Il paese lungo 8 Le elezioni

Anche gli abitanti del paese lungo in questi giorni si trasformano in eventuali elettori, candidati, scrutatori in un fremito politico fino al giorno prima sconosciuto. Scomparsi quasi del tutto i vecchi simboli, tranne la Lega, i banchetti espongono di tutto: stelle, cerchi, scudi e bandiere. All’angolo della strada. Di fianco ai negozi più frequentati, e da lì ti rendi conto che il fornaio ha più clienti del frutta e verdura e che i cinesi non hanno colore, ogni giorno ospitano un banchetto diverso. Ma quelli da osservare sono i candidati. Nomi sconosciuti, persone che abitano altrove catapultati con l’aereo delle pressioni elettorali della vicina metropoli. Oppure impresentabili nel senso che non hanno mai fatto niente di politico, nemmeno partecipare a un Consiglio Comunale se non venti anni fa. Liste nate per suddivisione di suddivisione di suddivisione in cui manca il programma e i candidati accettabili. Candidati una volta contro che diventano capofila del partito ex avverso. Un guazzabuglio di situazioni che confondono e personalmente mi irritano. Alcuni slogan vecchi, con ragnatele e nessuna idea e carenza assoluta di coerenza con il passato. Non ho letto i programmi, spero qualche cosa ci sia, poi mi farò un’idea. Potrei anche saltare queste elezioni, non so.

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