Neoplasia non cancro dice Veronesi

In un articolo sulla Repubblica il professor Veronesi afferma che a livello mondiale ci sono indicazioni per chiamare il cancro neoplasia, in modo che l’impatto si ameno feroce sui pazienti, costretti, loro malgrado, a scoprirsi malati. IN effetti la parola cancro è estrema, finale, mentre pare che di neoplasia si possa anche guarire. In questo modo io sarei guarita, non avendo più il cancro e nemmeno una neoplasia. Già, ma nessuno mi toglie dalla testa il rischio della ricaduta e di tutte le altre informazioni che ho accumulato in questi due anni e mezzo. Certo fa più piacere sentirsi dire che hai una neoplasia, ti fa pensare che possa cambiare, andarsene. In ogni caso ringrazio ancora una volta gli studi che si fanno sulle neoplasie, per aiutare l’umanità a sconfiggere questo male che in assoluto è subdolo e devastante. Spero anche che si superino le cure con la chemio e la la radioterapia. Devastanti e deprimenti quasi uguale, se non fosse che forse salvano.  Buona giornata.

7 pensieri su “Neoplasia non cancro dice Veronesi

  1. Credo che non sia facile, ma non pensare alla ricaduta, se puoi…

    L’uso delle parole, il loro impatto, è importante, ma molto più importante è fare ogni sforzo possibile per scoprire cosa ci sia dietro la parola cancro o neoplasia e fare vdi tutto per abbatterla definitivamente. Magari cercando metodi meno distruttivi della chemio. Ma cosa ne pensano le multinazionali farmaceutiche? Eh, qui sta il problema…
    Buona giornata a te!

  2. Ho appena lasciato un commento ma WP non l’ha pubblicato…
    Avevo scritto che, anche se capisco quanto possa essere difficile, devi cercare di non pensare a una ricaduta…
    E poi avevo scritto che è vero che le parole sono importanti, e che importante è l’impatto psicologico ed emotivo che hanno su di noi. Ma molto più importante, in questo caso, è combattere contro ciò che sta dietro alle parole, importante è che la ricerca trovi i mezzi finanziari, e la volontà per farlo, e anche il coraggio di sperimentare nuove terapie meno distruttive della chemio, per esempio. Ma le multinazionali farmaceutiche sono d’accordo? Questo è il problema che, mi sembra, è soprattutto presente nel nostro paese.
    Buona giornata a te!

    1. Milvia rispondo ora, anche il tema è sempre attuale. Non so quanto guadagnano le multinazionali con le medicine, certamente tanto, certamente tutte hanno le controindicazioni, certamente tutte lasciano qualche strascico. Ma poi si accetta. Non ci penso troppo al domani. Ho imparato a vivere il qui e ora e devo dire che tutto funziona meglio! Ciao Riri52

  3. Il fatto che ne parli così liberamente è già una vittoria, cara Riri.
    E denota l’atteggiamento giusto con cui hai affrontato la tua battaglia, che è da solo una mezza garanzia di vittoria.
    L’altra mezza non mancherà, ne sono certo, indipendentemente da tutti i Veronesi del mondo, che sulla sofferenza della gente proliferano.
    Un carissimo saluto.

  4. Franz è vero, ne parlo perché si fa sempre troppo presto a scivolare nell’oblio e invece è un problema molto importante, tanto che ci sono rivoli di terapie, specializzazioni, medicine ecc. Mezza vittoria dici? Direi di sì! Un abbraccio Riri52

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