Invecchiare con stile

E’ obbligatorio invecchiare con stile? E’ indispensabile? Non si può andare avanti lasciando perdere chirurghi plastici, parrucche e lettini abbronzanti?

In questo mondo sempre alla ricerca della perfezione fisica, dovuta a photoshop e al denaro speso per affidarsi ad altri che decidono come vestirsi, che cosa mangiare, come muoversi e cosa fare, non inseguire questi canoni è uno sfregio. Invece io penso che fare una vita libera dai legacci dell’apparire sia  molto rivoluzionario. I capelli bianchi, ci tornerò di nuovo, il giro vita più largo e quei colori che non sempre si accostano benissimo sono un atto di estrema libertà, prima di tutto intellettuale poi fisica.  Noi che abbiamo lottato tanto per non portare i calzettoni di pizzo bianco fino a 14 anni, e che abbiamo accorciato le gonne dopo Mary Quant, litigando con i genitori possiamo permetterci di tutto. Naturalmente c’è il limite della salute e di un buon rapporto con se stessi. Fondamentalmente io non amo molto le nonne che sembrano le figlie e le nipoti, quegli esseri strani che non sai quanti anni hanno, ma che dimostrano di essere succubi della moda, senza età. Mi piacerebbe che fosse una scelta libera, non determinata dall’ obbligo di apparire  sempre giovani. E anche vero che ormai è tutto massificato, uguale, non c’è differenza fra le diverse età, ma solo fra le diverse taglie. E’ una bella costrizione anche questa! Ci sono pochissimi abiti per persone oltre. Come se il non stare a dieta e il non seguire certi canoni estetici sia sbagliato e punito con sacchi neri e camicioni scuri e  tristi.

Ebbene io vorrei lanciare un sondaggio:

secondo te le donne devono seguire i canoni estetici

si o no?

 

5 pensieri su “Invecchiare con stile

  1. Per me la vita è sempre stata un viaggio: non nel senso che abbia viaggiato molto nello spazio, diciamo il minimo sindacale o poco di più, ma ho viaggiato e continuo a viaggiare nei grovigli del tempo. Sono belli i grovigli del tempo, sai, hanno quell’andamento solo apparentemente lineare in realtà sinusoide, spiraloide, a cubo di Rubik che ti fanno finire dove non dovresti, non potresti, non sapresti. E spesso credevi di essere chissà dove e invece sono anni che non ti muovi dal classico cantone.

    “Invecchiare” sottende un prima e un dopo molto banali e lineari, ma non credo che la vita funzioni così. La vita, come lo spazio-tempo della relatività, ha degli strani cunicoli. Io mi sento molto più giovane oggi di 20 anni fa, anche se di quando in quando soffi di vecchiaia arrivano da nord e mi spettinano il ciuffo. Certo, a un bel momento, da qualche parte lampeggerà la scritta “Game over” e allora (come dire?) il tempo per i filosofemi verrà a mancare, o magari (vedi tu) si sposterà semplicemente a un livello più astratto e generale.

    Da un amico che continua a volerti un bene incompreso.

    1. Come sempre mi lasci senza parole! Ciao. Anche io mi sento meglio di quando avevo 20 anni, forse anche per una maggiore consapevolezza. Pure il viaggiare con la mente, costruire mondi, forse sognare. E’ la vita che espulsa, allegramente infischiandosene dei canoni estetici!
      Un abbraccio da chi pensa che se nella vita ci si incontra c’è un motivo! Riri52 o meglio Rita

    2. Che sopresa! Ho dovuto leggere la data per alcune volte, osservando attentamente l’anno: 2014, il 10, oggi. Non ti chiedo niente, sono molto contenta di sapere che ci sei ancora, che mi leggi, che ti sei fatto sentire! Parlo io per te. Sto bene, sono in fase di transizione, nel senso che mi sto adattando al lavoro, anche se continuo a scrivere, dopo un periodo di crisi e malesseri vari. Di grave non c’è nulla, per fortuna, ma avevo altri programmi per questo periodo! Apparentemente quindi la vita prosegue come prima, con l’unica differenza che adesso ho capito che con gli adulti bisogna guardi le spalle. Ma lo sai benissimo anche tu, meglio di me. Ma tu non ha un altro posto dove scrivi? Mi piacerebbe leggere le tue elucubrazioni. Se sì fammi sapere dove, sarò discreta e silenziosa. un abbraccio e spero di avere tue notizie al più presto. Rita

      1. Oggi forse riapre il mio blog, Luca Rinaldoni, basta la parola! (lucarinaldoni.wordpress.com). Perché questo succeda, e perché succeda oggi, forse non saprei dirtelo, o forse lo saprei ma non lo reggerei. E ti giuro che non so ancora cosa ci finirà sopra. Ben difficilmente la mia vita reale che, da discreto tempo, ha perso qualsivoglia valore. Vedremo.

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