Mese: agosto 2018

Stordita

Giorni pesanti per il popolo italiano alla resa dei conti : un ponte crollato 43 vittime 650 sfollati una nave sequestrata 177 giovani eritrei sequestrati con la nave italiana attraccata in un porto italiano due ministri onnipresenti un premier scomparso un presidente della repubblica muto. Alla fine i migranti sono stati ospitati dalla CEI che li distribuirà sul territorio italiano, il ministro che li ha sequestrati e’ indagato per sequestro di persona, l’altro si associa o si dissocia a seconda dell’umore. Il popolo italiano sempre più diviso, razzista e xenofobo o accogliente. Tutto in mano ai mass media e alla rete. Il libro di Orwell La fattoria degli animali ci fa un baffo!

Caldo di ferragosto

Il meteo non ci prende mai. Illude, fa sperare e sudare giorno per giorno. Dovrebbe sempre piovere, ma l’acqua della pioggia non scende mai. Data la conca della Pianura Padana sicuramente evapora prima. Quindi restiamo qui con il desiderio.

Ancora M5stelle

Le ultime esternazione della ministra Grillo, che dice di essere medico ma avrà preso la laurea per posta su Italmarket, mi lasciano allibita. Ora lo sappiamo tutti che dobbiamo morire, ma affermare che dobbiamo abituarci ai morti per morbillo mi sconvolge. Alla vita, una mamma, un medico , un popolo deve pensare alla vita, alla qualità della vita, anche di chi soffre. Il messaggio deve essere positivo, di speranza, di progettualità. Non ci siamo proprio con questo movimento che non è in grado di guardare al futuro, giovani già vecchi dentro che non vogliono fare la rivoluzione ma adattarsi. Che pena! Tra l’altro la ministra è incinta e dovrebbe esplodere di gioia anche in quello che fa.

In ogni progetto non si vede una visione del futuro, perché non esiste. Può anche essere che io sono di un altro mondo e vedo ciò che accade con altri occhi, ma non e’ questo il mondo che volevamo per i nostri nipoti, ma non siamo la causa di questa situazione senza speranza. E lo dice una che di speranza vive.

No vax, si vax, no vax, forse vax.

Sono in un centro commerciale al fresco, con un caffè , una brioche salata e la galleria di passeggio davanti. All’improvviso irrompono tre bambini, corrono, urlacchiano felici. La coda prima della cassa è terminata, ora possono muoversi. Sono tre bimbi diversi, non penso siano fratelli ma amici, compagni d’estate : oggi da te a giocare a calcetto, domani al parco con gli altri, oggi qui a prendere i ghiaccioli. Tanti bimbi insieme. E le vaccinazioni le avranno fatte tutte? Ci sarà uno di loro che è più fragile e non può farle? Come si fa a tenere separati i bambini dalle malattie? Lo sappiano le madri oscurantiste : le difese dell’uomo si stanno indebolendo, meglio i vaccini oggi che piangere perché gli antibiotici non fanno effetto domani. E lo dice una che ha avuto la difterite ed è rimasta in isolamento per 40 giorni a tre anni. Potevo morire. Qualcuno è morto!I vaccini c’erano già ma non per tutti.

Obbligo flessibile nel tempo e nello spazio

Heghel? Pitagora? Eco? No, non è la frase di un filosofo colto e illuminato. L’ha detto oggi la ministra della salute Giulia Grillo. Non in merito alla trascendenza, neppure in merito alla sopravvivenza. In merito ai no vax. I no vax non vogliono vaccinare i loro figli perché ritengono che non ci sia bisogno, in quanto piccola minoranza rispetto a coloro che fanno vaccinare i figli. A monte c’è la convinzione che i vaccini siano dannosi ai bambini , che siano un guadagno per le multinazionale e che siano i genitori a decidere cosa fare. La ministra ha detto che avrebbe spostato di un anno l’obbligo di certificare le vaccinazioni dei bambini. Poi ha detto che ci vuole la autocertificazione del genitore per fare accedere il bambino a scuola . Infine, per tranquillizzare tutti ha parlato di obbligo flessibile, e viste le polemiche ha aggiunto nel tempo e nello spazio. Per ultimo ha assicurato che i bambini immunodepressi, quelli che si possono facilmente ammalare ma non possono essere vaccinati saranno inseriti in classi con compagni tutti vaccinati. Sorgono alcune domande: cosa significa “obbligo flessibile nel tempo e nello spazio” riferito alle vaccinazioni obbligatorie? I bambini immunodepressi come potranno utilizzare spazi comuni in cui ci sono bambini non vaccinati e quindi possibili portatori di malattie? In ore diverse? Quindi bollati da subito come ” i malati”. E per ultimo perché i genitori no vax non vanno in scuole fatte da loro, tipo Montessori e non se li tengono lì, così non si attaccano malattie e non si ammalano? Certo a una certa età saranno obbligati a stare in mezzo a tutti gli altri e se sono colpiti dal morbillo possono morire perché non vaccinati. Ma sarebbero affari loro.

Flash: ore 10,25 del 2 agosto 1980.

Oggi sono contenta, ho preparato i bagagli per il campeggio, nuova meta e andrò in Umbria.Prima devo tagliarmi i capelli; è una tradizione, ogni anno prima di partire mi faccio fare una pettinatura corta e comoda. La strada è assolata, fitta  insolitamente di auto; è strano che il 2 agosto anche in città ci sia tanto traffico, ma è sabato, il sabato prima delle ferie.

Avanzo lentamente in via Massarenti, di fronte all’Ospedale Sant’Orsola in direzione i viali di circonvallazione, all’improvviso sono scossa da un botto  fortissimo che rimbomba  dentro l’abitacolo.  Poco a poco una colonna di  fumo nero si alza, a destra, là in fondo. Che cosa sarà successo? Sono molto spaventata, il cuore inizia a battermi forte. Sarà stata l’esplosione di una casa, una bombola? Nell’aria risuonano le sirene dei vigili, delle autombulanze, come grida disperate, continue.

Mi viene la pelle d’oca. Il traffico è paralizzato, non gira più nessuno, nemmeno sui viali, là oltre la macchina.

No, non è normale tutto questo, poi arriva un taxi a tutta velocità che svolta dal viale strombazzando in modo continuo. Le macchine, in fila al semaforo, si spostano per lasciarlo passare, si pigiano alla destra di via Massarenti. Pochi secondi e arriva un autobus, il 37, che strombazza, come volesse dire fatemi passare, ho fretta, ho fretta. I finestrini sono coperti da lenzuola bianche, forse è sporco di qualcosa,  da qui non si vede bene, un’ auto sulla mia sinistra copre la visuale. Il bus accelera quando è in via Massarenti seguito da un taxi, poi da una macchina della polizia, poi un altro bus. No non è normale tutto questo, non lo è. Tutti i claxon fanno un clamore infernale, ma appena passa il bus tacciono. Abbiamo capito è successa una cosa tremenda, ma ancora non sappiamo niente. Non esiste il cellulare  o il tablet a cui chiedere notizie, dobbiamo aspettare di incontrare una persona che ci informi. La radio, ignara, trasmette canzonette e pubblicità.

Di colpo il semaforo ritorna verde e tutte le auto si infilano obbligatoriamente a sinistra, dall’altra non si può andare, il traffico è fermo. Il vigile a braccia aperte in mezzo alla corsia dei viali, fischia perentorio e nervoso, lasciando spazio ai mezzi che a intervalli regolari si dirigono al Pronto Soccorso. Sono sempre più spaventata. No, il 2 agosto non può essere che si scatena una disgrazia così, siamo tutti in vacanza.

Decido di andare  dalla parrucchiera, certa che troverò delle informazioni; dei capelli non me ne importa più niente.

Le donne parlano in modo concitato: è stato un boiler, ho chiamato la mia amica che lavora al bar di fronte alla stazione. Io la mia amica della Camst, il ristorante della Stazione, non riesco a contattarla, il telefono non suona neanche. No, ma sicuro, han detto che ci sono una sacco di feriti. Ma un boiler non può fare tanti feriti! E’ caduta la parete che separa il ristorante dalla sala d’attesa, no è caduto il soffitto, ma no ma dai è stato un boiler, ma no è scoppiata una bombola di gas della cucina del ristorante, ma credi che farebbe tanto danno?

Silenzio, poi squilla il telefono, è l’amica della parrucchiera che ha il negozio di computer di fronte alla stazione. Rimbombano le parole nel negozio ammutolito e sui visi sempre più perplessi delle donne.

 

Il ristorante della Camst non c’è più, c’è un buco dove c’era l’ala sinistra della stazione.

La polvere e i calcinacci si sono depositati e la vista è terribile: pietre e morti dappertutto, la stazione era piena di passeggeri.

E’ saltato in aria anche il treno del primo binario. Ci sono tanti morti, i soccorritori non sanno come fare. Hanno caricato la prima parte dei feriti su un autobus con i finestrini coperti da lenzuola bianche, poi taxi, ambulanze, auto dei privati, in un corteo continuo e straziante.

Non è stato un boiler, è stata una bomba.

Maledetti. Mi viene da piangere e penso alle stragi della Banca di Piazza Fontana, del treno di San Benedetto del Tronto. Ancora una volta hanno colpito gli indifesi. Bastardi.

Pensare a quel giorno mi fa lo stesso effetto di angoscia e paura, perché ancora non conosco il nome di chi ha ordinato la Strage del 2 agosto 1980, 82 morti straziate, dilaniate  e più di 200 feriti in un giorno di sole. La Strage che ha cambiato la storia.