E parlano di denatalità

I cortili sono vuoti, non ci sono bambini che giocano all’aperto, due calci al pallone o una arrampicata sugli alberi. I bambini sono pochi, pochissimi rinchiusi dentro case super accessoriate con Wi-Fi, televisioni, giochi elettronici. Maschi e femmine. La vera differenza inizia nei corsi, dopo la scuola. I bambini sempre intruppati, con un adulto che decide cosa e quando fare, mai alle prese con le proprie e reali risorse. Bambini in gabbia mi sembrano. Sempre meno, mal tollerati in condominio, nei ristoranti o nei luoghi pubblici. Perché fanno chiasso e non sanno gestirsi, dicono gli adulti. Piazzati davanti a uno smartphone a tre anni e in crisi di astinenza se glielo tolgono. Genitori spesso incapaci di reagire, in nome del benessere del bambino. Insomma il Dio bambino! Ma.,. scarseggia come numero, allora campagna per fare bambini. Uno pensa più lavoro, più servizi, più aiuti alla famiglia, più asili nido, più protezione alla maternità e anche alla paternita’, iniziando anche ad aumentare gli spot in cui il padre svolge i lavori di casa, che per farli non ci vuole una laurea. Che cosa ha approvato invece questo governo? Ha stabilito che le donne possono lavorare fino al parto. Previo certificato medico. Dunque la donna rischia la salute per mantenere un lavoro fino al momento in cui diventa madre e dopo sarà sicuramente licenziata. In centro un negozio ha già chiesto un certificato che attesti la non maternità prima di rinnovare il contratto di lavoro. Mi viene da pensare che Erode era quasi meglio.

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