Il non luogo

Anche questa mattina cammino dentro un non luogo luccicante e ammiccante. Io spesso mi sento in un non luogo, lontana dalla mia casa, dal posto dove trascorro molto tempo ma che non amo più di tanto. Anche casa e’ un non luogo, non anonimo, sfuggente, lontano dall’immagine di luogo cui appartenere . In questi non luoghi mi sto abituando agli sguardi sghembi, curiosi, perplessi che seguono il filo. Il filo che mi porta ossigeno dentro i polmoni . Sguardi curiosi e indagatori, come se veramente nella loro vita cambiasse qualcosa sapendo perché ho bisogno dell ‘ossigeno, pettegoli e curiosi in un non luogo così estraneo. Eppure è’ fondamentale che io lo usi sempre. Solo alcune non persone hanno sguardi schifati, come se girare con un trolley collegato alla respirazione sia un’offesa al buon costume. Ma il problema del non luogo e del non respiro mi attanaglia. Accettare, andare oltre gli sguardi delle non persone e riuscire a vivere una vita seminormale. Mi sto allenando.

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