Mese: settembre 2014

Dimentico tutti/o

Fra i molti pensieri che si accavallano nella mente vorrei scartare quelli negativissimi, che in questo periodo connotano la mia vita di un pessimismo inconsueto.

Mi concentro sulle mie dimenticanze, forse conseguenza dei pensieri negativi o forse semplicemente l’età e la scarsa attenzione. Dimentico tutto: password, nomi di persone, cose, parole nel loro significato, appuntamenti, cose da fare. Semplicemente ca…..ggio. In effetti perdo anche le agendine su cui trascrivo amorosamente password, raccontini, appuntamenti e altro. Così  sono in una costante  caccia al tesoro. Perché le agendine si muovono da una borsa all’altra, da un cassetto all’altro. Camminano e mi sfuggono. Una volta che le  ho acchiappate emergono delle cose assurde che ho scritto, pensato o appuntato qua e là. Non sono più io.

Chissà se è successo anche ad altri di perdere il consueto e doversi inventare una mente nuova. Mah! Forse sì, forse è normale dopo un trauma, una tragedia, un problema grosso. Il bello è che io mi immaginavo che nel tempo sarei diventa sempre più certa, sempre più radicata nelle mie idee, abitudini e convinzioni. Invece sta cambiando tutto il mio orizzonte. Perciò ormai non mi stupisco più di tanto se dimentico il nome della lavanda, o di una persona, o il titolo di un libro appena letto con piacere. Basta accettare tutto questo e ci si abitua a vivere  sulle sabbie mobili.

Ma non vorrei diventare una lagna, e si sappia leggo molto, ho appena terminato IL PUZZLE DI DIO, sono in attesa del prossimo libro di Elena Ferrante, ho partecipato a una piccola raccolta di scritti sul 2 agosto che mi dicono diventerà una gran bella cosa. Insomma vado avanti, ma  sempre con il paracadute aperto e controvento. Sai che fatica!

Canzone Vanoni  : La vita che mi merito

 

La via di fuga

Non c’è via di fuga, non esiste. Mai come in questo periodo mi sento  in prigione, una prigione di costrizioni, obblighi, doveri e obbedienze .

Si sa prima lavoravo in un mondo anarchico, in modo anarchico, gustando i sogni del futuro e le aspettative. Ora lavoro dentro un loculo di quattro persone tristi, annoiate, scocciate e freddolose. Le mie finestre aperte sull’aria del cortile  sono chiuse da incomprensibili ostacoli termici e atmosferici. Non si ride più. E la cosa mi mette una tristezza che ogni giorno posso quantificare in base alle risate, sempre più rare e ai pensieri positivi, sempre meno presenti. Una tristezza assurda.

Dovrei adottare la resilienza, ma ammetto di non sapere nemmeno dove sia. Un’anima creativa muore dallo sfinimento più che dalla fatica. Il grigiore del travet, adesso so di che cosa si parla e non so come si possa fare a trascorrere una vita così!  Ma potrebbe essere che oltre le apparenza ci siano persone molto alternative, vitali, contestatrici. Nel mio piccolo no.  Un mondo di donne piccole piccole, legate alla loro sopravvivenza e al loro piccolissimo spicchio di potere. La burocrazia al potere. Ma sono arrivati al potere uomini…giovani, nel pieno della vitalità e della carriera…ne vedremo delle belle!!!

Allora sorrido! E metto bollini sulla mia personale collezione di soddisfazioni!