Milano Marittima

L’autobus sfila nel viale a bassa velocità quasi nel mezzo della carreggiata. I bordi della strada sono occupati in una linea continua interrotta dai passi carrai degli alberghi e delle case. Le case, case borghesi, ben tenute, si affacciano su giardini piccoli perché qui lo spazio vale denaro e chi può lo vende. Le palazzine sono stilisticamente molto disomogenee, dagli anni 20 fino alle strutture geometriche di oggi. Non le ho mai osservate con attenzione queste case. Milano Marittima mi mette soggezione e scorro via. Troppo signora di giorno, oggi più borghese arricchita dall’accento russi, ieri milanese doc, con la collana di perle e il marito commenda. Di notte un caos interplanetario, il mondo a bere un mojito a pestare il piede al vicino di panca. Troppa gente, troppo chiasso, troppo di tutto. E poi non mi attira con le vetrine urlanti mode strambe e incredibili, gioielli e tappeti per odalische meneghine.

Mi trovo di fronte ai campi da tennis è quasi rimango delusa da due goffi giovanotti che giocano sotto lo sguardo severo degli “umarels ” locali. Il torneo dei vip potrebbe essere terminato da mesi. Non me ne importa nulla. Non sono mai stata attirata dalle celebrità’, nemmeno quando ne ho avuta, e ne ho avuta, l’occasione. Il bus continua il suo movimento lento. Percorre rotonde che sembrano piccoli diorami naturali. con tanto di fontanelle e siepi di frutti selvatici, ma polverosi e non commestibili. Un tempo sono venuta qui a mangiare certi fritti speciali, chi non ha amici che conoscono posti dove vendono fritti speciali?, a sostare in qualche bar sentendomi sola come non mai, a passeggiare lungo i marciapiedi e schivando folle di bambini urlanti e mamme depresse con mariti straniti dal portafoglio quasi vuoto. Passo davanti a una casa con alcuni pini nel giardino e non so perché penso a Sandra Mondaini, alla casa con l’albero in mezzo e alla scelta particolare. Aveva fatto costruire la casa attorno a un giovane pino per non toglierlo. Sorrido, trovo divertente pensare all’architetto di fronte a una proposta così estrosa. O forse il contrario, non so. Tutto quello che e’ contrario alla normalità mi piace, anche la casa con l’albero in mezzo. Il bus continua il suo percorso, io guardo le ultime colonie, i campeggi, gli stabili rimessi a nuovo e penso che non serve. I giovani vanno altrove, vanno a fare vacanze in Kenia, negli Usa o alla peggio nei fine settimana a Milano Marittima. Da qualche parte c’è’ anche il mare, ma non e ‘ importante. Potrebbe essere Cortina, senza le montagne.

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