasso con Daisy, Lanterne Rosse e altri. Può essere paragonato, mi dicono al burraco. Non ci gioco e non di dirlo.

Se viene la nausea

Ancora orrore in questa estate “cattiva”: naufraghi . Nei rottami di un barcone galleggiano i cadaveri di una donna e un bambino, mentre una seconda donna è rimasta fortunosamente viva. Li hanno trovati quelli di OpenArms, una Ogm che salva i profughi. Loro dicono che la guardia libica li ha lasciati lì, in mezzo al mare perchè non volevano tornare in Libia. I libici dicono che non è vero. Ma la verità è che ci sono due persone morte e una sopravvissuta e in mare non ci sono andati da soli. Il ministro dell’orrore si chiama fuori. “Non ho mai detto di lasciarli morire in mare”. Impedire alle Ong di soccorrere i naufraghi che cosa è? Inumano

A vedere il filmato e a sentire tutto il chiacchiericcio pieni di odio  mi è venuta una nausea persistente, che non passa.

Le vie del petrolio

Trump, presidente degli Usa, ha detto alla Merkel, primo ministro della Germania che dipende troppo per l’energia dalla Russia.

Questo è il motivo che scatena l’attuale situazione di instabilità economica e politica. L’energia, il gas metano e il petrolio rappresentano la maggior fonte di energia non rinnovabile, ma posseduta da qualcuno. Dove si trovano il petrolio e il metano?

Incollo dal blog Verso la fine dell’economia, aggiornato al 2011

Il paese al mondo con le maggiori riserve petrolifere è piuttosto sorprendentemente il Venezuela, con 296,5 miliardi di barili di petrolio (ovvero il 18% del totale mondiale), dopo che fra il 2007 ed il 2010 sono stati scoperti i giacimenti di petrolio non convenzionale della cintura dell’Orinoco (pari a 220 miliardi di barili, ovvero il 74% del totale delle riserve petrolifere del paese sudamericano).

Al secondo posto c’è l’Arabia Saudita, con riserve petrolifere accertate pari a 265 miliardi di barili, seguita dal Canada, con 175,2 miliardi di barili di petrolio (di cui 169,2 miliardi di barili provengono dalle sabbia bituminose, scoperte nel 1999), l’Iran, con 151,2 miliardi di barili di petrolio e l’Iraq, con 143,1 miliardi di barili di petrolio.

Calcolando l’indice R/P (ovvero dividendo le riserve accertate per l’attuale produzione), otteniamo un numero, che corrisponde al numero di anni che occorrono affinché si esauriscano le riserve di petrolio dato l’attuale livello di produzione annuo. L’indice R/P a livello mondiale è pari a 54 anni, ma con marcate differenze fra i quindici paesi con le maggiori riserve petrolifere

Cina e Stati Uniti hanno quasi esaurito le loro riserve di petrolio, essendo rimasti con solo dieci ed undici anni rispettivamente di autonomia (dato l’attuale tasso di produzione e sempre che non ci siano nuove scoperte). Venezuela, Iraq e Canada sono i paesi che hanno la maggior autonomia (tutti oltre i 100 anni) , dato l’attuale tasso di produzione.

A livello globale, l’incremento delle riserve dovuto a nuove scoperte è stato maggiore rispetto all’incremento della produzione di petrolio, con le prime che dal 1980 (i primi dati disponibili) al 2011 sono aumentate in media del 2,9% l’anno, mentre la produzione mondiale di petrolio dal 1965 al 2011 è aumentata del 2,2% l’anno – nonostante l’impennata del prezzo del petrolio (segno che forse le nuove riserve scoperte non sono poi così facilmente sfruttabili dati i costi di produzione o la qualità del petrolio).

Da questo post si evince che la Cina e gli Usa hanno finito le riserve e ne cercano altre. Il petrolio del Venezuela interessa, ovviamente gli Usa e ne vediamo le conseguenze : guerra civile e povertà assoluta.

L’Arabia Saudita ne ha vendere, ha già sviluppato un grande business ma ha contro l’Iraq e l’Iran e quindi, fa la guerra a queste nazioni, nascondendola dietro il motivo religioso.

E noi? Noi abbiamo giacimenti di gas metano in Emilia, nell’Adriatico, ma l’estrazione è complessa. Il gas metano è complicato da scindere dalle rocce. Quindi non avendo materie prime in generale, petrolio gas naturale lo dobbiamo comperare e pagarlo a suon di milioni. A chi lo paghiamo per il riscaldamento e per le auto?

https://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/14/gas-e-petrolio-siamo-sempre-piu-dipendenti-da-paesi-inaffidabili/28897/ In questo articolo si trovano notizie sulla nostra dipendenza energetica.

Tutto questo per sottolineare che la nostra instabilità politica nasce dal rapporto su chi appoggiare, per interesse e perché Il Ministro dell’Orrore si è sbilanciato verso la Russa.

“L’Italia si trova ad acquistare all’estero oltre tre quarti del suo fabbisogno energetico, pari a 124.7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio nel 2013. In sostanza, ogni anno dobbiamo importare più di 2 tonnellate di olio equivalente per ciascun abitante. La maggior parte di queste forniture proviene da Paesi con alta instabilità politica quando non apertamente in guerra. Nel caso della Russia, a complicare i rapporti ci sono anche le sanzioni che il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso la Ue ha da poco prorogato fino al 31 luglio 2016.”

Ma come la metteremo con gli Usa di cui siamo ancora un protettorato?

“Gli interessi che abbiamo dovuto “pagare” agli Usa per il debito contratto in 70 anni, sono maturati sotto forma di dipendenza – siamo un loro protettorato quando non un 51° stato – per un appoggio incondizionato a tutte le “iniziative” di Washington, alla nostra partecipazione alla NATO, e in tutto questo mai ci è stata data altra scelta che schierarci al loro fianco anche quando le nostre precarie condizioni economiche, la logica della pace e quella del rispetto dei diritti imprescindibili derivati dall’autodeterminazione degli stati sovrani lo avrebbero dovuto impedire.

Oggi, dopo l’Afghanistan e l’Iraq, ci troviamo di fronte ad una situazione molto pericolosa e simile a quelle scelte fallimentari, perché sono evidenti le intenzioni degli americani in merito alla situazione in Siria.”